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intervista

Intervista a Giorgio Bertazzoli: Sindaco e artista dalle mille qualità del Basso Sebino

Oggi per ICrewPlay ho deciso di presentarvi un’ospite davvero interessante: Il signor Giorgio Bertazzoli, attualmente sindaco del comune di Sarnico, un paese della Bergamasca affacciato sul lago d’Iseo

Vivendo a Sarnico da circa sei anni o poco più, ho fatto la sua piacevole conoscenza restandone affascinata, sia per il lavoro eccellente che svolge come Sindaco per la sua cittadina sia per una passione che ci accomuna: la scrittura. Dunque, il Signor Bertazzoli, ha gentilmente accettato di concedermi una intervista per conoscere meglio la sua passione e la sua esperienza con la scrittura e il mondo dell’arte.

Eh, sì! Oltre che sindaco e scrittore è pure un’artista!

Giorgio Bertazzoli (1980). Docente di Lettere nelle scuole Superiori, politico, editore, pubblicista, scrittore, poeta, critico, fotografo e pittore. Nel 2014 viene eletto sindaco di Sarnico in provincia di Bergamo, dove vive e lavora. Fontatore ed Editore di diverse testate giornalistiche, tra cui “Il Poncio”, “La Macchia”, “Il conciliatore” ed “Il Giornale del Basso Sebino”.

Tra le sue pubblicazioni abbiamo: “Raccolta di poesie dal Lago – 120 liriche notturne” (2002), “Atti dell’Ateneo di Bergamo – Monsignor Eugenio Noradino Torricella, un prete bergamasco tra antifascimo e Francia di Vichy” (2007), “canti per Vanessa” (Silloge della Rosa, 2013), “La Dea dei Folli Venti” (Silloge della Rosa, 2014), “Pura essenza, come la Rosa” (Silloge della Rosa, 2015), “Altri Folli Amori” (Silloge della Rosa, 2016), “Ellade” (2016), “L’amore Pensato” (2016), “Chiaroveggenze” (Silloge della Rosa, 2017)

Che dire? Già queste informazioni fanno girare la testa! Complimenti! Ma ora passiamo all’intervista vera e propria!

Eccoci qua! Allora, Giorgio, da dove arriva la sua passione artistica? Sia per la scrittura e la creazione di quadri?

Da amante della letteratura fin da adolescente ho voluto cimentarmi nell’esercizio della scrittura, creare nuovi mondi, personaggi, ambientazioni storiche, ecc… Uno scrittore è il Deus ex machina delle proprie storie Dieci anni dopo, però, mi serviva anche qualcosa di visivo e soprattutto manuale… allora, dalla mia grande passione per l’arte, è nata la mia voglia di creare quadri, volti, personaggi, maschere…

Come riesce a far coincidere il suo lavoro di Sindaco e la sua passione?

Come Sindaco lavoro 10/12 ore al giorno. E’ davvero un bell’impegno! Ma per le nostre passioni, quelle che ci tengono davvero in vita, il tempo si trova. Poi io sfrutto la notte. Sono un vero e proprio animale notturno. Nella notte c’è solitudine e pace, soprattutto interiore… quello che serve davvero per sviluppare Poesia su tutti i livelli

Non posso che essere d’accordo, visto che da scrittrice seguo il suo esempio, prediligendo le ore in cui c’è più pace e in solitudine.

Questa è una domanda che tento di fare a molti scrittori. Mi piace punzecchiare! Come ben sappiamo il mondo dell’editoria e non solo, è pieno di ostacoli e al giorno d’oggi ci sono molti scrittori emergenti. Si è mai trovato ad essere ostacolato nella realizzazione dei suoi obiettivi? Ha mai ricevuto critiche? Se la risposta è sì, cosa le ha dato la forza di continuare?

La vera differenza tra uno scrivente (uno che scrive. Di fatto tutti sanno scrivere), e uno scrittore (un’artista che sa padroneggiare l’arte della scrittura), non è tanto ciò che può raccontare, ma il modo in cui lo fa, padroneggiando la propria arte. Tutti noi amiamo allo stesso modo e possiamo cimentarci in scrivere poesie d’amore (chi di noi non l’ha mai fatto?). Quindi qual è la differenza tra Petrarca e un ragazzo che scrive componimenti d’amore? La forma. E soprattutto la capacità oggettivamente critica di capire che ciò che scrive è degno di nota o di pubblicazione o meno. Tutto questo è dato da una sola cosa: la Cultura. Chi non ha cultura non ha mai letto nulla. Chi non legge di fatto non può scrivere. Tanti lo fanno, tanti imbrattano libri. In Italia il 24% della popolazione legge. In Francia il 96%. In Germania il 97%. Scrivere e pubblicare non significa essere scrittori. Tutti possono farlo. Così come dipingere. Leo Longanesi diceva: “Metà degli italiani scrive, l’altra metà non legge”. Touche!

Parole forti, ma non posso che essere d’accordo su tutto. Sono a conoscenza che negli ultimi anni i lettori in Italia sono drasticamente diminuiti, mentre gli scrittori non mancano mai! Anzi… Tutto questo è molto triste. La cultura e la lettura sono la base di ogni cosa.

Cosa consiglierebbe ad un giovane scrittore, o semplicemente una persona che ha degli obiettivi, per non farsi abbattere dai giudizi e da ciò che lo circonda?

Mai farsi abbattere… i giudizi (quelli veri, di chi fa il mestiere VERO dello scrittore) servono a migliorarci. Ma il giudizio davvero più importante è il nostro. Grandissimi scrittori come Manzoni o Flaubert o altri, hanno rimaneggiato tutta la vita i loro capolavori, mai poi contenti. Un libro si deve poi abbandonare. Ma il vero artista deve ricercare sempre la perfezione. Ecco perché deve poter scaturire in noi stessi, il senso estetico più alto. Non è facile, serve come ho detto poc’anzi, tanta cultura di base… poi esercizio… poi rimaneggiamento quasi all’infinito. Se 700 scimmie si esercitassero a scrivere 700 romanzi per 700 anni… qualcosa di buono uscirà anche da loro… ahahahahah.

“L’amore pensato”, ci parli un po’ di questa sua creazione, il suo primo romanzo.

Un treno, e un nuovo amore che nasce. Due giovani che vogliono evadere, rincorrere se stessi ed i propri sogni. Tante storie sulla vita che si intrecciano, dal ‘700 ai giorni nostri, seguendo il ritmo di un meriggio senza fine in quel sottile fil rouge che accomuna tutti i cuori, e che alla fine riesce forse a renderli tutti uguali. Un grande romanzo ed affresco sulla sostanziale differenza tra vivere ed esistere, alla ricerca del perenne mutamento dell’Amore.

Oltre che scrittore e artista è anche poeta! Dove trova l’ispirazione? Quando ha cominciato a scrivere poesie e perché?

Si inizia sempre con una poesia d’amore, poi sulla vita e si prosegue. Ho amato le poesie in assoluto prima dei romanzi. Da giovani sono più immediate, lapidarie, più facili da capire. Alla fine, mi sono cimentato anch’io  con la prima raccolta giovanile e un lungo progetto di “Un nuovo Canzoniere d’Amore” e “la Silloge della Rosa” suddivisa in sette libri, per ora cinque pubblicati. Poi la Raccolta “Ellade” sul mio viaggio in Grecia, effettivamente le poesie andrebbero scritte da giovanissimi o da vecchissimi. Comunque un “vizio assurdo”, come diceva Pavese.

Come abbiamo già anticipato, lei è anche un’artista. Una dote non da molti. Vuole raccontarci della sua passione per i dipinti?

La Scrittura è una poesia che si sente, ma non si vede. L’Arte è una poesia che si vede, ma non si sente. Tutte e due si completano a vicenda nel sentirsi interiore dell’anima. Volevo sporcarmi fisicamente le mani guardando i grandi e meditandoli, soprattutto Picasso, BAcon, Matisse,Warhol, Van Gogh, Munch, Chagall… I miei artisti preferiti!

Quanto c’è di lei in questi dipinti?

Dipingo quasi esclusivamente volti, mentre con l’occhio della fotografia “dipingo” oggetti e paesaggi. Far uscire da una tela bidimensionale un personaggio e l’anima di esso, è una delle cose più emozionanti per me.

Penso che tutti gli artisti (scrittori, musicisti, pittori, poeti ecc…) siano delle “anime tormentate” e proprio per questo plasmano in maniera creativa i loro “tormenti interiori”, lei cosa ne pensa? Si rivede come “anima tormentata” che trova sfogo nella sua arte?

Tutti noi amiamo, soffriamo, gioiamo o ci arrabbiamo allo stesso modo. Un’artista acquista anche la tecnica per esprimere un sentimento. E se riesce a rendere universale quel sentimento ha fatto davvero centro. Leopardi scrive le proprie sofferenze, lo fa con assoluta maestria di tecnica, e noi ci rispecchiamo in lui nel suo linguaggio aulico. Leopardi scrive “Odi da lontano un tonar di ferree canne”  mentre poteva scrivere: “Senti da lontano un colpo di fucile”. Non sarebbe stata comunque la stessa cosa! Petrarca scrive nel Canzoniere in maniera monotematica per 366 poesie di un unico concetto: “Dite a Laura che l’amo!” E’ la forma però che fa vibrare ogni singolo verso. Non cosa si dice, ma come.

I suoi dipinti sono stati mostrati in luoghi importanti ed ha incontrato personaggi di un certo livello. Vuole parlarci di qualche mostra a cui ha partecipato e del suo incontro con il Signor Sgarbi?

Ho avuto la fortuna di esporre a Parigi, a Berlino, Padova, Matera, Bergamo, Milano, ecc… In Italia si stima che siano 1 milione di pittori, e chissà quanti scrittori. Il fatto di essere apprezzato dalla critica ed anche dal professor Vittorio Sgarbi significa, forse, che il mio lavoro vale. D’altronde la santità è attribuzione di santità. No?

Non posso che farle i miei complimenti!

Sarnico

Come sappiamo lei è Sindaco di Sarnico, un paesino sul lago d’Iseo, molto accogliente e di grande fascino. Nonostante io stessa ci abiti da solo 6 anni, devo dire che mi sono sempre trovata molto bene, i servizi sono eccellenti e l’accoglienza è stata meravigliosa. Vogliamo far conoscere ai nostri lettori anche il paese per cui lavoro e svolge egregiamente il suo compito di Sindaco? In ambito culturale e per gli artisti come noi cos’ha da offrire?

Beh, Sarnico è uno dei paesi più belli della bergamasca affacciato sul lago d’Iseo. Ha un bellissimo borgo storico dell’anno mille, 7 chiese, 12 parchi, 4 lidi, una passeggiata sul lago di 2 km, le ville Liberty, I cantieri navali Riva, da dove escono gli yacht più belli del mondo. Si trova tra lago e collina. Abbiamo bellezze naturalistiche ed architettoniche, ha una Pinacoteca in un bellissimo palazzo del ‘400, con capolavori dal 500′ al 700’. Che dire. Come recita una famosa canzone popolare: “Sarnico, gemma splendente del Sebino”.

Vi basta tutto questo ed altro ancora per venirla a visitare!? Soprattutto da parte di aspiranti Artisti!

Vi è piaciuta l’intervista di Giorgio Bertazzoli? Io l’ho trovata interessantissima! Vi aspettiamo a Sarnico, paese in cui vivono e ospitano artisti e scrittori!

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