Una terra di sofferenza… e tanto coraggio

Caro lettore, oggi ti voglio parlare dell’Armenia, o in maniera ufficiale Repubblica di Armenia,è infatti una repubblica semipresidenziale e il presidente è eletto dal popolo e dura in carica 5 anni. L’indipendenza è stata votata dal popolo con un referendum nel settembre 1991. Stato eurasiatico posto tra l’Azerbaigian, l’Iran, la Turchia e la Georgia. Nei secoli il nome è cambiato da Hayq a Hayastan, che significa terra di Haik, un discendente di Noé, quindi un antenato di tutti gli armeni, fino al nome conosciuto ai giorni nostri, che deriva da Armenak, famoso per il suo coraggio come condottiero, e fiero della discendenza così importante. Questo territorio si è formato dal sollevamento della crosta terrestre 25 milioni di anni fa, quindi è prevalentemente montuoso, con numerosi vulcani spenti e un’attività tellurica ancora presente e pericolosa. La lingua ufficiale è quella armena, seguita dal russo, che è la più parlata tra le minoranze linguistiche. La religione maggiormente professata è quella cattolica, seppur con alcune modifiche: la chiesa apostolica armena, infatti, è molto vicina alla chiesa copta e a quella ortodossa. La capitale è Erevan. La moneta armena è la Dram o Dracma.

Viaggio in Armenia

Consigli letterari

La letteratura armena moderna ebbe origine durante il revivalismo o periodo del revival, romanticismo armeno che si sviluppò nel XIX secolo. Gli autori revivalisti, inneggiavano al nazionalismo armeno. Il primo e più importante rappresentante fu Khačatur Abovjan, di cui cito la sua opera più famosa, “Le ferite dell’Armenia“. Verso la fine del 1800 iniziò il movimento realista, con la fondazione del giornale Arevelk a cui partecipava anche Arpiar Arpiaryan. Iniziò poi il periodo in cui l’Armenia dovette sottostare al regime sovietico, fino alla sua indipendenza. Tra gli scrittori moderni voglio ricordare Armen Melikian, Antonia Arslan e Vahé Katcha. Melikian, vincitore di 11 premi letterari, con la sua opera “Viaggio alla terra vergine“, affronta i problemi della società armena moderna: corruzione politica, relazione di genere e orientamento religioso. Arslan, vincitrice del premio Stresa e finalista del premio Campiello, con il romanzo “La masseria delle allodole“, ha reso omaggio alle sue origini armene mantenendo vivo il ricordo del genocidio armeno, attuato dall’impero ottomano tra il 1915 e il 1916, provocando un milione e mezzo di morti. Katcha, scrittore armeno francese, anche lui impegnato nel ricordo di quella pulizia etnica che provocò tanta sofferenza, cito la sua opera “Il pugnale nel giardino“.

Spero che questo breve viaggio in questa terra così lontana, ma anche così vicina, ti sia piaciuto. Continua a seguirci per viaggiare con la fantasia e la letteratura.

Leggete… con la lettura volerete! Buona lettura!

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