La Reggenza italiana del Carnaro fu l’entità politica provvisoria guidata da Gabriele D’Annunzio a Fiume nel 1920. Nacque durante l’occupazione della città iniziata dai legionari nel settembre 1919, ebbe come testo costituzionale la Carta del Carnaro e terminò con il Natale di sangue, tra il 24 e il 30 dicembre 1920.
Non va confusa con lo Stato libero di Fiume, previsto dal Trattato di Rapallo e istituito dopo la fine dell’esperienza dannunziana. La Reggenza durò pochi mesi, ma resta importante per il ruolo politico di uno scrittore, per il linguaggio pubblico creato da D’Annunzio e per il progetto costituzionale elaborato con Alceste De Ambris.
| Domanda | Risposta breve |
|---|---|
| Che cos’era? | Un’entità politica provvisoria proclamata a Fiume durante l’occupazione dannunziana. |
| Chi la guidava? | Gabriele D’Annunzio, con il titolo di Comandante. |
| Quando esistette? | Dalla proclamazione del 1920 alla resa del 30 dicembre 1920. |
| Qual era la sua costituzione? | La Carta del Carnaro, scritta da Alceste De Ambris e rielaborata da D’Annunzio. |
| Come finì? | Con l’intervento militare italiano noto come Natale di sangue. |

Perché D’Annunzio occupò Fiume
Dopo la Prima guerra mondiale, Fiume era al centro di una disputa internazionale. La città aveva una popolazione linguisticamente composita e il suo futuro non era stato risolto dagli accordi di pace. Una parte del nazionalismo italiano chiedeva l’annessione all’Italia e accusava il governo di non aver difeso pienamente le rivendicazioni territoriali del dopoguerra.
Il 12 settembre 1919 D’Annunzio entrò a Fiume alla testa di legionari e volontari. L’azione non era autorizzata dal governo italiano. La ricostruzione dell’Impresa di Fiume di Treccani chiarisce che l’occupazione nacque dalla contesa tra Italia e Regno dei Serbi, Croati e Sloveni e proseguì per oltre un anno.
D’Annunzio non agì soltanto come poeta prestato alla politica. Costruì cerimonie, formule, simboli e discorsi capaci di trasformare l’occupazione in una rappresentazione permanente. Il suo motto memento audere semper, cioè ricordati di osare sempre, è approfondito anche nel nostro articolo dedicato al linguaggio e ai motti di Gabriele D’Annunzio.
Quando fu proclamata la Reggenza del Carnaro
Nel corso del 1920, di fronte allo stallo diplomatico, il comando fiumano tentò di dare una forma istituzionale al territorio occupato. La Reggenza italiana del Carnaro venne annunciata nell’estate e assunse la sua forma politica con la promulgazione della Carta del Carnaro l’8 settembre 1920.
Il nome Carnaro deriva dal Quarnaro, il golfo dell’Adriatico settentrionale su cui si affaccia Fiume, oggi Rijeka in Croazia. La scelta di parlare di reggenza e non di repubblica rifletteva una condizione volutamente provvisoria: l’obiettivo politico dichiarato restava preparare l’annessione della città all’Italia.

Che cos’era la Carta del Carnaro
La Carta del Carnaro era il testo costituzionale della Reggenza. Il progetto fu scritto soprattutto dal sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris e poi rielaborato da D’Annunzio, che ne trasformò in particolare il linguaggio e l’impianto simbolico.
La Carta organizzava lo Stato attraverso rappresentanza politica e corporazioni legate alle attività produttive. Accanto alle corporazioni economiche ne prevedeva una decima dal valore simbolico, collegata alle energie creative e al progresso. Riconosceva inoltre libertà civili, istruzione e partecipazione politica in termini avanzati per l’epoca, anche se molte disposizioni rimasero soprattutto un progetto scritto: la breve durata della Reggenza non consentì una piena applicazione.
Il documento è importante anche come opera di scrittura politica. Prosa solenne, immagini, musica e ritualità mostrano la stessa attenzione alla parola pubblica che caratterizza altri aspetti della produzione dannunziana. Per conoscere i luoghi e le opere dello scrittore puoi leggere la guida al Parco letterario Gabriele D’Annunzio.
Quanto durò la Reggenza italiana del Carnaro
La Reggenza durò soltanto alcuni mesi nel 1920. L’occupazione dannunziana di Fiume, invece, era iniziata il 12 settembre 1919. Le due date non devono essere confuse: l’Impresa di Fiume comprende l’intera occupazione, mentre la Reggenza indica la forma politica proclamata nella sua fase finale.
| Data | Evento |
|---|---|
| 12 settembre 1919 | D’Annunzio e i legionari entrano a Fiume. |
| Estate 1920 | Viene annunciata la Reggenza italiana del Carnaro. |
| 8 settembre 1920 | È promulgata la Carta del Carnaro. |
| 12 novembre 1920 | Il Trattato di Rapallo prevede lo Stato libero di Fiume. |
| 24-30 dicembre 1920 | Natale di sangue, resa e fine del governo dannunziano. |
Come finì: il Trattato di Rapallo e il Natale di sangue
Il Trattato di Rapallo del 12 novembre 1920, firmato dall’Italia e dal Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, stabilì la creazione dello Stato libero di Fiume. D’Annunzio rifiutò l’accordo e non volle abbandonare la città.
Il governo italiano decise allora di intervenire. Tra il 24 e il 30 dicembre si combatterono gli scontri ricordati come Natale di sangue. Le forze regolari bombardarono anche il palazzo del comando; D’Annunzio annunciò le dimissioni e i legionari accettarono la resa.
Dopo la fine della Reggenza prese forma lo Stato libero di Fiume. La città sarebbe stata annessa all’Italia nel 1924, mentre dopo la Seconda guerra mondiale entrò nella Jugoslavia e oggi appartiene alla Croazia con il nome di Rijeka.

Reggenza del Carnaro e fascismo sono la stessa cosa?
No. La Reggenza del Carnaro precede la presa del potere fascista e non coincide con lo Stato fascista. L’esperienza fiumana conteneva nazionalismo, militarismo e culto del capo, elementi che il fascismo avrebbe ripreso, ma comprendeva anche componenti sindacaliste, libertarie e sperimentali che non possono essere sovrapposte automaticamente al regime di Mussolini.
La relazione storica va quindi spiegata attraverso influenze e differenze. Fiume fu un laboratorio di linguaggi politici e rituali di massa, non un semplice modello già completo del fascismo successivo. Anche il rapporto personale tra D’Annunzio e Mussolini rimase complesso. Per approfondire la figura dello scrittore oltre l’episodio fiumano, sul sito trovi anche il percorso dedicato a D’Annunzio nella letteratura abruzzese.