L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra Book Cover L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra
Gigi Riva
narrativa contemporanea
Sellerio
28 aprile 2016
ebook, cartaceo
192

Nella tragica e violentissima dissoluzione della Jugoslavia un calcio di rigore sembrò contrassegnare il destino di un popolo. Un "penalty" divenne nei Balcani il simbolo dell'implosione di un intero paese, e dei conflitti che sarebbero seguiti di lì a poco. Intuendo la complessità di un evento che sembrava soltanto sportivo, Gigi Riva racconta con attenzione da storico e sensibilità da narratore un tiro fatale, sbagliato il 30 giugno del 1990 a Firenze da Faruk Hadzibegic, capitano dell'ultima nazionale del paese unito. La partita contro l'Argentina di Maradona nei quarti di finale del mondiale italiano portò all'eliminazione di una squadra dotata di enorme talento ma dilaniata dai rinascenti odi etnici. Leggenda popolare vuole che una eventuale vittoria nella competizione avrebbe contribuito al ritorno di un nazionalismo jugoslavista e scongiurato il crollo che si sarebbe prodotto.

L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra

Il libro di Gigi RivaL’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra è il romanzo, edito da Sellerio, che racconta di Faruk Hadžibegić, capitano della nazionale Jugoslava che sbagliò il rigore decisivo.

L’autore del libro, utilizzando la metafora delle sliding doors si chiede: se quel rigore fosse andato a segno, avrebbe forse cambiato il corso della storia? Avrebbe forse ridato al popolo jugoslavo un senso di appartenenza unitario, avrebbe risvegliato l’orgoglio nazionalista?

Il pensiero di Riva va a quando Pallante decise di sparare due colpi a Palmiro Togliatti. La leggenda vuole che i focolai spontanei di guerra civile si estinsero solo grazie all’impresa di Gino Bartali che portò in Italia la vittoria al Tour de France. 

Ancora oggi, a quasi trent’anni di distanza Ivica Osim, l’ultimo l’allenatore della nazionale che teneva insieme serbi e bosniaci, croati e macedoni, sloveni e montenegrini prima della guerra civile, dice:

«Mi chiedo cosa sarebbe successo se avessimo sconfitto l’Argentina. (…) Forse non ci sarebbe stata la guerra, se avessimo vinto la Coppa del Mondo…».

Attraverso Faruk Hadžibegić, oggi allenatore in Francia, il libro analizza dal punto di vista sportivo i drammi di un paese nato dall’assetto creatosi alla fine della seconda guerra mondiale e dissoltosi tragicamente attraverso un’infame guerra civile. Gigi Riva, caporedattore centrale de L’Espresso, è stato testimone dei misfatti che accaddero in Jugoslavia; nel libro è sottolineato come certe inquietudini avevano già trovato il loro sbocco nel calcio.

La partita

La partita Dinamo Zagabria – Stella Rossa Belgrado del maggio 1990 è un esempio di come lo sport possa diventare la cartina tornasole di situazioni molto più gravi ed importanti. Gli ultras serbi, alcuni dei quali si avvicinarono a personaggi come Mladić e Ražnatović (Arkan), iniziarono ad inveire contro Franjo Tudjman, assertore del separatismo croato, dando luogo a violenti scontri che vengono giudicati come il nascere della tragedia che seguirà.

 

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