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Ci lascia Chichita, vedova di Italo Calvino

Muore Chichita Calvino

Scompare a  93 anni, nella sua casa di Campo Marzio, nel cuore di Roma, Esther Judith Singer in arte Chichita, ma soprattutto la fedele moglie di Italo Calvino. A dare la notizia è la casa Editrice Einaudi con la quale la vedova del famoso scrittore toscano, ha continuato a collaborare fino agli ultimi anni. Nata a Buenos Aires nel ‘25 da una famiglia molto colta dell’alta borghesia, Chichita cresce  con forti attitudini all’approfondimento culturale e non è difficile per lei maturare da giovanissima esperienze nel campo dell’arte e della letteratura, raggiungendo negli anni 50, importanti obiettivi come traduttrice freelance a Vienna e a Parigi, poi interprete per le Nazione Unite ed altre organizzazioni internazionali.  Ed è in uno dei suoi passaggi professionali in Europa che la traduttrice argentina conoscerà lo scrittore italiano; nel ‘62, infatti, si ritrovano entrambi a Parigi in un incontro editoriale organizzato da un amica e da quel momento non si lasceranno mai più, si sposeranno all’Avana nel ’64.

Mario Barenghi, scrittore ma soprattutto curatore dei libri e dei saggi di Calvino, ricorda Chichita come una miniera di aneddoti dalla forte personalità avvincente e dalle grandi capacità narrative e comunicative. E’ solito ricordare come, nei grandi pranzi di gala a Parigi o a Roma, si scegliesse di collocarla vicino ad ospiti “difficili” perché sapeva parlare con tutti di tutto, al contrario del marito che, invece, non apriva bocca.

La morte di Calvino, sopraggiunta, improvvisamente nell’85, oltre al profondo dolore, consegna in eredità a Chichita e a sua figlia Giovanna, un patrimonio culturale vastissimo che, nonostante le sollecitazioni editoriali, per mantenere intatte le volontà letterarie del marito e per suo volere, non saranno mai divulgate. Un’eredità importante che la vedova del grande saggista toscano, invece, non smette mai di rievocare durante il resto della sua vita, al di là del tempo e dello spazio, per lei  troppo importante per non essere conosciuta poichè, come più volte ebbe a ripetere: “solo attraverso le parole si può far rivivere il passato, l’importante è saperlo raccontare.”

Chichita Calvino è anche ricordata come “l’imprendibile, la perfezionista, l’anticonvenzionale che sfida qualsiasi sfruttamento letterario, colei che non si piega alle regole”, scrive Francesca Serra, nel suo splendido passaggio riguardante l’elegante signora argentina, “è un’opera d’arte vivente che non puoi portare via impacchettata, puoi solo sederti accanto a lei e cominciare ad  ascoltarla.” Poi, puoi raccogliere le tue cose e uscire alla sera. “Beati e disperati di non aver preso carta e penna e di aver perso tutto, di aver sprecato qualcosa di troppo bello….di aver tradito la Storia”.

Sembra quasi di vederla, seduta sul sofà, le gambe accavallate e circondata dal fumo della sua Galoises …

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