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Mario Benedetti,

Mario Benedetti: un nome due poeti

Mario Benedetti, un nome in comune per due poeti dalla nazionalità e dal destino diversi ma accomunati dalla stessa speranza

Sembra proprio un nome comune Mario Benedetti: potrebbe essere benissimo il nome di un conoscente qualsiasi o del vicino di casa o di quel vecchio compagno di classe di cui abbiamo perso le tracce. Non suona altisonante e destinato a fama imperitura, è un nome normale, quasi banale e italianissimo.

Eppure Mario Benedetti è un nome da poeta: se ne conoscono ben due, poi che ve ne siano altri non è da escludere, anzi, se tu caro lettore conosci un terzo o chissà quarto, Mario Benedetti poeta, ti prego di comunicarlo qui, al termine dell’articolo, sono talmente strane le casualità dell’esistenza che non mi meraviglierei…

Ufficialmente, fra i due Mario Benedetti pare non ci sia nessuna connessione né commistione: in parole povere, sembra non si conoscessero affatto e non avessero in comune nulla oltre il nome e l’amore per la poesia. Dubito sapessero l’uno l’esistenza dell’altro, quando erano in vita. O forse no. O almeno non ho trovato notizie a tal proposito.

Il dubbio mi viene in quanto uno, il piu anziano dei due Mario Benedetti, era e rimane un noto ed apprezzato scrittore, poeta, saggista, drammaturgo uruguayano il cui nome per esteso, perfettamente in linea con le usanze latino-americane, occupa un rigo intero: Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia, (manco fosse un discendente della famiglia reale!) detto e conosciuto semplicemente come Mario Benedetti. L’altro Mario Benedetti era italianissimo e per fortuna sua e di chi legge, aveva solo un nome ed un cognome: quanto meno per autografare un suo libro, non richiedeva grandi spazi.

Il primo Mario Benedetti, quello dal nome chilometrico, era di origine italiana: figlio di una coppia dei tanti immigrati partiti dall’Italia in cerca di fortuna, nacque a Paso de los Toros nel settembre del 1920 e morì a Montevideo nel maggio del 2009. Il secondo invece era nato ad Udine nel 1955 ed è morto nel marzo 2020 a Piadena: una delle tante vittime, pur essendo relativamente giovane, di Covid che ancora non ha smesso di assediare il mondo intero.  Poeta ed insegnante, è meno noto del suo omonimo uruguayano ma non  per questo meno intenso nella sua scrittura. 

mario benedetti
Mario Benedetti, autore uruguayano

Non è della loro biografia che voglio parlarti oggi, ma piuttosto dello strano collegamento che ho colto fra loro…

Mario Benedetti, un nome due storie

Legati soltanto da un nome e dalla passione per la poesia, i due Mario Benedetti, mai avrebbero pensato che un giorno a qualcuno sarebbe venuto in mente di associarli in un ricordo. Eppure coincidenze inimmaginabili, a volte, conducono per mano dentro argomenti i cui legami non esplicitamente visibili, sono tuttavia legati da fili sottili che creano parallelismi inconsueti. 

Il percorso che mi ha condotta fino ai due autori, dall’uguale nome e dalle storie di vita completamente diverse, è cominciato da un brano poetico letto casualmente in rete, Lento però viene, il cui autore è appunto il Mario Benedetti più noto a livello internazionale:

Lentamente ma viene/ s’avvicina il futuro/ piano piano ma arriva/ oggi è al di là/ della nuvola scelta/ e al di là del tuono/ e della terra ferma/ rallentando viene/ qual fiore diffidente/ che tiene d’occhio il sole/ e non domanda niente/ ormai è già vicino/ ma giunge senza urgenza/ arriva con progetti/ e sacchi di semenza/  con angeli malmessi/ e rondini fedeli/ piano piano ma arriva/ senza fare rumore/ attento soprattutto/ ai sogni calpestati/ i ricordi giacenti/ e quelli appena nati/

lentamente ma arriva/ s’avvicina il futuro/ piano piano/ ma viene/ e già quasi arrivato/ con la più bella nuova/con una stella povera/ ancora senza nome/ lentamente ma arriva/ il futuro reale/lo stesso che inventammo/ noi stessi con l’azzardo/ sempre più noi stessi/ sempre meno l’azzardo/ lentamente ma viene/ il futuro s’appressa/ piano piano/ ma arriva/ lentamente ma arriva/ lentamente ma arriva/ lentamente ma arriva.

I versi che hai appena letto raccontano di attese lunghe ed estenuanti, del tempo che con passi lenti e silenziosi si apre varchi nelle strade del futuro: è una poesia che, ovviamente tradotta in italiano, restituisce poca di quella musicalità che presenta in lingua originale ma le immagini offerte dal poeta sono ugualmente tangibili e dense. sembra proprio vederlo camminare quel futuro che, con lentezza estenuante e carico di aspettative a volte disattese, lentamente arriva…

Da una lettura casuale, dicevo, come al solito mi scatta il tasto della curiosità: conoscevo Mario Benedetti soltanto di nome, in quanto è uno dei nomi di autori stranieri più noti della letteratura del Secondo Novecento e quindi lo starter della curiosità mi spinge a volerne sapere di più. La reale sorpresa è stata quella di scoprire un altro Mario Benedetti, anch’egli poeta però italiano, che non conoscevo affatto.

mario benedetti
Mario Benedetti, autore italiano

La speranza dei due Mario Benedetti

Leggiucchio qua e là qualcosa del Mario Benedetti italiano e rilevo con sorpresa che oltre al nome i due poeti sono accomunati dalla tematica del tempo, come si evince nel brano Non ti arrendere, che riporto:

Non ti arrendere, ancora sei in tempo/ di conseguire e cominciare di nuovo,/seppellire le tue paure,/ liberare il buonsenso,/ riprendere il volo./ Non ti arrendere perché la vita e così./ Continuare il viaggio,/ perseguire i tuoi sogni,/ sciogliere il tempo,/ togliere le macerie/ e scoperchiare il cielo./ Non ti arrendere per favore, non cedere/ anche se il freddo brucia/ anche se la paura morde/ anche se il sole si nasconde/ e taccia il vento/ancora c’è fuoco nella tua anima/ ancora c’è vita nei tuoi sogni./ […]
[…] Non ti arrendere, per favore non cedere,/ anche se il freddo brucia/ anche se la paura morde,// anche se il sole tramonti e taccia il vento,/ ancora c’e fuoco nella tua anima,/ ancora c’è vita nei tuoi sogni/ perché ogni giorno è un nuovo inizio,/ perché questa è l’ora e il miglior momento./ Perché non sei sola, perché ti amo.

Con le dovute differenze stilistiche i due Mario Benedetti sono ugualmente legati dalla speranza nel futuro. Entrambi sanno che è proprio la speranza a tenere viva la fiamma dell’esistenza e seppur il primo ha un atteggiamento che potrebbe definirsi di tenacia passiva, il secondo, più caparbio ed incisivo, esorta  con una modalità più passionale e oserei dire grintosa a non arrendersi, a resistere. 

Strani legami, strani fili che associano due poeti dal destino completamente diverso: così distanti per cultura, per stili di vita, per esperienze, eppure così incredibilmente vicini, accomunati dallo stesso nome, dalla stessa passione per la poesia e dalla stessa speranza.  

 

 

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Il percorso che mi ha condotta fino ai due autori, dall’uguale nome e dalle storie di vita completamente diverse, è cominciato da un brano poetico letto casualmente in rete. La poesia come la vita ha strane strade da percorrere, a volte.
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Filippo Giordano
Filippo Giordano
3 mesi fa
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Il succo dei poeti,
rosso melo grano,  
un nome, due nomi,
un confetto, due confetti,
per addolcire il tempo
che tenacemente scorre
rotolandosi senza sosta
sulla crosta terrestre
fintanto che il sole… 
tramonta e rispunta,
… rispunta e tramonta.
-Effegi-   

Pina Sutera
Pina Sutera
3 mesi fa

Un commento che è poesia… O una poesia che è un commento. In ogni caso, grazie!

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