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Autori in tasca: Herta Muller la voce poetica dei diseredati

Herta Muller, conosciamo la scrittrice rumena Premio Nobel della letteratura

Herta Muller ha tratteggiato il panorama dei diseredati” in Romania sotto la dittatura di Nicolae Ceausescu “con la concisione della poesia e la schiettezza della prosa”,

Herta Muller

Se a scriverlo è l’Accademia di Svezia. hai già compreso che la scrittrice in questione è un Nobel per la letteratura, uno di quei personaggi la cui valenza letteraria ha superato i confini dell’immaginazione lasciando di se un pensiero indelebile.

In questo caso il Nobel ad Herta Muller, tedesca di origini rumene, non è stato solo il riconoscimento alla scrittura, indiscutibilmente profonda, quanto la consapevolezza di apere di fronte un’autrice che ha dato voce e rappresentato la sofferenza di un popolo oppresso dalla dittatura.

Non è stata certo l’unica. Da sempre il pensiero scritto è stato considerato l’unica forma per contrapporsi alle contraddizioni di regimi totalitari, per diffondere le reali condizioni di un Paese, le sue difficoltà.

La realtà descritta da Herta Muller non è infatti per nulla facile, racconta di una Romania piegata dalle imposizioni, marchiata dal pensiero dittatoriale, l’impotenza di un popolo schiavizzato nell’anima.

Herta Mueller vita di una pasionaria rumena

Mai come in questo caso la scrittura è in qualche modo figlia del vissuto. Al di là delle attitudini letterarie, sono i fatti della vita a condizionare e spingere la scrittrice ad evocare il suo tempo e la sua realtà. Non è un pensiero astratto, per interpretare il suo pensiero è necessario leggere di lei, delle sue origini, la scelta difficile di allontanarsi dalla sua terra per sfuggire da ritorsioni tragiche.

La sua non è la mera biografia dello scrittore pervaso dall’ispirazione quanto il percorso di una consapevolezza politica, fondamentale perché nel tempo il pensiero potesse essere espresso e interpretato. La scrittura di Herta Muller vive e risente dei risvolti storici dell’epoca, leggere di lei e del suo passato è stato formativo ed interessante, spero lo sia anche te, credo proprio che valga la pena conoscerla.

Herta nasce infatti nel 1953 a Nițchidorf da una famiglia tedesca residente in Romania, Durante la seconda guerra mondiale, il padre fa parte delle Waffen-SS  essendo la Romania un’alleata della Germania nazista. Alla fine del conflitto, il paese passa sotto l’influenza dell’Unione Sovietica di Stalin, il quale, nel gennaio del 1945, ordinò la deportazione di tutti i rumeni di madrelingua tedesca di età compresa tra i 17 e i 45 anni, tra cui la madre della scrittrice.

Herta cresce quindi in un ambiente rurale dove il tedesco è comunque la lingua principale, imparerà il rumeno solo nei primi anni degli studi superiori. Dopo aver concluso gli studi filologici, lavora come traduttrice in una fabbrica che la isola dal mondo esterno oltre a impegnarla fisicamente, uno stato d’animo che riesce ad esorcizzare affidando i suoi pensieri alla scrittura. Nel 1976, lavora come traduttrice per un’azienda ingegneristica, dalla quale sarà licenziata nel 1979 per non aver collaborato con la Securitate, i servizi segreti del regime comunista rumeno.

Vive lavorando come maestra d’asilo e insegnando tedesco e nel 1982 pubblica Bassure, il primo libro che pur avendo un bambino come protagonista, denuncia la violenza del regime e per questo censurato in molte sue parti. La versione integrale uscirà solo due anni dopo in Germania, insieme a Tango Oppressivo, il suo secondo libro

Nel 1987, perseguitata dalla Securitate, lascia la Romania e si trasferisce a Berlino In Germania, insieme allo scrittore Richard Wagner, all’epoca suo marito, dove comincia ad insegnare presso l’università. L’esperienza dell’esilio in Germani lo si può ritrovare sintetizzata  nel romanzo  In viaggio su una gamba sola

Nel 1991 Herta Muller si trasferisce a Roma per una borsa di studio all’Accademia Tedesca Villa Massimo. e nel 1995 diventa membro dell’Accademia tedesca di Letteratura e Poesia. Nel 1997 lascia il PEN International, (associazione e organizzazione internazionale non governativa di scrittori). per protestare la decisione di riunire le associazioni che facevano capo alla Germania Est ed Ovest prima del crollo del Muro di Berlino.

Herta Muller La consacrazione del Nobel

Nel 2009 Herta Müller pubblica il romanzo L’altalena del respiro in cui denunciagli orrori subiti dai rumeni di madrelingua tedesca deportati nei campi di lavoro sovietici. Il libro sarebbe dovuto uscire in collaborazione con il   poeta rumeno di lingua tedesca ed ex-deportato Oskar Pastior, ispiratore del romanzo, ma il poeta purtroppo muore nel 2006,
Herta Mueller Altalena del respiro
 Il romanzo comunque raggiunge ugualmente un grande successo, tanto da venire candidato al Deutscher Buchpreis, uno dei più prestigiosi premi letterari tedeschi. Nell’ottobre dello stesso anno Herta Müller riceve il Premio Nobel per la letteratura,

Attraverso i suoi libri Herta Muller denuncia al mondo la dittatura in Romania, descrive i risvolti psicologici dei perseguitati come la dittatura costringe alla distruzione dell’individualità. l’annullamento della libertà di movimento e di pensiero dell’individuo. Da qualunque pensiero politico provenga parte la dittatura è sempre lesiva per le ingiustizie che vengono subite.

La prosa poetica di Herta Muller è una forma di scrittura che arriva diretta all’anima di chi l’ascolta. chiara, senza filtri spesso tragica come tragiche sono le vicende della sua vita che hanno ispirato la sua letteratura.

Parla di semitismo, deportazione, di violenze, ma anche di pace perché le oscurità del passato diventino luce di speranza per il futuro.

Spero che qualche suo scritto possa coinvolgerti. Hera Muller è ancora adesso considerata una delle voci letterarie più autorevoli della Germania, un opportunità per conoscere, attraverso i suoi romanzi, la storia, la più dura, tragicamente vera.

 

 

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Herta Muller è una grande scrittrice rumena, attualmente voce importante del panorama letterario tedesco, una scrittrice di formazione per il coraggio con il quale continua a scrivere di pace denunciando i soprusi del passato.
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