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Leggilo anche tu: Confini incerti, di Agi Berta

confini incerti, Agi Berta

Confini incerti, il romanzo d’esordio di Agi Berta.

Ciao iCrewer! Sai, la storia che studiamo tra i banchi di scuola non è che la minima parte di ciò che veramente è accaduto nel mondo. Soprattutto, a volte si dà poca rilevanza ai conflitti sociali e d’identità che eventi sconvolgenti come la Prima guerra mondiale si portano appresso. Vengono tracciati confini che dividono terre una volta unite; chi prima era un comune cittadino, poi diventa parte di una gruppo sociale emarginato. E più sono le etnie che vivono su uno stesso territorio, più la situazione si fa complessa. E’ anche di questo che parla Agi Berta nel suo Confini incerti, pubblicato questo mese da Oltre Edizioni.

La trama

Confini incerti è un libro irrinunciabile per chi voglia avere anche una chiave d’accesso alla storia contemporanea di quell’area geografica, dove più che altrove la gente ha vissuto i peggiori scontri e drammi del “secolo breve”.
Ci si ritrova tra le mani un libro non solo scritto con uno stile impeccabile, ma pieno di umorismo e di aneddoti, ricordi e documenti che tradizionalmente sfuggono al retaggio degli anni, così come di dolorose memorie.
Qui la storia non viene raccontata per imprese vittoriose e scelte tattiche o politiche, ma attraverso la vita vera, i pensieri e i destini di persone vere.
La trama prende avvio a Cakovec, che ora si trova in Croazia, dove coabitano croati, ungheresi, sloveni, tedeschi e serbi. È qui che vivono gli Harmath, una famiglia della piccola nobiltà ungherese, di origine croata: Nandor, la moglie Cecilia e i figli Eugenio, Irene, Dusi e Nandor Junior.
Dopo la prima guerra mondiale, con le nuove frontiere decretate a Versailles, gli Harmath diventano profughi, perdono tutti i loro beni e si trasferiscono a Budapest. I figli, due donne e due uomini prendono quattro strade molto diverse, quasi fossero quattro stereotipi di come poteva essere interpretata la vita nel ventesimo secolo. Quattro figure e quattro destini tratteggiati con grande capacità narrativa, un felice esempio di storia romanzata che conserva però autenticità, e viene offerta con molta sincerità.
Confini incerti è un libro complesso, drammatico, dove l’incertezza dei confini non è soltanto geografica, ma alberga nel cuore stesso dei personaggi, alla ricerca di un loro posto nel mondo.

L’autrice

Agi Berta
Agi Berta

Nata nel 1952 in Ungheria, Agi Berta studiò in Polonia, grazie ad una borsa di studio. Trasferitasi a Napoli per amore, si laureò in Storia dell’Europa Orientale e diventò, poi, insegnante in una scuola elementare.

Confini incerti è il suo romanzo d’esordio, ma non il primo lavoro pubblicato. Si è, infatti, occupata della pubblicazione di racconti, ha collaborato con giornali e ha tradotto in italiano un classico moderno ungherese Epepe di Ferenc Karinthy, edito da Voland.
Confini incerti è un libro irrinunciabile per chi voglia avere anche una chiave d’accesso alla storia contemporanea di quell’area geografica, dove più che altrove la gente ha vissuto i peggiori scontri e drammi del “secolo breve”. Ci si ritrova tra le mani un libro non solo scritto con uno stile impeccabile, ma pieno di umorismo e di aneddoti, ricordi e documenti che tradizionalmente sfuggono al retaggio degli anni, così come di dolorose memorie. Qui la storia non viene raccontata per imprese vittoriose e scelte tattiche o politiche, ma attraverso la vita vera, i pensieri e i destini di persone vere. La trama prende avvio a Cakovec, che ora si trova in Croazia, dove coabitano croati, ungheresi, sloveni, tedeschi e serbi. È qui che vivono gli Harmath, una famiglia della piccola nobiltà ungherese, di origine croata: Nandor, la moglie Cecilia e i figli Eugenio, Irene, Dusi e Nandor Junior. Dopo la prima guerra mondiale, con le nuove frontiere decretate a Versailles, gli Harmath diventano profughi, perdono tutti i loro beni e si trasferiscono a Budapest. I figli, due donne e due uomini prendono quattro strade molto diverse, quasi fossero quattro stereotipi di come poteva essere interpretata la vita nel ventesimo secolo. Quattro figure e quattro destini tratteggiati con grande capacità narrativa, un felice esempio di storia romanzata che conserva però autenticità, e viene offerta con molta sincerità. Confini incerti è un libro complesso, drammatico, dove l’incertezza dei confini non è soltanto geografica, ma alberga nel cuore stesso dei personaggi, alla ricerca di un loro posto nel mondo.

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