Un nuovo evento alla libreria Mondadori di Montecatini Terme: sabato 17 agosto Riccardo Landini ha presentato agli avventori il suo ultimo lavoro, “Il giallo di via San Giorgio“, edito da Newton Compton

Caro iCrewer eccomi a parlarti oggi di quest’autore tosco emiliano e del suo nuovo lavoro,  “Il giallo di via San Giorgio“, autore che ho avuto modo di conoscere sabato alla libreria dove ho l’onore di lavorare; come sempre ho colto l’occasione di porgli alcune domande e come sempre ho trovato gentilezza, disponibilità e simpatia, un mix vincente per ogni occasione e soprattutto per intrattenere clienti (a loro volta sempre affabili e curiosi, come non riportarlo?) presentando i propri lavori. Oltretutto, essendo anche io di origini tosco emiliane, come potevo perdermi quest’interessante conoscenza? Ma veniamo al dunque, ed ecco intanto la trama di questo bel giallo. di cui abbiamo la recensione, firmato Riccardo Landini:

gialloUno strano caso per Astore Rossi
Astore Rossi lavora come restauratore di mobili antichi in una piccola città di provincia. Uomo schivo, solitario e amareggiato dai ricordi del passato, coltiva soltanto i pochi legami indispensabili al suo lavoro. L’unica persona con cui ha allacciato un rapporto è Luisa, un’anziana vicina di casa. Quando lei muore, lasciandogli una misteriosa chiave e strappandogli la promessa di rimediare al male passato, Astore si trova coinvolto, suo malgrado, nelle oscure vicende che riguardano la famiglia Spada, cui Luisa apparteneva. Ci sono antichi e inimmaginabili segreti custoditi dalle stanze di una villa immersa nei boschi dell’Appennino bolognese. E c’è qualcuno, spietato, che non vuole assolutamente che vengano scoperti. La posta in gioco per arrivare alla verità e mantenere la promessa fatta a Luisa rischia di essere molto alta…

giallo

Mentre i clienti ricevevano le loro copie autografate, ho fatto alcune domande all’autore, che gentilissimo ha soddisfatto tutte le mie richieste.

La prima domanda sorge sempre spontanea: hai sempre amato leggere e scrivere? Quali sono i tuoi autori preferiti?

Ho sempre amato leggere e leggere tanto, così come ho sempre avuto il fuoco della passione verso la scrittura. Da bambino leggevo E.A. Poe e questo ha sicuramente influenzato, oltre al mio carattere, anche le tematiche dei miei primi passi da autore. Basti pensare che il giornale del liceo classico che ho frequentato lo scrivevo io per il 90% e, tra le altre cose, conteneva i miei racconti gotici firmati con uno pseudonimo che era tutto un programma, James Gray… Il mio primo romanzo, una storia rosa per fortuna mai pubblicata, lo scrissi a ventiquattro anni. Poi mi sono dedicato per parecchio tempo alla musica prima di tornare al mio grande amore, cioè la scrittura. Ma ho sempre continuato a leggere tanto e davvero di tutto, dalla poesia alla saggistica dai classici alla fantascienza. I miei autori preferiti? Domanda spinosa perché i gusti cambiano con gli anni e autori che un tempo adoravo, adesso capita che non li consideri più tra i miei favoriti. Comunque a parte ovviamente Edgar Allan Poe, dovessi indicarne uno italiano e uno straniero direi Piero Chiara e Michael Connelly, senza dimenticare tuttavia George Simenon e Ian Rankin. I miei autori preferiti? Domanda spinosa perché i gusti cambiano con gli anni e autori che un tempo adoravo, adesso capita che non li consideri più tra i miei favoriti. Comunque a parte ovviamente Edgar Allan Poe, dovessi indicarne uno italiano e uno straniero direi Piero Chiara e Michael Connelly, senza dimenticare tuttavia George Simenon e Ian Rankin.

Quando hai scritto il tuo primo libro è stata un’idea creativa improvvisa o ci hai meditato a lungo?
I miei romanzi di solito nascono in un attimo di ispirazione folgorante. L’idea si materializza all’improvviso, mi si scrive in testa dall’inizio alla fine e, a quel punto, devo soltanto metterla su carta. Si potrebbe dire che sono i miei personaggi che, come in uno dei capolavori di Pirandello, si presentano a me e mi raccontano la loro storia, impedendomi persino di deviare dal corso della loro narrazione. Devo aggiungere che non ho mai patito di crisi di idee per cui in questi anni ho davvero scritto tanto, sia romanzi che racconti. La speranza è di arrivare a pubblicarli tutti, sebbene finirei per inondare il mercato.
Parlaci un po’ di te: quando scrivi hai delle modalità… personali? registri le idee, le metti su ogni pezzo di carta che trovi in giro, oppure sei più metodico?

Questa domanda è il diretto proseguimento della precedente e la completa. In effetti, come spiegavo, quando inizio a scrivere qualcosa ho già in mente tutto dall’inizio alla fine, però può capitare che mi prenda qualche appunto sui personaggi, giusto per inquadrarli meglio. Di solito scrivo quando posso, cioè non appena ho dei momenti liberi, anche brevi, secondo la filosofia dell’ottimizzazione del tempo a disposizione. Sfatando un luogo comune sullo scrittore, ammetto che raramente scrivo di sera o di notte; preferisco il mattino o il pomeriggio, a mente più fresca e lucida. Tengo la musica a volume basso in sottofondo, in genere smooth jazz o elettronica. Se sono in ritardo sulla tabella di marcia allora metto su il Requiem di Mozart che stimola al massimo le mie celluline grigie (per dirla alla Poirot).

Ti piace incontrare le persone e raccontare loro le tue opere? credi sia un metodo efficace per farsi conoscere? Considerando che ormai tramite i social si riesce a far arrivare ad un pubblico molto ampio ogni genere di informazione

Io adoro incontrare le persone dal vivo, parlare, spiegare, rispondere alle domande, raccontare aneddoti e retroscena. Mi faccio davvero in quattro per trovare, farmi invitare e recarmi a presentazioni, firma copie, festival… I social sono utili, la mia pagina FB è attiva, come quella su Istagram, ma non quanto il contatto personale. Per questo dovunque mi invitano, che ci siano cento persone o ce ne siano dieci, che sia vicino o lontano, io ci vado sempre e non mi tiro mai indietro. Anzi: di incontri col pubblico ne farei molti di più se fosse possibile. Di solito chi mi conosce o ha occasione di ascoltarmi, acquista e legge volentieri ciò che scrivo. Quindi, se vuoi spargerei la voce… (sorrido e gli garantisco che lo farò certamente)

Domanda un po’ antipatica immagino, ma… c’è tra i libri che hai scritto uno che preferisci? E se sì, per quale motivo? 

Mi chiedi se ci sia un libro tra i miei che preferisco e qui dovrei fare un torto agli altri che non dovessi citare… Desiderando tuttavia darti una risposta, direi che al terzo capitolo della saga dell’Inganno, “Ingannando si impara”, sono particolarmente legato perché trovo la storia molto emozionante, credo che il finale con crescendo e sorpresa colpisca parecchio il lettore, e il protagonista raggiunge forse la sua piena maturità. Anche al mio primo, “E verrà la morte seconda” sono molto legato, vuoi per l’emozione di vedere finalmente un mio romanzo in libreria, vuoi perché il protagonista è uno scrittore, vuoi perché fu l’occasione per una serie di presentazioni in giro per l’Italia di grande soddisfazione. Però, sai che chiedere a un padre a quale figlio voglia più bene è un po’ crudele per l’uno e per gli altri?

Durante la presentazione hai accennato all’uscita del prossimo libro a gennaio: ci dai qualche anticipazione?

A fine anno dovrebbe uscire per Cento Autori un’antologia con diversi racconti gialli ambientati a Natale, tra cui uno mio. Con l’anno nuovo, sempre con Cento autori, uscirà il quarto capitolo della serie dell’Inganno, il cui protagonista è Brenno Sandrelli. A febbraio invece uscirà il seguito de Il Giallo di via San Giorgio, per i tipi di Newton & Compton, ambientato tra Venezia, Roma e Monza. Leggerete della folle corsa contro il tempo di Astore Rossi il quale dovrà risolvere un mistero legato ai dipinti di un pittore, amico di Blockin, dalla fama di artista maledetto. Chi ha apprezzato il primo non potrà che amare anche questo. 

Ci ringraziamo a vicenda e ci stringiamo la mano, e io sono molto felice di aver conosciuto un’interessante artista. Adesso non mi resta che portare a casa la mia copia del Giallo di Via San Giorgio e immergermi nella lettura, perché sono davvero curiosa. E tu, caro iCrewer, hai già letto questo racconto? Facci sapere nei commenti!

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