Ti sei data un nome che non è tuo, Ireen. Hai rubato un cognome che non ti appartiene, Devar. Ma questo non basta a far di te una donna libera. Non lo sei mai stata e mai lo sarai. Tu sei una schiava, Na’ra. Il tatuaggio Indelebile sulla tua schiena ti accompagnerà per il resto dei tuoi giorni. Ce l’hai impresso sulla pelle e nell’anima, mia vecchia amica, e ciò farà sempre di te una schiava.
Eleonora Pescarolo

Eleonora pescarolo Ireen Devar

Cari iCrewers dopo aver recensito “Verso Jannar” e “Braccati” è giunta l’ora di Intervistare la loro autrice Eleonora Pescarolo.

Eleonora Pescarolo e Ireen Devar 

Eleonora Pescarolo Ireen Devar

Cara Eleonora chi sei?

Mi chiamo Eleonora Pescarolo, sono nata a Este (PD) nel 1992.

Ho sempre amato raccontare storie, ma la mia prima idea era diventare una fumettista.

Poi ho scoperto la scrittura ed è stato un colpo di fulmine, è stata la mia ancora di salvezza come bambina introversa e solitaria e lo è tuttora.

L’altra mia grande passione è l’archeologia, infatti mi sto specializzando in Archeologia del Vicino Oriente Antico all’Università di Ca’ Foscari (Venezia). Ho partecipato all’organizzazione di eventi culturali e fieristici, fra cui le prime edizioni di “Rovigo Comics, Cosplay & Games” come parte dell’Associazione Culturale Comic’s Trip, attualmente presso La Compagnia del Libro di Ferrara partecipo a gruppi di lettura ed esposizione di libri di ogni genere e tematica ed epoca.

Come scrittrice, ho partecipato a diverse antologie e ho esordito con il romanzo fantasy “Naltatis: il Sentiero degli Dei” edito da I Doni delle Muse nel 2015.

Quanti impegni! Riesci a coltivare degli hobby?

Ecco credo di averne un po’ troppi, infatti non ho mai abbastanza tempo per seguirli tutti.

Al di là della scrittura, che è ben più di un hobby ormai, mi dedico al disegno (soprattutto digitale), alla lettura, alla musica (suono il pianoforte), alla scultura, alla pittura, al kendo, che purtroppo ho dovuto smettere a causa di problemi di salute.

Ma i miei passatempi preferiti sono giocare di ruolo e rompere le scatole ai miei gatti.

Ireen Devar è la protagonista della saga ideata da Eleonora Pescarolo.

Eleonora Pescarolo Ireen Devar

Ecco, io mi sono chiesta chi ha impresso su carta il tuo personaggio? L’hai disegnato tu così?

Il design iniziale è stato mio: colore della pelle, acconciatura, cicatrici, abbigliamento. Per la copertina del racconto e del libro è stata però la nostra illustratrice, Nicoletta Migaldi (in arte Ithilnaur) a dar vita ad Ireen, e non potevamo fare una scelta più azzeccata!

Come è nata l’idea di un personaggio femminile protagonista?

Perché ci si pone ancora questa domanda? Perché sembra ancora strano (o straordinario) mettere un personaggio femminile protagonista, soprattutto in questo genere.

Io in primis mi sono resa conto che in tutte le storie di fantascienza che amavo mancava quasi il coraggio di mettere una donna protagonista.

Quindi è nata innanzitutto come esigenza personale di lettrice, ma anche come sfida personale da scrittrice contro i pregiudizi che vogliono le donne estranee alla Fantascienza.

Perché hai deciso di darle un carattere così forte?

Credo dipenda innanzitutto dal fatto che quando viene presentata, la protagonista ha già un passato piuttosto turbolento alle spalle. Ireen Devar è una sopravvissuta.

Non ha mai accettato di essere nata per essere una schiava (perché lei fa parte di una delle specie che vengono allevate e vendute come schiave), non ha mai accettato di essere costretta a prendere ordini o a fare cose che non voleva fare. La sua è una costante lotta contro tutto, e a forza di combattere ha messo su un carattere molto forte, una specie di corazza sulla quale far rimbalzare tutto il dolore, oppure una maschera per non mostrarlo.

Tutti vorremmo essere così forti.

Volevo che fosse un esempio. L’esempio di qualcuno che, nonostante tutto, continua a combattere. Ed è questa la forza di narrare una storia: far sì che ci possiamo rispecchiare, far sì che siano modelli a cui ispirarci.

Hai sempre amato il genere Fantascienza?

Da morire!

Ma devo dire che me ne sono accorta solo nel tempo.

Giusto di recente ho provato a fare un rapido (si fa per dire, con tutti i libri che ho sparsi ovunque!) conto di quale genere abbia preferito nelle mie letture e la Fantascienza – così come tutte le sue più disparate declinazioni – vince di netto su tutti gli altri generi (non che non li legga, ma lo stacco è davvero notevole).

Mi sono sempre sentita in qualche modo di “appartenere” a questo genere.

Perché lo ami?

Perché trovo che sia uno strumento potente.

La Fantascienza (e il fantastico in generale) è sempre stata in grado di veicolare messaggi sulla nostra attualità, quelli che sono considerati ora dei “classici” del genere lo dimostrano. Infatti mi intristisce molto continui a essere considerato un genere di Serie B, quando ha un potere così forte.

Che cosa vuol dire “Cherry Fox” e come è nato?

Cherry Fox”, il nome in codice della protagonista, è un omaggio alla canzone che ha ispirato Ireen Devar: “Cherry Bomb” delle Runaways.

Non a caso, uno dei versi è “I’m the fox you’ve been waiting for”. Verrà svelato nella storia, perché Ireen ha deciso di darsi questo nome in codice, in base ad un episodio del suo passato.

Sei soddisfatta dell’essere arrivata dove sei?

Certamente!

Di strada ce n’è ancora tanta da fare (ed è tutta in salita!), ma “Cherry Fox” è innanzitutto un mio traguardo personale, perché grazie a questa storia ho ritrovato la voglia di scrivere e mi ci sto mettendo con tutte le mie forze e la mia passione.

Era da molto che un progetto non mi coinvolgeva così tanto e l’appoggio del team di Adiaphora è stato fondamentale, non li ringrazierò mai abbastanza per aver creduto in me e in questa storia.

Come scrittrice sono ancora agli inizi, ma il mio personale motto è “non si finisce mai d’imparare”, per cui sotto a studiare e a fare pratica!

Il mondo di “Cherry Fox” è un po’ debitore del mondo dei fumetti?

In realtà il mondo di “Cherry Fox” è per certi aspetti debitore di alcuni telefilm (soprattutto Firefly) e per certi altri aspetti debitore del mio ambito di studi (archeologia), per altri delle mie passioni nascoste (come l’astrofisica e l’astronomia e la tecnologia), tutto frullato assieme con un pizzico di sano fantastico.

Da quanti romanzi sarà composta questa Saga?

Attualmente, ne sono previsti quattro. Ma ci sono progetti in cantiere sul mondo di “Cherry Fox” e chissà che non vedano la luce nelle maniere più aspettate!

Ringrazio Eleonora Pescarolo per questa intervista vi saluto cari iCrewers  e come dico sempre…

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