Alla scoperta dei libri senza parole

Wimmelbucher, sembrerebbe una etichetta di un prodotto e invece, se tradotta letteralmente, la parola arriva a noi con il significato di  “brulicanti”; all’apparenza una parola come un’altra ma, se approfondita, ecco che assume tutto un’altro significato. Nella letteratura infantile, infatti, i brulicanti  sono i Silent Book, i cosiddetti libri non scritti, dove il brulicare delle immagini spinge il bambino ad entrare nella storia, aiutandolo a sviluppare le sue funzioni cognitive e, soprattutto, migliorare le sue capacità di apprendimento.

I libri silenziosi sono dedicati prevalentemente ai bambini e la loro struttura, in continua evoluzione, consente di potersi rivolgere a diverse categorie di persone ed età, ma perchè tutto funzioni, nella realizzazione di un album illustrato, è necessario che la scenografia delle immagini e la narrazione creativa interagiscano tra loro. Non a caso, dietro la stesura del libro, c’è una regia ben programmata dove l’illustratore lavora in sinergia con l’autore per realizzare una storia comprensibile, ma soprattutto di grande intensità e capace di attirare le attenzioni del piccolo o grande lettore. Un esempio lo troviamo nel libro del brasiliano Renato Moricone tra questi, Il telefono senza fili, dove l’autore riesce, attraverso un filo invisibile, a far sussurrare un segreto attraverso le pagine del libro.

Che si sappia leggere o no, i libri senza parole con le loro storie brulicanti, parlano agli occhi di tutti, bambini e adulti, dando attraverso una migliore comprensione delle immagini, non solo la possibilità, di poter vivere e raccontarsi la storia che si preferisce ma di poter essere totalmente condiviso, nel rispetto delle varie etnie presenti e riducendo, sempre più, le distanze linguistiche. Una prova tangibile è il progetto d’interazione e integrazione portato avanti dalla IBBY International e il Palazzo delle Esposizioni di Roma, insieme per allestire e riempire a Lampedusa, una biblioteca piena di Silent Book, con uno spazio culturale al servizio dei ragazzi dell’isola e dei giovani migranti, estremamente educativo e formativo nello stesso tempo, per unire senza barriere.

E come si conviene, anche i Silent book hanno il loro contest; a fine agosto, infatti, si svolgerà a Montereggio di Mulazzo, paese dei librai, la quinta edizione del concorso dedicato al genere; nato nel 2013, ideato da Gianni De Conno e dedicato a lui, illustratore di fama mondiale, il concorso oltre alla premiazione del  vincitore dell’anno allestirà una mostra delle storie più belle dei finalisti.

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