Pianista di Yarmouk: La salvezza nella musica

E’ proprio vero siamo bombardati da così tante notizie che facciamo fatica a capire qual è quella più ghiotta, importante, di spicco…
Non so Voi ma a me succede proprio questo, stanca di sentire, vedere sempre e soltanto ciò che mamma Rai ci propina, unitamente a tutte le altre emittenti televisive, divago nella lettura…da sempre.
Avevo tre anni quando mi hanno messo sotto il naso il primo libro illustrato e da quel momento è stato vero amore per tutto ciò che è carta stampata.
Ed è una notizia letta su un giornale che mi ha colpita: la storia di Aeham Ahmad, (difficile da pronunciare) ma la musicalità del suo nome è pari alla musica che è il filo conduttore nella vita di questo uomo che ha vissuto, e indirettamente vive, il dramma di una guerra “infinita” per il solo fatto di essere un palestinese.
Ha usato la musica come mezzo di massima espressione di protesta per “urlare” al mondo il suo bisogno di Libertà e affrancazione dalla guerra; lo ha fatto attraverso i tasti di un pianoforte, in mezzo alle macerie della sua città, Yarmouk, suonando le musiche di Mozart, Rachmaninov, Beethoven.

Magari la sua musica non avrà sortito l’effetto sperato, ma di sicuro ha toccato le corde del mio cuore; ma io non faccio testo, sono una inguaribile romantica, dalla lacrima facile che si commuove per un film d’amore del tipo Love Story, che si immedesima nei personaggi di Hunger Games.

“Un giovane suona il pianoforte in mezzo a una strada bombardata. Suona per i suoi vicini, soprattutto per i bambini, per distrarli dalle atrocità della guerra: un’immagine che ha fatto il giro del mondo diventando un simbolo della catastrofe in Siria, ma anche dell’inestinguibile volontà dell’uomo di opporsi in ogni modo alla distruzione. Il suono di quello strumento ha raggiunto e commosso milioni di persone nel mondo su YouTube. Ora Aeham Ahmad racconta la propria storia: l’infanzia in una Siria ancora in pace, l’inizio delle rivolte preludio di una guerra terribile, la fuga per la stessa via battuta da migliaia di disperati. Un lungo e pericoloso viaggio via terra, la drammatica traversata del Mediterraneo, le insidie della rotta balcanica. Fino alla nuova vita in Germania, dove ha realizzato il suo sogno di artista e si esibisce nelle più importanti sale concerti, ma è costretto a vivere lontano dalla sua famiglia rimasta in Siria. Allora come oggi, è la musica che gli ha salvato la vita a dargli conforto e infondergli coraggio. La storia vera, raccontata in prima persona, di un pianista che ha sfidato le bombe e i terroristi in nome della sua musica, un caso mondiale, una commovente testimonianza di resistenza e fede nell’arte.”

E’ un messaggio di speranza quello che “Il Pianista di Yarmouk” di Aeham Ahmad, libro pubblicato da La nave di Teseo, e che aiuta a riconoscerlo adesso nel mondo, lancia attraverso le note, perchè la musica non ha bisogno di parole, non ha bisogno di orpelli, ha bisogno solo di essere ascoltata prima con le orecchie, poi con il cervello, poi con gli occhi ed infine con il cuore.

 

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