blog L’amicizia nasce nel momento in cui una persona dice ad un’altra: “Cosa? Anche tu? Credevo di essere l’unica”.
C.S. Lewis

Cari iCrewers oggi per “Sogni di Carta” abbiamo un graditissimo ospite, teamer del nostro ICrewPlay e amministratrice con Federica Ottone e Teresa Farfalla di “La Bottega dei libri”.

Maura Radice… quando un articolo non sono mai tre righe

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Chi è per me Maura Radice?

Quando fuori dal mondo virtuale, che vive dietro iCrewplay e La Bottega dei Libri, parlo di Maura la gente mi prende per matta.

Beh, sì forse io un po’ matta lo sono, ma chi non lo è?

Quello che voglio far capire alle persone è che se credono che il mondo virtuale sia un mondo di serie B in cui non possano nascere legami autentici si sbagliano. Dentro il mondo dei team che lavorano per questi due blog: La Bottega dei Libri e iCrewplay ci sono delle persone.

Delle persone che tutte le mattine si danno il buon giorno, delle persone che ti chiedono come stai e che ti insegnano quando non sai fare qualcosa. Non c’è invidia, ma solo una grande voglia di crescere assieme.

Noi viviamo emozioni che ci vengono donate non solo dai nostri articoli, ma anche da quello che più ci lega, una grande passione per questo mondo.

Maura all’inizio mi è sembrata la tipica blogger di cui tutti gli scrittori hanno paura. Almeno a me un po’ di paura la metteva. È sincera, elegante e minuziosa, alla ricerca della cura di ogni più piccolo dettaglio, pretende che il libro sia come lei lo avrebbe fatto, ovvero: curato nel testo e sublime nella forma.

Io l’ho incontrata 9 mesi fa, grazie a due blog, due mondi virtuali, che hanno fatto una prepotente irruzione nel mio mondo reale. E ora, mi è stata concessa questa occasione e voglio dirlo senza vergogna e con tutta la sincerità che ho.

Maura è entrata nel mio cuore, mi ha sostenuto in momenti veramente duri, è diventata la mia confidente, la mia insegnante… per cui se mi chiedete chi è Maura io rispondo: è mia amica! 

Cara Maura vuoi presentarti e raccontarci come sono nate le tue collaborazioni con i due blog: La Bottega dei libri e iCrewplay?

Leggere è sempre stata una mia passione, scrivere pure ma niente libri; Cristiana Meneghin direbbe che mi manca “la grande storia”. La lettura mi ha portato a cercare qualcosa per trasmettere ciò che un libro mi dava. Cercando in internet ho incrociato La Bottega dei Libri e Federica Ottone, si proprio lei, Kiki.

Inizialmente facevo delle recensioni per lei e poi il nostro rapporto è evoluto e anch’io amministro la Bottega. Di quest’anno è invece la collaborazione con iCrewplay dove scrivo articoli legati al mondo del libro.
Per il resto, tanto tanto tanto: non basterebbero TRE RIGHE…

L’estratto che porti sempre nel tuo cuore… Di chi è?

Iniziamo con una domanda molto molto complessa: Potrei dirti l’incipit de I promessi sposi perché vedo quei monti tutte le mattine affacciandomi dalle mie finestre. Potrei cercare tra i tantissimi libri che ho letto da quando ero molto giovane fino ad ora. Invece ti regalo una frase di un saggio che… sicuramente non avrai letto:

Ciò che sto vedendo è in larga parte una proiezione del mio stato d’animo. Chissà come mi appariranno le stesse cose tra un mese.
“La signora va nel Bronx” Marianella Sclavi – Anabasi

E’ tratta da un testo della relatrice della mia tesi di laurea e mi ha insegnato molto su come approcciarsi agli altri.

Cosa sono per te i libri?

I libri sono una grande compagnia in qualsiasi momento. Sia che tu legga per passatempo che per lavoro quando arrivi all’ultima pagina sicuramente ti sarei arricchito; magari non te ne accorgi subito ma prima o poi quello che hai letto ti tornerà utile.

Il romanzo perfetto, per te, che caratteristiche deve avere?

Anche questa non è una domanda semplice. Il romanzo perfetto non l’ho ancora trovato o forse sì… Per me dovrebbe essere un testo che trasmette fin da subito la voglia di continuare a scoprirlo.

Qualsiasi sia il tema del romanzo la lettura deve essere scorrevole e piacevole; ogni genere ha in sé il tipo di scrittura necessaria per meglio esprimere determinati concetti e questo è un elemento fondamentale per farmi apprezzare un libro. Se leggo un giallo lo devo percepire fin dalle prime pagine e così per un rosa o qualsiasi altro genere.

Le tre qualità che rappresentano un buon blogger

Restiamo sempre nell’ambito dei libri naturalmente. Direi:

Sapersi mettere dalla parte del lettore e cercare di soddisfare le sue esigenze.

Contornarsi di persone affidabili e con gli stessi obiettivi: la Bottega dei Libri nasce da Federica che in seguito mi chiama perché riscontra in me le sue stesse ambizioni.

Amare profondamente ciò che si fa e cercare di migliorarsi ogni giorno.

Ti è mai capitato di rifiutarti di fare una segnalazione/recensione a uno scrittore? Perché?

La Bottega dei libri inizialmente seguiva quasi esclusivamente romanzi rosa per le recensioni mentre le segnalazioni erano di diversi generi; oggi trattiamo una vasta gamma di generi letterari.

Ancora oggi se ci viene richiesta una segnalazione di un libro appartenente ad un genere che proprio non trattiamo ne parliamo e decidiamo se pubblicarla o meno; questo non per fare discriminazioni di alcun tipo, ma semplicemente perché rimarrebbe un articolo fine a se stesso.

Per quanto riguarda le recensioni il discorso è diverso. Ogni romanzo ha diritto ad essere recensito e per questo non mi rifiuterei mai di fare una recensione.

Qual è la parte più brutta dell’essere un blogger?

Perché sono un blogger?
E perché mi chiedi la parte più brutta e non la più bella?

La parte più brutta è che non è possibile organizzare bene tutto il lavoro, ci sono tantissime variabili. Un giorno ti ritrovi con molti molti progetti da portare a termine ed il giorno seguente ti preoccupi perché sono arrivate solo una decina di mail.

Ne La Bottega dei Libri cerchiamo di coordinarci il più possibile ma a volte dobbiamo fermarci e fare i nostri “ricapitolando…”; in Icrewplay, dove collaboro, l’organizzazione è diversa ma tu sai benissimo che anche in un hub piccola come la nostra ci sono giorni di grande caos.

Perché quello che scrivi non sono MAI TRE RIGHE?

Tre righe non bastano nemmeno per dire se un libro ti è piaciuto o meno.

Posso farti due esempi esplicativi con due generi particolari?

Prendi un libro del genere humor o chick-lit se preferisci. Con tre righe potresti dire che è divertente perché scritto in un determinato modo e finire la recensione. Per me non è corretto: è importante descrivere bene i contenuti, i passaggi fondamentali, i personaggi e soprattutto il tipo di scrittura.

Passiamo ad un altro genere che ho imparato ad apprezzare da poco grazie ad una collaboratrice: Pitti Duchamp.

Ti voglio parlare del romanzo storico. Fare una recensione di un romanzo di questo genere non è certo cosa semplice. Intanto devi leggere uno storico che di per sé è un genere particolare, devi tenere in considerazione molti più elementi perché qui le ambientazioni spazio-temporali sono fondamentali e meglio sarebbe se hai un’infarinatura dell’epoca in cui l’autore ha ambientato la storia.

Capisci che TRE RIGHE per me non saranno mai sufficienti.

In tutto questo non ti ho detto che per me fare una recensione non è assolutamente riprendere la sinossi e aggiungere qualcosa qua e là.

Nelle mie recensioni a volte non trovi nemmeno la trama del romanzo o la descrizione di protagonisti: io vorrei passasse da ciò che scrivo quello che il romanzo mi ha lasciato e quindi invogliare altri a leggerlo.

Sempre che il libro mi sia piaciuto, e non perché del genere che preferisco, ma in quanto scritto bene; nel caso contrario le valutazioni negative le dò inserendo un eventuale spiegazione.

Pensi mai mollo tutto e mando al diavolo tutti?

Come no!!!

In questo periodo ad esempio che si stanno accumulando tantissime attività e gestire è veramente difficile.

Anche perché non dimenticare che io ho un lavoro, una casa, un marito e due adorabili figli. Alcuni giorni non è semplice.

Perché non molli?

Perché ho incontrato delle persone fantastiche, perché penso di aver avuto la fortuna di trovare delle amiche e perché nelle giornate tranquille mi diverto. Soprattutto perché amo i libri e tutto quello che fa da cornice alla stesura di un buon prodotto.

Dicci perché un giovane d’oggi dovrebbe entrare nel tuo team?

Come co-admin ti dico che un giovane dovrebbe collaborare con Bottega perché avrebbe la possibilità di recensire libri che in altro modo magari non conoscerebbe nemmeno e perché si troverebbe in un ambiente sano dove parlare di argomenti anche non attinenti alla lettura.

Come collaboratore consiglierei Icrewplay e in particolare hub book a chi ama il mondo dei libri a tutto tondo e ha una discreta capacità nello scrivere; qui si potrebbe sbizzarrire in una vastità di articoli scegliendo tra infinite tematiche. Da ultimo si troverebbe in un ambiente accogliente e divertente.

Cari iCrewers questa è la mia ultima intervista dell’anno e ho voluto dedicarla a una persona che come avete capito apprezzo molto. Voglio inoltre chiudere questo anno di interviste con tre ringraziamenti:

1) Ringrazio Maura Radice, Federica Ottone e Teresa Farfalla, grazie a loro la mia vita nel mondo della scrittura è cambiata.

2) Ringrazio il nostro fondatore e tutto il team di iCrewplay per avermi insegnato tantissime cose e avermi dato tanto.

3) Ringrazio tutti voi che continuate a intasare la mia mail per chiedere le vostre interviste. Arriverò da tutti, promesso!

Vi saluto cari iCrewers, buon anno e come dico sempre…
IN ALTO I NOSTRI CUORI!!

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