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Sogni di Carta: Irene Catocci

Irene Catocci, Schegge di vetro un libro che vi tiene col fiato sospeso

Irene Catocci a Sogni di Carta dopo l’uscita di qualche giorno fa del suo ultimo romanzo per Words edizioni.

Iniziamo subito parlando del tuo romanzo appena uscuto: Schegge di Vetro

Schegge di Vetro in una nuova versione: perchè?

Sentivo l’esigenza di riprendere in mano la storia, dandogli nuova vita. All’inizio pensavo di pubblicarla di nuovo in self con delle migliorie, poi la possibilità di pubblicare con una casa editrice mi si è presentata davanti e ho afferrato al volo l’occasione.

Anche a lei chiediamo della scelta tra self e casa editrice.

Perchè una casa editrice dopo aver pubblicato in self?

Credo che per una storia così complessa, la via editoriale classica possa far risaltare le sue qualità. Poi amo esplorare nuove realtà.

Perchè la Words edizioni?

Conosco la ex editor della casa editrice. È lei ad avermi proposto il contratto. Mi sono fidata subito. Ho sentito fin da subito delle note positive, vado molto a istinto e questo mi ha portata alla words edizioni.

Il tema trattato in Schegge di vetro è molto particolare e proprio per questo motivi vi è stata la revisioneirene catocci maggiore del romanzo dalla prima a questa stesura. Perchè questo tema?

Ho sempre amato le storie complicate, tossiche, che non danno scampo. Questa storia viaggia nella mia testa da tantissimi anni. Gli ho dato solamente la voce per esprimersi. Mi hanno chiesto in più di un’occasione se fosse una storia vera. No, non lo è, ma per me è come se lo fosse. Ho vissuto i loro tormenti fin da subito. La loro storia è il motivo per cui adoro questo “mestiere” che mestiere alla fine non è; semmai un’attitudine.

Anita che cresce durante il romanzo mentre riscopre Livia: quanto è difficile portare avanti due personaggi così ingombranti in un romanzo?

In realtà è stato tutto molto fluido. Io, all’interno della storia, ero la spettatrice, la vicina curiosa che spia dalla finestra e la spalla amica su cui le due protagoniste venivano a sfogarsi.

Nicola è la spalla su cui piangere, è colui a cui appoggiarsi, è l’amore della vita. Lo vedi come uno tra i protagonisti o serve solo per far emergere la protagonista?

Nicola non è nato come un protagonista vero e proprio, anche se col proseguo della storia ha iniziato a prendere forma e mente. All’inizio doveva essere l’amico gay di Anita. Poi ho cambiato idea😜.

Ora chiediamo a Irene Catocci

Passiamo alle tue passioni: quali generi letterari prediligi?

Amo spaziare tra più generi, sia come scrittrice che come lettrice. Adoro in modo viscerale il thriller psicologico con delle menti criminali eccelse, stile Hannibal per intenderci. Poi amo i romanzi che trattano di amori malati, al limite, per esempio come il danno, o follia, o ancora proibito. Non disdegno un buon fantasy, soprattutto vampiresco. I romance sono una mia passione recente. Leggo: tanto, di tutto (anche il bugiardino delle medicine, incrementando la mia ipocondria.) Negli ultimi tempi, con la mole delle storie da scrivere ho rallentato un po’, ma sono sempre una lettrice insaziabile.

Oltre a leggere e scrivere cosa ti riempie le giornate?

Passo le mie giornate dietro alla famiglia. Due figlie, un marito e un cane. Arrivo a sera cotta come un filoncino di pane, ma felice. Guardo tante serie tv (soprattutto thriller-criminal-distopiche-horror. Ho gusti ben precisi che cozzano con quelli di mio marito😂).

Ringraziamo Irene per l’intervista e la attendiamo con nuovi romanzi che sicuramente ci appassioneranno quanto questo. Ricordiamo che precedentemente ha scritto altri libri che spaziano in diversi generi letterari.

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