Nel Canto 8 dell’Inferno Dante e Virgilio attraversano la palude Stigia sulla barca di Flegiàs, incontrano Filippo Argenti e raggiungono le mura della città di Dite, dove i demoni impediscono loro di entrare. Il canto unisce il tema dell’ira alla prima vera crisi dell’autorità di Virgilio e prepara l’intervento decisivo del canto successivo.
Il racconto riprende dal Canto 7 dell’Inferno, quando Dante e Virgilio arrivano presso la palude Stigia. Per orientarti nell’intero viaggio puoi consultare anche la guida ai 100 canti della Divina Commedia.
| Cantica | Inferno |
| Canto | VIII |
| Luoghi | Palude Stigia e porte della città di Dite |
| Figure principali | Dante, Virgilio, Flegiàs, Filippo Argenti, demoni |
| Dannati | Iracondi |
| Tema centrale | Ira, giudizio morale e limite della ragione |

Inferno Canto 8: riassunto breve
Dante e Virgilio vedono due fiammelle accendersi sulla cima di una torre; un altro segnale risponde da lontano. Poco dopo una piccola barca attraversa velocemente lo Stige. A guidarla è Flegiàs, che crede di essere arrivato per prendere una nuova anima dannata.
Virgilio gli chiarisce che Dante e lui resteranno sulla barca soltanto per attraversare la palude. Quando Dante sale, il peso del suo corpo vivo fa immergere l’imbarcazione più del normale.
Durante la traversata emerge dal fango un dannato che si rivolge con aggressività a Dante. È Filippo Argenti. Il poeta gli risponde duramente e, quando l’iracondo tenta di afferrare la barca, Virgilio lo respinge. Poco dopo gli altri dannati si scagliano contro Argenti nella palude.
La barca prosegue fino alla città di Dite. Le mura appaiono rosse per il fuoco e davanti alle porte si radunano numerosi demoni. Quando scoprono che Dante è vivo, rifiutano di lasciarlo entrare e chiedono che Virgilio torni indietro da solo.
Virgilio prova a trattare con loro, ma i demoni gli chiudono la porta in faccia. La guida torna da Dante visibilmente turbata, pur assicurandogli che la resistenza sarà superata. Il problema si risolverà nel Canto 9 con l’arrivo del Messo celeste.
Chi è Flegiàs nel Canto 8?
Flegiàs è il nocchiero che trasporta Dante e Virgilio attraverso la palude Stigia. Dante riprende il personaggio dalla mitologia classica, dove è legato a una vicenda di ira e distruzione, e lo inserisce nel quinto cerchio, dominato proprio dal peccato dell’ira.
Il suo ingresso è impetuoso: arriva convinto di avere davanti un nuovo dannato. Virgilio però lo ferma subito, spiegandogli che Dante non è destinato a restare nello Stige. Come altri custodi infernali, Flegiàs deve cedere davanti a un viaggio autorizzato da una volontà superiore.
Chi è Filippo Argenti?
Filippo Argenti è il dannato più importante del canto. Dante lo incontra immerso nel fango tra gli iracondi e lo tratta con una durezza insolita rispetto alla compassione mostrata in altri episodi dell’Inferno.
Il personaggio viene tradizionalmente identificato con un esponente della famiglia fiorentina degli Adimari. Le ragioni precise dell’ostilità di Dante sono state molto discusse: il testo mette certamente in primo piano la condanna morale dell’ira e della superbia, mentre eventuali motivazioni personali o politiche restano parte dell’interpretazione storica.
Perché Dante è così duro con Filippo Argenti?
Dante non prova pietà per Argenti. Lo respinge verbalmente, approva l’intervento di Virgilio e manifesta il desiderio di vederlo punito dagli altri iracondi. Questo atteggiamento distingue nettamente la scena da episodi come quello di Paolo e Francesca, in cui il poeta era stato sopraffatto dalla compassione.
Una lettura importante del passo distingue la compassione disordinata dalla capacità di riconoscere la giustizia della pena. Nel percorso di Dante, comprendere l’Inferno significa anche imparare a non confondere la pietà per il peccatore con il rifiuto del giudizio morale rappresentato dal poema.
Qual è la pena degli iracondi nella palude Stigia?
Gli iracondi sono sulla superficie fangosa dello Stige e si colpiscono continuamente. La loro violenza fisica rende permanente l’aggressività che li ha dominati in vita. Sotto il fango si trovano invece gli accidiosi, già introdotti nel canto precedente, che esprimono la propria tristezza soffocata attraverso gorgoglii e parole spezzate.
Filippo Argenti diventa l’esempio concreto dell’ira: emerge dal fango per aggredire Dante e viene poi assalito dagli altri dannati, in una scena che rende visibile il carattere autodistruttivo della collera.

Che cos’è la città di Dite?
La città di Dite segna una soglia fondamentale nella geografia dell’Inferno. Le sue mura racchiudono la parte più profonda del regno infernale. Dante le vede rosse come se fossero appena uscite dal fuoco, mentre dalle zone interne provengono grida e lamenti.
Il passaggio attraverso Dite separa quindi due grandi sezioni del viaggio. Dopo i peccati legati soprattutto alla mancanza di controllo degli appetiti e delle passioni, Dante entrerà in una zona in cui incontrerà colpe considerate più gravi e strutturate. L’ordinamento morale dell’Inferno verrà spiegato più avanti da Virgilio.
Perché i demoni chiudono la porta a Virgilio?
Fino a questo momento Virgilio era riuscito a superare gli ostacoli infernali ricordando ai custodi che il viaggio di Dante è voluto dall’alto. Davanti a Dite, invece, la sua autorità non basta: i demoni lo ascoltano e poi chiudono la porta.
La scena prepara uno dei temi centrali del Canto 9: la ragione umana, rappresentata da Virgilio, è indispensabile ma possiede dei limiti. Per aprire la città sarà necessario l’intervento di una forza superiore, incarnata dal Messo celeste.
Perché Virgilio è preoccupato alla fine del canto?
Virgilio torna da Dante con un’espressione diversa dal solito: il fallimento del colloquio con i demoni lo ha turbato. Cerca comunque di rassicurare il discepolo e afferma che qualcuno sta già scendendo attraverso i cerchi per aiutarli.
Il finale sospende quindi l’azione nel momento di massima incertezza. Per la prima volta Dante vede la propria guida incapace di risolvere immediatamente un ostacolo, e questa crisi rende necessario il seguito nel canto successivo.
Qual è il significato del Canto 8 dell’Inferno?
Il canto sviluppa due idee principali. La prima è il giudizio sull’ira, reso concreto da Filippo Argenti e dalla violenza della palude Stigia. La seconda è il limite della guida razionale: Virgilio è autorevole, ma non può superare da solo ogni confine del viaggio.
Il passaggio da Filippo Argenti alla città di Dite non è casuale. Dante passa dalla rappresentazione di una passione incontrollata a una soglia in cui il viaggio stesso rischia di arrestarsi. Il Canto 8 funziona così come preparazione narrativa e morale alla svolta del Canto 9.
Per una lettura integrale del poema è disponibile anche I colori della Divina Commedia, già segnalato nel percorso dedicato ai canti.
Domande frequenti sul Canto 8 dell’Inferno
Chi è Flegiàs nel Canto 8?
È il nocchiero che trasporta Dante e Virgilio attraverso la palude Stigia. È una figura della mitologia classica che Dante associa al cerchio dell’ira.
Chi è Filippo Argenti?
È un dannato fiorentino collocato tra gli iracondi nella palude Stigia. Il suo incontro con Dante è uno dei più duri e conflittuali della prima parte dell’Inferno.
Quale peccato è punito nel Canto 8?
Il canto prosegue la rappresentazione del quinto cerchio, dove sono puniti soprattutto gli iracondi nella palude Stigia.
Perché i demoni non fanno entrare Dante e Virgilio a Dite?
I demoni si oppongono al passaggio e respingono il tentativo di mediazione di Virgilio. L’ostacolo mostra il limite della sola ragione e prepara l’intervento del Messo celeste.
Cosa succede dopo il Canto 8?
Nel Canto 9 compaiono le Erinni e viene invocata Medusa; infine un Messo celeste apre la porta di Dite e consente a Dante e Virgilio di proseguire.




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