Paola Russo Come hai detto che ti chiami? Words edizioni, novità in libreria

Novità in libreria: Come hai detto che ti chiami? di Paola Russo

Dopo il grande successo di "Che nessuno s'innamori", Paola Russo torna con una nuova commedia romantica: "Come hai detto che ti chiami?"

Buongiorno iCrewer! Come va la tua settimana? Per rallegrare il tuo mercoledì, giungo a portarti la notizia della pubblicazione di un nuovo libro di Paola Russo, pubblicato proprio oggi con Words edizioni: Come hai detto che ti chiami?.

Dopo il grande successo della prima opera pubblicata con questa casa editrice, Che nessuno s’innamori, Paola Russo torna con un nuovo romanzo, che sembra proprio interessante. Come hai detto che ti chiami? è una commedia romantica, che ha tutta l’aria di avere le carte in regola per farci divertire davvero tanto. Prosa e protagonista paiono proprio ironiche.

Curiosa di leggere la trama? Eccola!

La trama di Come hai detto che ti chiami?

Un nerd e la sua sexy vicina di casa.

Un incidente di percorso che nessuno dei due si sarebbe mai aspettato.

Bella, ma stronza.

Se a un campione random di persone venisse chiesto di descrivere Santana, con tutta probabilità
sarebbe questo l’unanime giudizio. Editor e ghostwriter per professione, con una vita sessuale
altalenante nel tempo libero, Santana non ha di certo nulla a che vedere con Michael. Anzi, Luke. Forse Ryan. No, ecco… Brian!

Insomma, col vicino nerd di undici anni più giovane, appassionato di D&D e Star Wars e, all’occorrenza, hacker, scassinatore e moonwalker professionista. Eppure, complici una notte ad alto tasso alcolico, una delusione d’amore e un tappeto che ha decisamente visto troppo, Santana e Brian si ritroveranno a condividere più di quanto avrebbero voluto.

E ora qualche estratto dall’opera di Paola Russo!

Come hai detto che ti chiami? Paola russo Words edizioni«Che simpatica che sei. Perdonami, come hai detto che ti chiami?»Non l’ho detto, cerbiatto nano, pensò, carica di odio. «Mi chiamo Santana.»

«Santana?»

«Sì, Santana.»

«Davvero?»

«Davvero.»

«Ma che nome…»

«…del cazzo» completò Santana.

«No, no» ribatté Lily agitando le mani per negare con forza. «Volevo dire interessante… originale.»

«Secondo me, invece» ribatté Santana, «è proprio un nome del cazzo. Ma tant’è.»

 

Quando sentì suonare il campanello di casa, Brian si staccò dalla tastiera del computer, domandandosi chi potesse mai essere a quell’ora. Quando fu Santana a comparirgli davanti agli occhi, sul suo viso si allargò all’istante un sorriso ebete.

Vestita di tutto punto, truccata e con i tacchi alti, era ancora più bella del solito. Non fece in tempo a dire una parola, che lei lo anticipò con una domanda secca e inaspettata:

«Hai alcolici in casa?»

Preso alla sprovvista, balbettò: «S-sì. Ho delle lattine di birra e una bottiglia di vodka aperta da poco.»

«Cibo spazzatura?»

Il ragazzo la guardò disorientato.

«Cibi industriali dallo scarso valore nutrizionale, pieni di sale o zuccheri in quantità notoriamente nociva
per la salute» spiegò lei ulteriormente. Vedendolo ancora smarrito, gli schioccò le dita davanti alla
faccia. «Ryan, sto parlando di patatine, snack e dolci vari.»

«Sì, certo» si ridestò il ragazzo. «Quelli ci sono sempre nella mia dispensa.»

«Bene» commentò lei, senza scomporsi. «Tu, alcol e cibo spazzatura. A casa mia. Tra venti minuti» ordinò.

 

Santana gli salì a cavalcioni sullo stomaco, affondandogli un dito nel petto. «Non azzardarti a morire sul mio tappeto.»

Brian sorrise, con una smorfia che era un misto di dolore e divertimento.

«Non mi permetterei mai.»

«Bravo.» E gli assestò un buffetto su una guancia. Da lì la sua attenzione si spostò sulla bocca ancora sorridente del ragazzo e con un dito provò ad abbassargli quella parte di labbro inferiore che gli impediva di sorridere completamente.

«È colpa di alcuni nervi morti» spiegò lui. «Sono nato così.» Santana osservò quell’imperfezione con curiosità. Con lo stesso dito prese a percorrere le labbra dischiuse di Brian, sfiorandole con un tocco leggero.

«Mi piace il tuo sorriso» ammise senza interrompere l’esplorazione. «Ha un che di… sexy.» Posò poi il dorso della mano sulla guancia coperta dall’accenno di barba e l’accarezzò fino ad arrivare al mento, da cui poi risalì per incontrare di nuovo le labbra col pollice.

«Ma lo sai, Ryan detto Brian…»

«Brian detto Ryan» la corresse.

Santana lo ammonì con uno schiaffetto sulla guancia. «Non mi contraddire.»

«Nossignora» rise lui.

«Bravo» commentò lei compiaciuta. «Dicevo. Ma lo sai, Brian detto Ryan, che sei proprio carino?»

 

Insomma, la storia che Paola Russo ci presenta oggi sembra proprio interessante e divertente, non trovi?

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Hai già letto l'altro romanzo di Paola Russo? Darai una possibilità a "Come hai detto che ti chiami?"

Cristina Speggiorin
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