Lo sport contro la guerra

Sport in book. Lo sport contro la guerra

Tutto il mondo sportivo unanime contro l'invasione in Ucraina

 

Lo sport contro la guerra

La regola avrebbe voluto che parlassi come sempre di libri, personaggi o eventi sportivi, ci sono tuttavia momenti in cui è la realtà oggettiva a dettare legge, in questo caso è una realtà che non avremmo mai voluto rivivere. In guerra qualsiasi evento, soprattutto quello sportivo, ristabilisce le regole della giustizia; perdere non ha più senso, vincere non ha più lo stesso sapore.

I protagonisti dello sport hanno scelto di schierarsi unanimi contro ogni forma di violenza, facendo leva sul comune senso di collaborazione e di solidarietà. In ogni caso lo sport è contro la guerra! 

Lo sport contro la guerra: il mondo sportivo unanime si schiera per la pace in Ucraina

Sembra ed è paradossale che le parole e le immagini di solidarietà vissute durate le ultime olimpiadi non abbiano avuto nessun peso o importanza. In questi giorni la parola chiave è Stop war! È un invito chiaro, senza appelli, non esiste sport senza libertà, va difeso il suo principio fondante della condivisione se contaminato dalla prevaricazione di un uomo sull’altro.

Danij Rublev

A distanza di oltre settanta anni, i fantasmi del passato sono tornati a minare l’equilibrio faticosamente raggiunto eppure mai come in questo momento tutto il mondo sportivo ha alzato la voce contro l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Ed è stato un coro unanime, forte, ogni evento agonistico ha dato l’opportunità per esprimere il personale dissenso ad una guerra inutile, schierandosi a favore della pace.

Ogni federazione nazionale e internazionale ha reagito rinunciando alle competizioni come la finale di Champions che la FGC ha scelto di spostare a Parigi o la cancellazione del GP di Sochi.

Malinovskyi il calciatore dell’Atalanta, nato calcisticamente nel Donbass, corre in campo mostrando una maglietta ‘No war in Ukraine’. La reazione dei tedeschi dello Schalke04 è stata immediata: per giocare hanno scelto di togliere dalle magliette il marchio dello sponsor russo Gazprom.

No war, please ” scrive sul vetro di una telecamera il tennista russo Danij Rublev alla fine della finale di Dubai, Duro anche il tennista russo Danil Medvedev, attualmente numero uno del mondo, in una recente intervista

lo sport contro la guerra Yuriy Vernydub,

In questa fase capiremo che il tennis non è poi così importante. Io sono per la pace e noi come tennisti la promuoviamo in tutto il mondo 

Sono stato in tanti Paesi diversi fin da quando ero Juniores e non è facile per me ascoltare tutte queste notizie.

E stato bello vedere giocare e vincere insieme Rublev e l’ucraino Denys Molchanov. le persone hanno bisogno di stare insieme”

E c’è anche chi ha scelto di imbracciare il fucile pur di difendere la propria terra come Yuriy Vernydub, allenatore della squadra di calcio dello Sheriff Tiraspol che ha scelto di arruolarsi nelle file dell’esercito ucraino per difendere il suo Paese o l’ex tennista Sergiy Stakhovsky. vincitore di quattro titoli nel circuito ATP,

L’esercito aveva aperto le iscrizioni per chiunque volesse prendere parte alla difesa e io la scorsa settimana avevo compilato la richiesta, ma non avevo abbastanza documenti con me per firmare il contratto. 

“Adesso invece hanno cancellato la procedura e praticamente chiunque sia motivato più unirsi. Io non ho esperienza militari, privatamente ho esperienza con le pistole”,

Lo sport contro la guerra

Una dopo l’altra tutte le federazioni internazionali hanno dato forfait alle gare in programma: Sul tavolo dell’Eurolega è pronta l’esclusione delle squadre russe dalle competizioni.

La UEFA infatti ha penalizzato severamente lo Spartak Mosca escludendola dalla competizione. La federazione inglese, in linea con le altre nazioni, ha già comunicato di non voler giocare con nessuna squadra russa se la guerra dovesse continuare.

Anche la FGI ha ormai definitivamente escluso la Russia dalle qualificazioni per il campionato mondiale di calcio che si svolgerà a dicembre nel Qatar.

Finlandia e Svezia hanno invece annunciato di non partecipare ai campionati mondiali di hockey sul ghiaccio e anche il mondo dello sci minaccia di non essere presente alle gare in terra russa.

Lo sport contro la guerra dal volley al calcio lo sci, tutti schierati per la pace

È paradossale ma a poco più di tre giorni dall’inizio delle Paralimpiadi invernali anche il Comitato olimpico internazionaleha invitato le organizzazioni sportive a escludere tutti gli atleti e i funzionari russi e bielorussi dagli eventi internazionali”.

In questi giorni si stanno svolgendo i diversi campionati del mondo ma la legge marziale imposta dal governo ucraino ha costretto la Nazionale di biathlon a rinunciare alle ultime tappe stagionali,

Cara famiglia del biathlon, miei amici e fan internazionali. “ scrive su Instagram  Dmytro Pidruchny atleta della nazionale Io e la mia squadra restiamo in Ucraina per proteggere le nostre case e le nostre famiglie dalle forze armate russe che hanno invaso l’Ucraina il 24 febbraio. Nessuno parteciperà ad altre competizioni. Vi chiedo di aiutarci“.

Non ditemi che lo sport non è legato alla politica, è legato! I soldati ed i civili della mia Patria muoiono mentre state leggendo queste parole. Vi prego, non restate lontani, per favore“.

Ekaterina Gamova

Questa pagina vergognosa rimarrà per sempre nella storia del mio paese… Non avrei mai immaginato che la Russia avrebbe attaccato uno stato europeo, bombardato e sparato. Il mondo intero ora è contro la Russia, impone sanzioni.

Non vogliono vederci nei loro paesi, vogliono isolarci. Il nostro governo deve fermarsi il prima possibile. Avrei potuto tacere? Avrei potuto.

Ma mi vergogno e ho paura. Sappiate che in Russia ci sono molte persone contrarie a ciò che sta accadendo… Mi dispiace…

Parole forti, dure almeno per quelli che si fregiano di avere dato i natali a Ekaterina Gomova centrale della nazionale russa di Volley duramente colpita dagli ultimi avvenimenti e il suo è un appello accorato…

“Sappiate che in Russia ci sono molte persone contrarie a ciò che sta accadendo”

Non si può rimanere indifferenti, tutto troppo assurdo quasi irreale ma reale quanto basta per rendersi conto che la pace faticosamente raggiunta altro non è che una precaria sensazione. Le tragedie del passato, (Hitler docet), avrebbero dovuto lasciare spazio alle riflessioni, aiutarci a capire che nessuno ha il diritto di imporre la propria volontà con la violenza!

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Lo port è contro la guerra e ha scelto con ogni mezzo di difendere la pace: Nessuno può arrogarsi il diritto di vita e di morte di un singolo individuo e men che meno di una popolo intero!

Donatella De Filippo
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