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Leggilo anche tu: “Roberto Baggio. Il Divin Codino”

Roberto Baggio

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Pallone d’Oro nel 1993, Roberto Baggio è un campione amato da tutti, indipendentemente dai colori che ha indossato. L’ unico nella storia del calcio italiano ad aver segnato in tre mondiali diversi e anche per questo il solo colore che lo rappresenta è l’azzurro della Nazionale. Il 16 maggio 2004 accarezzava per l’ultima volta il pallone, sfiancato dagli infortuni e dalle incomprensioni con gli allenatori. Ma quello che è stato uno dei fantasisti più forti di tutti i tempi ha lasciato un vuoto che ancora avvertiamo, a livello sportivo e umano. Il 16 maggio 2004 Roberto Baggio gioca la sua ultima partita da professionista, con la maglia del Brescia. Da quel giorno, la fantasia applicata al mondo del calcio ha perso uno dei massimi protagonisti a livello mondiale. E se alle vittorie ci si può anche abituare – si guardi a Messi e Ronaldo – dei sentimenti si avverte maledettamente la mancanza. Sì, perché il Divin Codino, prima che un calciatore, ha rappresentato un sentimento: la voglia di non smettere mai di considerare quella palla che rotola un gioco, con la quale è necessario divertirsi, senza scendere a troppi compromessi tattici o esistenziali, per sentirsi alla fine dei conti ancora umani.
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Pallone d’Oro nel 1993, Roberto Baggio è un campione amato da tutti, indipendentemente dai colori che ha indossato. L’ unico nella storia del calcio italiano ad aver segnato in tre mondiali diversi e anche per questo il solo colore che lo rappresenta è l’azzurro della Nazionale. Il 16 maggio 2004 accarezzava per l’ultima volta il pallone, sfiancato dagli infortuni e dalle incomprensioni con gli allenatori. Ma quello che è stato uno dei fantasisti più forti di tutti i tempi ha lasciato un vuoto che ancora avvertiamo, a livello sportivo e umano. Il 16 maggio 2004 Roberto Baggio gioca la sua ultima partita da professionista, con la maglia del Brescia. Da quel giorno, la fantasia applicata al mondo del calcio ha perso uno dei massimi protagonisti a livello mondiale. E se alle vittorie ci si può anche abituare – si guardi a Messi e Ronaldo – dei sentimenti si avverte maledettamente la mancanza. Sì, perché il Divin Codino, prima che un calciatore, ha rappresentato un sentimento: la voglia di non smettere mai di considerare quella palla che rotola un gioco, con la quale è necessario divertirsi, senza scendere a troppi compromessi tattici o esistenziali, per sentirsi alla fine dei conti ancora umani.
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Fabio Fagnani firma la biografia del ‘Divin Codino’ Roberto Baggio, il giocatore italiano più amato di tutti i tempi.

Roberto Baggio. Il Divin Codino è il titolo di questo libro edito da Diarkos e scritto dal giornalista sportivo Fabio Fagnani che celebra, con una biografia, la carriera del giocatore italiano più amato e più venerato di sempre. Se avete avuto la fortuna di veder giocare Roby Baggio, se lo avete osannato per quello che riusciva a fare con i suoi piedi in campo, se lo avete idolatrato per la fantasia e l’eleganza con cui reinventava ogni domenica il gioco del calcio, sarete sicuramente felici di leggere questo libro.

TRAMA

Roberto Baggio è un campione amato da tutti, pallone d’oro nel 1993, è riuscito a farsi amare dai tifosi di tutte le squadre, indipendentemente dai colori della maglia che indossava. Per questo, il suo unico vero colore, è quello azzurro della nazionale italiana. Roby è l’unico calciatore italiano ad aver realizzato almeno un goal in tre campionati del mondo diversi. La sua carriera è stata caratterizzata da infortuni gravi e da incomprensioni con gli allenatori, ma nonostante ciò, è stato il fantasista più forte di tutti i tempi e il vuoto che ha lasciato una volta smesso di giocare non è ancora mai stato riempito. Il 16 Maggio 2004 Baggio ha giocato la sua ultima partita, indossando la maglia del Brescia, e da quel giorno si sono persi i sentimenti per questo meraviglioso sport. Perchè ci si può abituare alle vittorie dei vari Messi e Ronaldo, ma non si riuscirà mai a smettere di pensare che prima che un giocatore Baggio era un sentimento. Il calcio vissuto sempre come un gioco giocato per divertirsi senza scendere mai a compromessi con schemi tattici o esistenziali.

Non si dovrebbe, in una segnalazione, mettere una nota personale, ma davanti all’uomo che da ragazzino regnava sui muri della mia cameretta e dimorava nelle emozioni che solo il pallone può scaturire farò una eccezione.

Roberto Baggio è stato il calcio. E’ stato come dire i Beatles per la musica. E un libro che racconta la sua storia è sicuramente un libro ricco di parabole. Non di semplici racconti o di interessanti aneddoti.

L’ AUTORE

Fabio Fagnani è un giornalista amante del calcio che pratica a livello dilettantistico e delle serie TV. Dice di amare la politica ma non i politici e di guardare al futuro con uno sguardo sul passato. E’ docente di comunicazione per Fondazione Ikaros e direttore responsabile di Cisiamo.info. Collabora con Rolling Stone, Wired.it, Dueruote, Moto.it e Radio Sportiva.

 

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