Libri da… Croazia, in libertà solo da trent’anni

Croazia, un territorio le cui tracce di vita umana risalgono ai tempi del paleolitico, e terra di conquista per la sua posizione strategica.

Croazia, in libertà solo da trent’anni

Eccoci qui caro iCrewer a sorvolare questo lembo di terra.

Il corso della storia ci racconta quanto burrascosa sia stata la “vita” di questa giovane nazione, via via sottomessa ad una serie di stati e imperi che si succedevano sulla scena Europea -Ungheria, Austria, Impero Ottomano, Repubblica di Venezia, Italia, Regno di Jugoslavia, per poi affrancarsi agli inizi degli anni Novanta, dopo la capitolazione del Regno di Jugoslavia, di cui era una delle sei repubbliche e diventando uno stato indipendente.

Con tutti questi sconvolgimenti è difficile pensare ad una scena letteraria che metta da parte il passato bellico della regione balcanica. E’ successo tutto troppo in fretta, le ferite ancora si sentono, i cambiamenti sono stati così rapidi che la fase di passaggio all’età adulta dei bambini di allora è finita nel dimenticatoio.

E gli autori, provenienti per la maggior parte da Zagabria e Spalato, utilizzano la strada come palcoscenico, facendo oscillare la ricerca di una identità al clima di rinnovamento. Perché questi scrittori hanno vissuto la loro infanzia durante la guerra ed oggi cercano delle spiegazioni. Dall’essere una realtà collettivistica, quindi costruita su un regime dotato di un enorme capacità di controllo/repressione/mobilitazione delle persone, si sono ritrovati ad essere “individui”, pertanto i loro scritti cercano di dare una chiave di interpretazione mentre mille cambiamenti passano loro accanto a folle velocità.

Fra gli scrittori più importanti si possono citare il commediografo Marin Drzic, vissuto nel XVI secolo, e il romanziere, commediografo e poeta contemporaneo Miroslav Krleza (1893-1981), poeta, drammaturgo, prosatore e saggista, che ha esercitato una forte influenza sulla vita culturale dell’intera Iugoslavia. Krleza, tra le altre cose, ha pubblicato un’opera in più volumi intitolata “Bandiere”, che tratta della vita in Croazia al volgere del secolo.

E come non ricordare Olja Savicevic e il suo “Addio Cowboys!” in cui racconta le difficoltà che si incontrano nel passaggio all’età adulta in un sobborgo della Dalmazia, e la crisi d’identità di una studentessa universitaria dopo il suicidio del fratello; o lo scrittore Robert Perisic con “Il nostro uomo sul campo”  che tratteggia, con abilità, una società paralizzata da difficoltà economiche e incertezze politiche, internamente disgregata e eticamente confusa. Una società in cui sono tutti “in campo”, anche se ciascuno a modo suo; ed ancora Ivana Bodrozic e il suo “Hotel Tito“, autobiografico, forte e delicato allo stesso tempo con il racconto della vita dei civili croati durante le guerre in ex-Jugoslavia attraverso gli occhi di una bambina che cresce in un hotel.

Qui ti indico un libro molto particolare e scritto da una delle voci più potenti della letteratura balcanica

Slavenka Drakulic

Coraggiosa, profonda e capace di interpretare la letteratura come impegno nel mondo.

Un viaggio che sembra senza fine né speranza e che forse ha un’unica via d’uscita, quella che pagina dopo pagina la protagonista ci permette di comprendere..

ecco la trama:

“Una giovane donna, di cui non conosciamo il nome, è sotto processo con l’accusa infamante di aver ucciso la madre. L’imputata però non si difende, non parla, ascolta, riflette e, soprattutto, ricorda. È così che il lettore, attraverso il suo lucido flusso di coscienza, viene man mano a conoscenza delle circostanze che l’hanno portata all’omicidio. Con profondità e acutezza Slavenka Drakuli ci accompagna nel cuore del rapporto madre-figlia, nei meccanismi di dipendenza, attaccamento e identificazione. E allo stesso tempo con la sua lingua vorticosa risucchia il lettore nel mondo della violenza famigliare e del suo rigoroso silenzio, lo pone di fronte alla paura del giudizio sociale e alla vergogna provata dalla vittima che ama il suo carnefice e preferisce ucciderlo piuttosto che denigrarlo.”

Altri sue opere importanti sono: “Balkan Express” e “Caffè Europa”, “Pelle di marmo”, “Il gusto di un uomo”, “Come se io non ci fossi”, “Il letto di Frida”.

Nel 2004 ha ricevuto il premio Award for European Understanding delle Fiera del libro di Lipsia.

Nata a Rijeka nel 1949, oggi vive tra Svezia e Croazia.

Chissà se ho stimolato la tua curiosità, io ci ho provato!

 

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Ornella Feletti
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