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Lettura: Donnaregina di Teresa Ciabatti: scheda e trama della quarta finalista allo Strega 2026
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Segnalazioni

Donnaregina di Teresa Ciabatti: scheda e trama della quarta finalista allo Strega 2026

Una giornalista di Orbetello, un ex boss della camorra con 182 omicidi alle spalle e una figlia che si allontana: il romanzo più attuale della sestina

Valentina Paradiso 3 settimane fa Commenta! 7
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Donnaregina di Teresa Ciabatti è il quarto romanzo per voti nella prima tornata del Premio Strega 2026, con 184 voti a Benevento il 3 giugno. Pubblicato da Mondadori nel 2025, ha già vinto il Premio Mondello 2025 e il Premio BPER Banca 2025. È la terza volta che Ciabatti arriva allo Strega, e la prima in finale: con La più amata nel 2017 si era fermata al secondo posto nella classifica finale, con Sembrava bellezza nel 2021 era rimasta alla dozzina. Proposta da Roberto Saviano.

Contenuti
Donnaregina: di cosa parla il romanzoQuando il ritratto dell’altro diventa ricerca di séAutofiction e realtà: i confini del romanzoChi è Teresa CiabattiA chi è rivolto Donnaregina
Donnaregina di Teresa Ciabatti: scheda e trama della quarta finalista allo Strega 2026

Donnaregina: di cosa parla il romanzo

Donnaregina è un rione monumentale storico di Napoli, quello dove Giuseppe Misso, detto ‘o Nasone, ha costruito il suo impero criminale. Ex superboss della camorra con oltre 180 omicidi commessi e commissionati, Misso è dal 2011 nel programma di protezione dei collaboratori di giustizia. Ha deciso di raccontare la sua vita e ha scelto una giornalista di Orbetello per farlo: una donna lontana dal suo mondo, «non a conoscenza di camorra», che per lui equivale a essere libera da pregiudizi.

Il primo incontro avviene in un ristorante romano. Seguono mesi di telefonate, messaggi, visite nei vicoli di Napoli. La giornalista — che somiglia a Ciabatti ma non è Ciabatti, almeno dichiaratamente — si trova a fare i conti con un uomo che non corrisponde all’immagine che si aspettava. Nel racconto di Misso, accanto alle cronache di violenza e potere, emergono memorie intime: donne amate e perdute, amici scomparsi, la moglie Antonietta, morta in uno scontro tra clan dopo aver perso il figlio in grembo. E Misso che alleva colombi, crede negli ufo, e ha già scritto un libro sulla sua vita: I leoni di marmo.

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Quando il ritratto dell’altro diventa ricerca di sé

La svolta narrativa di Donnaregina è quella per cui il libro smette presto di essere quello che promette. Il ritratto del criminale si trasforma progressivamente in un racconto di sé: la biografia di Misso si scioglie dentro un’autobiografia, come se Ciabatti ritrovasse sé stessa nei vissuti dell’altro. Mentre la protagonista cerca il figlio di Misso tra i vicoli di Napoli, realizza di essere in realtà alla ricerca di sua figlia Agata, che sente allontanarsi. Il crimine e la maternità, la violenza e l’affetto: il romanzo li mette a confronto senza assolverli né condannarli.

Ciabatti ha raccontato che la svolta nella stesura è arrivata rileggendo La pelle di Curzio Malaparte, che racconta Napoli da straniero. È quello sguardo che l’autrice sceglie di adottare: quello dell’estranea, dell’abusiva in un mondo che non le appartiene. Da questa consapevolezza nasce la forma del libro: una voce in prima persona che afferma qualcosa e subito dopo la nega, in un continuo tentativo di avvicinarsi a una verità che resta irraggiungibile. La critica ha parlato di romanzo «libero, folle, poetico, sul crimine e la maternità», e del suo essere «il più divertente che Ciabatti abbia mai scritto». Per seguire le dinamiche tra i finalisti, sul sito è disponibile la analisi dei favoriti al Premio Strega 2026.

Autofiction e realtà: i confini del romanzo

Come in tutta la produzione di Ciabatti, la linea tra autobiografia e invenzione è volutamente porosa. La protagonista viene da Orbetello, come l’autrice. La figlia si chiama come la figlia di Ciabatti. Misso è nel romanzo con il suo nome reale e la sua storia vera. Ma il testo dichiara esplicitamente di non essere un’inchiesta né una testimonianza: è un romanzo, con tutto il margine di libertà che questo comporta. Ciabatti non assolve e non condanna nessuno: né Misso, né sé stessa, né i personaggi che ruotano attorno ai due. È una scelta precisa, che distingue Donnaregina dai romanzi sul crimine organizzato che puntano alla denuncia sociale. Il crimine qui è lo sfondo, non il soggetto. Il soggetto è l’incontro tra due umanità che non avrebbero dovuto incrociarsi.

Chi è Teresa Ciabatti

Teresa Ciabatti è nata a Orbetello (GR) il 5 maggio 1975 e vive a Roma. Dopo la laurea in Lettere moderne alla Sapienza ha frequentato per un breve periodo la Scuola Holden di Alessandro Baricco a Torino. Esordisce nel 2002 con Adelmo, torna da me (Einaudi Stile Libero), dal quale Carlo Virzì ha tratto il film L’estate del mio primo bacio (2005). È anche sceneggiatrice: nel 2024 ha curato soggetto e sceneggiatura di Inganno, miniserie italiana prodotta da Netflix.

La sua carriera letteraria conta sette romanzi, con una costante: la scrittura che abita lo spazio tra memoir e finzione, tra il sé e l’altro. Con La più amata (Mondadori, 2017) arriva seconda al Premio Strega 2017 — vince Paolo Cognetti con Le otto montagne — diventando uno dei nomi più discussi della narrativa italiana di quella stagione. Con Donnaregina torna in finale per la terza volta. Collabora con il Corriere della Sera e con la Lettura. La voce Wikipedia dedicata a Teresa Ciabatti documenta la sua intera bibliografia.

A chi è rivolto Donnaregina

È una lettura per chi ama i romanzi in cui la realtà e la finzione si confondono deliberatamente, e per chi cerca una voce narrativa forte, ironica e capace di sorprendere. Non è un romanzo sulla camorra nel senso tradizionale del termine: chi cerca un’inchiesta sul crimine organizzato troverà qualcosa di diverso, e probabilmente di più interessante. Chi ha già letto Ciabatti — soprattutto La più amata — riconoscerà la sua cifra stilistica e troverà un’autrice che ha spinto il suo metodo ancora più lontano. Per restare aggiornati su tutta la sestina, sul sito è disponibile la pagina completa dei sei finalisti del Premio Strega 2026.

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