Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Notizie

INCHIOSTRO D’ARTISTA #22. Gigi Riva: L’ultimo rigore di Faruk

Tempo di lettura2 minuti
Commenta

L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra

Il libro di Gigi Riva, L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra è il romanzo, edito da Sellerio, che racconta di Faruk Hadžibegić, capitano della nazionale Jugoslava che sbagliò il rigore decisivo.

L’autore del libro, utilizzando la metafora delle sliding doors si chiede: se quel rigore fosse andato a segno, avrebbe forse cambiato il corso della storia? Avrebbe forse ridato al popolo jugoslavo un senso di appartenenza unitario, avrebbe risvegliato l’orgoglio nazionalista?

Pubblicità

Il pensiero di Riva va a quando Pallante decise di sparare due colpi a Palmiro Togliatti. La leggenda vuole che i focolai spontanei di guerra civile si estinsero solo grazie all’impresa di Gino Bartali che portò in Italia la vittoria al Tour de France. 

Ancora oggi, a quasi trent’anni di distanza Ivica Osim, l’ultimo l’allenatore della nazionale che teneva insieme serbi e bosniaci, croati e macedoni, sloveni e montenegrini prima della guerra civile, dice:

«Mi chiedo cosa sarebbe successo se avessimo sconfitto l’Argentina. (…) Forse non ci sarebbe stata la guerra, se avessimo vinto la Coppa del Mondo…».

Attraverso Faruk Hadžibegić, oggi allenatore in Francia, il libro analizza dal punto di vista sportivo i drammi di un paese nato dall’assetto creatosi alla fine della seconda guerra mondiale e dissoltosi tragicamente attraverso un’infame guerra civile. Gigi Riva, caporedattore centrale de L’Espresso, è stato testimone dei misfatti che accaddero in Jugoslavia; nel libro è sottolineato come certe inquietudini avevano già trovato il loro sbocco nel calcio.

La partita

La partita Dinamo Zagabria – Stella Rossa Belgrado del maggio 1990 è un esempio di come lo sport possa diventare la cartina tornasole di situazioni molto più gravi ed importanti. Gli ultras serbi, alcuni dei quali si avvicinarono a personaggi come Mladić e Ražnatović (Arkan), iniziarono ad inveire contro Franjo Tudjman, assertore del separatismo croato, dando luogo a violenti scontri che vengono giudicati come il nascere della tragedia che seguirà.

 

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.