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L’amore… Ah l’amour! Viaggio nell’amore al tempo del Covid19

L'amore, l'amour. La paura, i problemi esistenti o che nascono nelle relazioni interpersonali al tempo del Covid19,

L’amore… Ah l’amour! Viaggio nell’amore al tempo del Covid19

Può sembrare un argomento ormai scontato… Beh non è così.

L’amore… Ah l’amour!

Sul vocabolario è catalogato con questa definizione:

“L’amore è un sentimento intenso e profondo di affetto, simpatia ed adesione, rivolto verso una persona, un animale, un oggetto o verso un concetto, un ideale.”

Un po’ troppo riduttivo; di fronte a questo sentimento ci sentiamo vulnerabili e allora abbiamo bisogno di dare una spiegazione, una forma precisa a un sentimento per il quale talvolta perdiamo il controllo.

L’amore è stato celebrato da secoli, attraverso poesie, romanzi, opere d’arte, sonetti, canti. Chi non ricorda Romeo e Giulietta, I promessi sposi, l’amore infinito di Dante Alighieri per la sua Beatrice, Tristano e Isotta, fino ad arrivare ai nostri giorni dove l’amore impera nei romanzi, siano essi rosa, thriller, narrativa, giallo.

L’amore è una molteplicità di emozioni, e l’idea che ci facciamo di questo sentimento riflette esattamente chi siamo, i nostri desideri, i nostri valori, le nostre aspettative, il nostro modo di vivere e di relazionarci.

Si anche di relazionarci! E di questi tempi lo si avverte ancora di più, perché amare vuol dire desiderare il meglio per l’altro, chiunque esso sia. È permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è differente dal nostro.

E in tempo di Covid19? L’idea di amare non cambia, cambia solo la modalità di approccio, ma forse non più di tanto.

Sono nati così, dalla penna di alcuni autori più o meno noti, racconti incentrati sull’amore al tempo del Covid19. Nati con l’intento di riuscire a compiere un piccolo gesto di solidarietà a sostegno di un ente, come nel caso del breve racconto scritto da Antonio Manzini:

L'amore ai tempi del Covid-19

L’amore ai tempi del Covid-19

Un omaggio che l’autore, attraverso la casa editrice Sellerio, ci regala per sorridere un po’,  in compagnia del suo personaggio preferito, il vicequestore Rocco Schiavone, sarcastico e cinico, che anche al tempo del coronavirus è costretto comunque a lavorare e grazie al talento e l’istinto da strada riesce a venire a capo della situazione “grottesca” cui è chiamato a risolvere. Un piccolo indizio: “…Rocco strappò un pezzo di mascherina in corrispondenza della bocca e ci infilò una sigaretta.”  

Questo breve racconto segue a ruota un altro libro scritto da Antonio Manzini ed uscito a gennaio di quest’anno: Ah l’amore l’amore

Rocco Schiavone, vicequestore ad Aosta, è ricoverato in ospedale. Un proiettile lo ha colpito in un conflitto a fuoco, ha perso un rene Ah l'amore l'amorema non per questo è meno ansioso di muoversi, meno inquieto. 

Negli stessi giorni, durante un intervento chirurgico analogo a quello da lui subito, un altro paziente ha perso la vita: Roberto Sirchia, un ricco imprenditore che si è fatto da sé. Un errore imperdonabile, uno scandalo clamoroso. La vedova e il figlio di Sirchia, lei una scialba arricchita, lui, molto ambizioso, ma del tutto privo della energia del padre, puntano il dito contro la malasanità.

Ma, una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato, agli occhi di Rocco che si annoia e non può reprimere il suo istinto di sbirro, è una disattenzione troppo grossolana. Sente inoltre una profonda gratitudine verso chi sarebbe il responsabile numero uno dell’errore, cioè il primario dottor Negri; gli sembra una brava persona, un uomo malinconico e disincantato come lui. Nello stile brusco e dissacrante che è parte della sua identità, il vicequestore comincia a guidare l’indagine dai corridoi dell’ospedale che clandestinamente riempie di fumo di vario tipo. Se si tratta di delitto, deve esserci un movente, e va ricercato fuori dall’ospedale, nelle pieghe della vita della vittima.”

 

Il Covid19 ci ha costretto a modificare le nostre regole; non possiamo più incontrarci al bar, al ristorante, le cenette a lume di candela possiamo riservarle tra le quattro mura domestiche, ed allora c’è chi riesce ad “inventarsi” un nuovo tipo di convivenza, dove il normale uscire insieme diventa stiamo insieme a casa.

Non so se è un libro, ho fatto le mie dovute ricerche, ma finora ho trovato solo articoli, spero lo diventi perché questa giovane donna, 23 anni studentessa di psicologia, ha creato il suo diario, descrivendo come ha trovato il modo  “di aggirare” l’ostacolo di questa epidemia, mettendo in atto una serie di accorgimenti che l’hanno portata a sfruttare questo periodo per vivere una nuova convivenza. Anche questo è amore.

E poi ci sono racconti brevissimi, come quello di Valter Bianco, lucida analisi su un incontro “romantico” e forse qualcosa di più, tra un lui e una lei.

L'amore ai tempi del corona virus

Classificato tra le Storiebrevi ti regalerà un momento di serenità gioiosa, con eventuali possibilità per vedersi senza pericolo di contagio.

“Le strade erano deserte, pochi viandanti, poche automobili, l’aria era tersa, il cielo sgombro di nuvole e il sole perfino troppo caldo in questo febbraio anomalo.

Di positivo c’era che con così poche auto l’aria era sicuramente più respirabile.” “Etciù”

E si, l’amore, l’amour ai tempi del Covid19 fa anche questi miracoli!

Visto in quante forme s può’ trovare l’amore? Ne vuoi un’altra? Eccola. Ieri sera è andato in scena su Rai1 una nuova fiction: Doc. Nelle tue mani. Una storia vera, vita vissuta di un medico che, dopo aver perso la memoria, di un periodo compreso in 12 anni della sua vita, ricomincia da zero ripartendo dal gradino più basso, con umiltà, pazienza, impegno e… amore. Amore ritrovato per le cose dimenticate, amore ritrovato per la famiglia che credeva di aver perso, amore per il genere umano, i suoi pazienti con cui ritrova un’intesa speciale tanto da guadagnarsi il soprannome di dottor empatia.

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E di amore è pieno il mondo come scrive Leo Buscaglia in Vivere, amare, capirsi:

L’amore si impara come qualunque altra cosa nella vita. Non è definibile a parole, è piuttosto un modo di vivere, di essere e di sentirsi vivi. Se si assimila questo concetto nella forma più piena, spiega l’autore, si può alla fine ottenere dalla vita il premio più ambito: quello di essere completamente se stessi. L’arte di amare spiegata in tutti i suoi aspetti fisici e psichici.”

Solo quando cessiamo di porre condizioni al nostro amore, cominciamo davvero a comprendere cosa significhi amare…L’amore perfetto dovrebbe essere quello che tutto dona e nulla chiede in cambio. Un amore, beninteso, pronto ad accogliere in letizia tutto ciò che gli venisse offerto.

Viva l’amore… l’amour! Anche in questi tempi di Covid19.

 

 

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L’amore, l’amour. Che bella cosa! E di questi tempi? Come “innaffi” “curi” ” incrementi” questo sentimento caro iCrewer? Illuminami d’immenso, come scrive il grande Ungaretti.
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