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Leggilo anche tu: L’uomo della radura, di Cristina Converso

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Leggi la sinossi

Un segreto nascosto nel tronco del grande frassino… il nuovo racconto thriller di Cristina Converso.

Cristina Converso

Il libro che ti segnalo è un racconto molto particolare. Lo ha scritto Cristina Converso, una giovane autrice nata a Torino nel 1975. Di professione fa il Dottore Forestale ma si definisce una lettrice patologica e scrittrice per passione. Dal 2002 lavora come tecnico presso l’Agenzia Regionale per la protezione Ambientale (Arpa), ed è autrice di numerose pubblicazioni di carattere scientifico-divulgativo sull’ambiente in Piemonte. Pubblica, per la prima volta, “Le dita di una mano” (Periale Edizioni, 2017) e successivamente “Infiammati dal sole” (Periale Edizioni, 2017).

A distanza di un anno, la scrittrice si ripresenta con L’uomo della radura, il suo terzo racconto, edito da BuendiaBooks e presentato in anteprima l’11 Agosto alla 6° fiera del libro di Sauze d’Oulx. Come ti ho accennato all’inizio, la storia è particolare. Tutto si svolge in un treno, intorno alla figura di Sandra, il capotreno, una giovane donna con una vita all’apparenza scontata e fatta di cose sempre uguali. Ma non è così.

La trama del racconto

Sandra è un capotreno, ogni giorno osserva pendolari e viaggiatori occasionali, ne immagina le vite. Elisa è una giovane anima affine, e sarà a lei, complice una sosta forzata, che Sandra racconterà una storia di ferocia e natura, di delitti e rimorsi, un segreto celato nel tronco del frassino di Moncenisio.

Per conoscere meglio l’autrice, sono andata alla ricerca di qualche sua dichiarazione e non sono rimasta sorpresa dalle risposte rilasciate ad una recente intervista rispetto all’amore per il lago, la natura, ciò che la sua terra le insegna ogni giorno…

lago di Molcenisio

I”fascino dei una terra dal mio amore per il Lago di Molcenisio, che ritorna in altri miei racconti,” afferma la Converso, “il fascino per una terra di confine dove per secoli sono passate anime, con desideri speranze e delusioni. Il racconto è un noir green, doveva far vivere insieme le due anime, quella nera e quella verde. Quindi quale altro scenario perfetto per un incontro cosi potente, se non lo spazio che ci offre quel meraviglioso altopiano, dove aria, acqua, fuoco, e ghiaccio convivono. Dove il ciclo della vita è più breve ma violento, un po’ come la trama del racconto”.

Frassino della val di susa

In effetti il racconto è breve, di sole 80 pagine ma carico di tensione emotiva e di risvolti imprevisti. Accanto alla giovane passeggera, Sandra coglie la possibilità di raccontarsi, sviscerare l’amore per la sua terra, il legame con il grande Frassino, liberarsi dei suoi pensieri, anche quelli più nascosti, un personaggio in cui la stessa autrice si identifica.

“Sandra  è cresciuta come me, nella radura, tra il valico e il paese”, continua l’autrice, ‘”e lì ha sviluppato i sensi animali e ha imparato a vedere tutti gli esseri viventi in modo unico e differente da tutti gli altri. Un paesaggio interiore solo suo che vive e custodisce ogni volta che si guarda intorno.”

E’ un testo scritto con una sensibilità particolare ma colorato da un’inaspettata atmosfera noir che, senza dubbio, lo renderà ancora più intenso. Il mio consiglio lo conosci già! Il libro è già in vendita da pochissimi giorni, quindi non devi fare altro che andare in libreria e leggerlo, magari sotto un frassino!

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