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Librerie ai tempi della quarantena: ne parliamo con una libraia

Librerie e quarantena: abbiamo fatto una intervista a una libraria per comprendere meglio la situazione

LIBRERIE E QUARANTENA: PARLA UNA LIBRAIA

Caro iCrewer come ben sai viviamo un periodo davvero molto particolare. Un periodo che senza dubbio ricorderemo per molto tempo, e immagino, le nostre generazioni future studieranno nei libri di scuola. Quella scuola che ormai da quasi un mese è chiusa su tutto il territorio nazionale per cercare di prevenire il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus, esattamente come molte altre attività del paese comprese le librerie. È chiaro che per un sito che si occupa di libri, focalizzare l’attenzione su come vivono queste attività legate alla cultura, questo periodo di sacrosante restrizioni diventa un argomento su cui porre l’attenzione. Ecco il perchè di questo articolo intitolato librerie e quarantena.

Ho la fortuna, anzi tutti noi del team di libri.iCrew, abbiamo la fortuna di avere un contatto diretto con una libraia: Carmen, titolare di una piccola libreria indipendente a Carugo, un paesino in provincia di Como. Se il nome ti dice qualcosa, hai ragione! È lei la libraia intervistata nell’introduzione del nostro libro Prima di tutto appassionati di. . libri scritto dalla nostra redazione e pubblicato nel 2019.

librerie e quarantena

Con lei ho un rapporto di collaborazione ben radicato e quindi, pensando a come questo periodo possa influire sulla funzionalità di una libreria e sopratutto che futuro ci dobbiamo attendere per le librerie indipendenti, ho pensato di contattarla e di farle una breve intervista. Del resto chi meglio di una libraia in prima persona, può aiutarci a capire il risultato di questa equazione: librerie e quarantena.

LIBRERIE E QUARANTENA: l’intervista

Ciao Carmen, nel nome del mio impegno di trasparenza preso con i lettori di libri.iCrew, è giusto iniziare dicendo che questa intervista era già stata preparata prima delle misura restrittive del DPCM dell’11 marzo, e che quindi, esattamente come la situazione italiana legata al COVID-19 è in continua evoluzione. Dunque facendo un piccolo passo indietro, come ti sei attrezzata, come hai lavorato negli ultimi giorni prima della chiusura totale?

I giorni prima della chiusura sono stati molto strani.

Ho lavorato più del previsto, molti sono venuti a fare scorta di libri visto che erano già a casa, moltissimi mi chiedevano libri per intrattenere i bambini e altri ancora mi hanno chiesto di spedire, per non andare troppo in giro.

In libreria comunque, ressa non c’è quasi mai. Siamo stati attenti a non stare troppo vicini, a non stringere mani.

Gli ultimissimi giorni ho fatto anche consegne a domicilio (sempre a distanza di sicurezza) per chi proprio non voleva uscire di casa.

Hai chiuso di tua spontanea volontà prima ancora del decreto?

Sì, io ho chiuso ufficialmente da mercoledì 11 marzo, ma avevo deciso già il sabato precedente di chiudere per sicurezza. Il martedì 10 ho lavorato a orario ridotto. Ho fatto partire le ultime spedizioni e ho avvisato i clienti che ci saremmo fermati per un po’.

In realtà speravo di poter spedire nei giorni successivi ancora qualcosa. Ma così non è stato.

Quindi ritieni giusta la chiusura dei negozi, e in particolar modo delle librerie?

È giusto. Io credo che l’unico modo per fermare l’epidemia sia davvero chiuderci tutti in casa.

È sicuramente molto difficile da accettare ma è necessario.

C’è il modo di portare avanti l’attività anche da casa?

Sì, raccolgo gli ordini, cerco di pensare e valutare la fattibilità di nuove iniziative per il rientro, faccio video in cui leggo libri, mantengo un contatto diretto con i miei clienti. Ad alcuni ho mandato un messaggio con dei consigli personalizzati.

Studio l’uscita delle novità, anche se molte sono state posticipate.

E poi leggo. Che fortunatamente fa parte del mio lavoro e che purtroppo non riesco mai a fare come vorrei. Ora ho un po’ più di tempo per leggere libri da consigliare.

Mai come in questo periodo i social network diventano uno strumento di utilità pazzesco. Come li usi? Ti servono a mantenere il rapporto con i tuoi clienti?

Sì, come ho detto prima i social sono uno strumento utilissimo in questo momento. E pubblicare un aggiornamento di stato, uno stralcio di lettura, una copertina di un libro, possono essere cose molto utili per non far perdere il contatto ai lettori e anche per intrattenerli un po’. E vedo che la gente risponde.

Quindi hai già ricevuto un riscontro da parte dei clienti e dei lettori? In questo momento in cui non si possono raggiungere i libri, e a fatica i libri possono raggiungere i lettori come si fa? Si possono spedire?

I miei lettori hanno compreso e condiviso lo stop forzato. Alcuni mi hanno scritto per ordinarmi i libri per quando saremo di nuovo operativi.

Non potendo muovermi per andare in libreria non posso nemmeno spedire i libri. Siamo davvero fermi.

Provando a trovare un lato positivo in tutta questa situazione che abbiamo definito librerie e quarantena, pensi che il fatto di dover stare a casa, giusto e fondamentale, avvicinerà molta gente ai libri? E’ l’occasione per leggere di più?

È sicuramente l’occasione per leggere di più. Abbiamo indubbiamente più tempo. Forse non abbiamo sempre la testa libera dai pensieri per poterci concentrare su un libro, ma proviamo a prenderci dei momenti per svuotare la testa dalle preoccupazioni e provare a rilassarci con un libro.

Secondo me può essere l’occasione anche per i lettori meno forti. Vi assicuro che un libro aiuta a concedersi un po’ di svago e ne abbiamo davvero molto bisogno.

Hai contatti con i colleghi librai? Quale è la linea di pensiero dominante?

Quasi tutti i librai che conosco hanno attuato le stesse strategie: consegne a domicilio, spedizioni e chiusura totale. E quasi tutti restiamo attivi sui social.

C’è però una piccola protesta che sta montando: siamo tutti d’accordo che dobbiamo chiudere e che i libri non sono beni di prima necessità (su questo avrei da ridire ma pazienza!) ma nell’ottica di limitare lo spostamento di merci e persone (i corrieri) non sarebbe giusto che anche le piattaforme online si adeguassero e vendessero solo beni di prima necessità? Uno dei più importanti siti di vendita libri ha riscontrato un aumento del 100% delle vendite in questi ultimi giorni.

In questo forse sarebbe giusto farsi una domanda. Noi stiamo facendo un sacrificio, giusto e necessario, e questo sacrificio comporta delle inevitabili ripercussioni economiche che affronteremo con l’aiuto, speriamo, del governo e di agevolazioni fiscali, con l’aiuto dei lettori affezionati, ma ne usciremo con le ossa rotte. Limitare la vendita online poteva essere un modo per far tornare da noi i lettori alla riapertura e far capire che ci siamo fermati tutti, ma proprio tutti per il nostro bene.

Questo mi dà lo spunto per chiederti, al di là del tuo lavoro e delle librerie e quarantena, che idea ti sei fatta di tutta la situazione Coronavirus?

Che purtroppo c’è una parte di cittadini che non sa cosa sia il senso civico e il senso di responsabilità.

Che si crede invincibile o che crede sempre ci sia qualcuno che complotta alle nostre spalle.

E mi dispiace perché so che la maggioranza delle persone stanno facendo sacrifici, stringendo i denti per il bene di tutti. E se lo facessimo davvero tutti ne usciremmo molto prima e molto meglio.

Hai già fatto un viaggio nel futuro a quando tutto sarà finito? Credi che sarà facile ricominciare? Hai già delle idee per delle iniziative da fare in libreria per festeggiare il ritorno alla normalità?

Sarà difficile ricominciare. La cosa più difficile credo sarà riappropriarci della quotidianità senza avere paura. Abbiamo un grosso lavoro da fare come comunità.

Mi chiedo spesso cosa sarà la prima cosa che farò in libreria non appena sarà scampato il pericolo e sinceramente non lo so. Ho tante idee, forse le farò tutte una dietro l’altra. Cercheremo di recuperare le cose rimaste in sospeso e cercheremo di guardarci con altri occhi, selezionando le cose importanti da quelle meno.

È molto strano, ma il mio pensiero è che ce la faremo. Che ce la farò. In questo periodo molto difficile ho avuto talmente tanti aiuti, alcuni concreti, altri meno, ma lo stesso significativi, da tantissime persone. E quindi so che con l’aiuto di tutti ce la posso fare a ricominciare e a tenere viva la libreria.

LIBRERIE E QUARANTENA: conclusione

E questo è l’augurio che faccio io, ma che facciamo tutti noi della redazione, a tutte le librerie del paese, in particolar modo a quelle piccole di paese che con il loro impegno e la loro costanza rappresentano un patrimonio culturale troppo importante per la crescita della nostra comunità.

Mi allineo con il pensiero di Carmen sull’importanza di seguire tutte le direttive e sull’essenzialità di restare in casa tutti per fare finire al più presto questa quarantena forzata.

Stiamo a casa e leggiamo, magari gli articoli e i racconti di libri.iCrewplay

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