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Top sportivo

F(t)E(a)M: Da un top sportivo alla comprensione del testo

La discussione parte per un top sportivo per finire sui social parlando di comprensione del testo

Oggi su F(t)E(a)M parliamo di un avvenimento successo settimana scorsa nel liceo Marco Polo di Venezia. Sicuramente la notizia, caro lettore di ICrewplay l’avrai già letta da qualche parte, e per questo, il mio articolo non vuole rispiegare la vicenda ma semplicemente analizzarla.

Un top sportivo non adatto alla palestra: Top sportivo

Se un top sportivo non è adatto per la palestra, allora dove bisogna indossarlo?

Questa è stata la prima domanda che mi sono posta quando ho letto la polemica dell’insegnante di educazione fisica alle ragazze del liceo Marco Polo di Venezia. Quando poi ho letto le sue motivazioni, ovvero “Distrae i ragazzi mentre fanno ginnastica”, bè, allora lì, ho capito che il problema non erano i top sportivi, non era la palestra, non erano i ragazzi, e il problema non era nemmeno l’insegnante. Ma la mentalità con la quale molte donne sono cresciute, ovvero in un sistema che le vuole coperte, nascoste, prigioniere. Questa mentalità comunemente chiamata patriarcato, è intrinseca dentro di noi perché siamo nate e cresciute con esempi di misoginia e sessismo. Le ragazze del liceo, nate e cresciute in un’epoca in cui le donne si stanno facendo sentire hanno giustamente combattuto per il loro diritto di vestirsi con un top sportivo in palestra. Insieme ai loro compagni.

Dal top sportivo alla comprensione del testo: Top sportivo

Ovviamente questa vicenda, ha creato due fazioni. Chi da ragione all’insegnante e chi da ragione alle ragazze. Per quanto riguarda la prima fazione, non incolpo qualcuno per essere vittima del patriarcato, rendersene conto è difficile, soprattutto nella società in cui viviamo. Ma li incolpo per non comprendere un testo, o diversi articoli giornalistici dove ripetutamente viene scritto che il problema non è il top sportivo in sé, ma la non possibilità di vestirsi come si vuole perché se no si viene guardate. Questa è una semplicissima comprensione del testo che si insegna alle elementari per poi essere esercitata nel tempo. Da chi ha urlato al decoro a chi pensa che l’insegnante abbia avuto molto coraggio non si sono resi conto che vestirsi come si vuole, nel contesto giusto, non è solo un diritto scontatissimo per gli uomini, ma è un privilegio che le donne non hanno mai avuto. Il loro corpo sessualizzato da secoli, non è il corpo di una persona, ma è un oggetto sessuale alla portata di tutti. Uomini, che hanno il diritto di toccarlo o guardarlo solo perché scoperto.

Stando al dizionario, il coraggio è una forza d’animo connaturata che permette di affrontare, dominare, subire situazioni scabrose, difficili, avvilenti. Bè, secondo me, sono state le ragazze coraggiose, ad andare oltre le regole ferree che il patriarcato impone a loro solo perché donne.

Mettere un top sportivo in palestra è il contesto giusto per farlo. Non metterlo perché se no si viene guardate dagli uomini è il risultato di un’educazione che insegna la paura, la mancanza di rispetto verso se stessi e l’altro genere. I Millennials e la Generazione Z vogliono cambiare le cose. Per tutti i ragazzi e gli uomini che sono stanchi di essere rappresentati come i “morti di fame” che appena vedono una ragazza in top sportivo o in minigonna pensano che sia per loro: fate capire alle vittime del patriarcato che non siete così retrogradi, che avete il rispetto per gli altri e per voi stessi, e che la cosa che vi eccita di più è il consenso.

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Se sei della fazione dell’insegnante, queste parole ti hanno fatto riflettere? Hai visto il modo in cui il patriarcato ti controlla?
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