L'amore al tempo della musica; La Giada di Chang'an Book Cover L'amore al tempo della musica; La Giada di Chang'an
Giulia Esse; Chiara Saccuta
Romanzo storico
Pubme
20 ottobre 2019
cartaceo/ e-book
299; 306

Due nuove allettanti romanzi per la collana Io Me Lo Leggo ti aspettano il 20 ottobre

Io Me Lo Leggo, una collana che raccoglie manoscritti di ambientazione storica, ha in serbo per noi due nuovi romanzi, L’amore al tempo della musica di Giulia Esse e La Giada di Chang’an di Chiara Saccuta. Diamo uno sguardo a queste due promettenti nuove uscite, disponili dal 20 ottobre.

Iniziamo con L’amore al tempo della musica : la vicenda storica che fa da sfondo a questo romanzo è la caduta della Repubblica di Venezia e l’invasione dei francesi guidati da Napoleone Bonaparte nel 1797.

La protagonista è Anna, giovane donna che in questo clima di crisi è costretta, a causa dei debiti del marito, a trasferirsi a casa dello zio di lui, Fosco Alvise Candiani, il più celebre compositore di Venezia. Allontanata da tutto ciò che aveva di più caro, Anna ha come unico conforto il suo amore per la musica e il suo sogno di diventare una violinista. Per far sì che questo suo sogno diventi realtà, la giovane è disposta a celare la sua identità e assumere i panni del marito, di cui nessuno ha più visto il volto fin da quando era ragazzo. Ed è proprio fingendosi un uomo che Anna ha modo di gustare quella libertà da sempre desiderata, ma fino a quando potrà fingere di essere un’altra persona? Una vicenda che segue la scia della musica ma che nasconde un importante quesito: è più giusto vivere secondo coscienza o secondo reputazione?

Sei curioso? Ecco per te l’incipit del romanzo: La musica, per Anna, era ovunque: camminava sotto le scarpe consumate, sulle assi malridotte del pavimento, fra le pareti sottili della mansarda, insieme al passaggio frenetico delle carrozze fuori dalla finestra. Non era fatta solo di strumenti, spartiti e cori. Le note vorticavano confuse nella testa in un continuo di alti e di bassi, di toni e di semitoni. Erano lì, scorrevano sotto la pelle, ma non poteva suonarle. Non poteva sedersi davanti a un fortepiano e muovere le dita sulla tastiera; non poteva impugnare un archetto e pizzicare le corde di un violino.

«Vostro marito non tornerà per cena, signora?»

La voce della cameriera rimbombò nella piccola mansarda, il solo affitto che due novelli sposi avevano la possibilità di sostenere con basse entrate.

Anna abbandonò Vienna, quella Vienna tessuta di oro e affronti, allontanandosi dalla finestra tonda. Soffiò sulle mani arrossate per il freddo di un inverno che attraversava le ossa e le raccolse sotto uno scialle di lana.

«Temo di no, Gerde. Ha ottenuto un nuovo incarico in una piccola orchestra.»

Superò la ragazza che si inchinò al suo breve passaggio. Si sedette sul bordo del letto e osservò il luminoso anello che brillava al dito. Ormai lo indossava da due mesi. Anna aveva desiderato quel matrimonio immensamente, nella speranza che le sue giornate si colorassero di timidi abbracci e le sue notti di sogni felici. Tuttavia, il solco profondo delle sopracciglia non lasciava dubbi sulla sua malinconia.

Il secondo romanzo di cui ti parlerò è La Giada di Chang’an. Veniamo catapultati nella Cina degli anni della dinastia Tang, ovvero tra 618 e 907 d.C, un periodo molto florido per il paese. Durante la festa delle lanterne nella città di Chang’an, i destini di due giovani si intrecceranno  in un nodo indissolubile. Lui è un principe in ostaggio, mentre lei è la figlia di un uomo ricco e potente della capitale. Il loro destino sembra essere già segnato, ma i due lotteranno incessantemente per cambiarlo. Nel frattempo all’interno del palazzo una principessa altezzosa alla ricerca di libertà si affida alle mani del nemico, inconsapevole dei pericoli a cui sta andando incontro. In lontananza, tra palazzi e deserti, brilla la luce di una giada nera, come a voler guidare anche i cuori più distanti.

Ecco per te un piccolo assaggio de La Giada di Chang’an:

La festa delle lanterne stava giungendo al suo termine, ma Daiyu avrebbe voluto fermare il tempo per potersi godere ancora un po’ quella libertà illecita che era riuscita a trascinarla lontano dalla casa di suo padre, e aveva condotto i suoi piedi al giardino delle Nubi Brumose.

Quando la ragazza aveva varcato la soglia di quel luogo, una calma celeste le si era adagiata sulle spalle e l’aveva sospinta tra le colline verdeggianti e gli specchi d’acqua limpidi, popolati da uccelli canterini e carpe dorate. Quegli esseri, parevano brillare più dell’eterna Chang’an.

La capitale dell’impero, quella notte, si era tinta delle sfumature del fuoco. A Daiyu sarebbe bastato sollevare lo sguardo per osservare le mille lanterne che si andavano disperdendo nel cielo oscuro, simboli di gioia per gli altri e di tristezza per lei.

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