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2021

Caro 2021 ti scrivo (Poesia e vita, vita è poesia)

Una lettera dedicata al nuovo anno che debutta oggi, con la speranza che sia migliore del precedente

Caro 2021 ti scrivo… Quasi d’obbligo oggi cominciare la nostra rubrica con una lettera al nuovo anno. D’obbligo e probabilmente anche scontato visto che è il 1° gennaio. Chissà quante ipotetiche lettere avrai ricevuto, caro il mio anno nuovo e quanti in questo giorno avranno, se non scritto, rivolto un pensiero a te che ancora in fasce, ti accingi a contare i tuoi 365 giorni, scorrendo e archiviando un altro calendario.

Per non parlare dei poeti, quelli sanno come trovare ed incastonare parole su ogni cosa e figurati se non lo hanno già fatto su di te, caro il mio 2021. Ai poeti in verità, gli anni scorrono in modo diverso. Loro spesso non li contano, sanno che sono relativi. 2021, 2921 o 3021, sono solo numeri: è l’avanzare del tempo e con esso la vita che lentamente ma inesorabilmente, si trasforma e passa ad essere importante.

Il tempo passa/ mentre tiro calci a un barattolo vuoto/ mentre le stagioni archiviano i calendari/ mentre fiori e farfalle/ colorano il Mondo/ mentre la Morte/ fa gli straordinari./ […]

Lo vedo allo specchio/che passa./ Lo vedo e lo rivedo./ Il suo pulsare/ è un lamento straziante./

È il cigolio del tempo/che passa, passa, passa/ e non finisce mai.

Così,  per esempio, racconta Paolo Carbonaio nei versi letti sopra, tratti dal brano Il tempo: implacabile, inesorabile, impietoso ed eterno.

L’essere umano vivendo questa porzione tempo che sembra eterno ma non lo è, ha imparato a contare gli anni partendo da quello spartiacque che fu la nascita delle nascite: da allora 2021 anni sono passati sulle fragili schiene degli uomini e il tempo continua a regnare indisturbato su tutto.

Orazio

Lo aveva ben capito, nel lontanissimo 65 avanti Cristo, il poeta latino Orazio quando con Carpe diem invitava a cogliere l’attimo, consiglio valido per ogni tempo.

Non illuderti d’esser immortale,/ t’ammoniscono/ gli anni e i giorni che passano in un attimo./ Mitiga il vento il gelo a primavera e questa/ la estingue  l’estate che fugge,/ poi, quando l’autunno avrà dato i suoi frutti e le biade,/ torna l’inverno senza vita./ Ma rapida la luna ripara i danni del cielo:/ noi quando cadiamo nel buio/ […] non siamo che polvere e ombra./

Caro 2021, ti scrivo e spero…

Oggi, è il tuo primo giorno caro 2021 e dal momento che nessuno può sapere come sarai e cosa ci rechi, tutti riponiamo in te le speranze più belle. È vero, lo facciamo ad ogni nuovo anno, ma non toglierci e aggiungo ti prego, la speranza che sarai migliore. Dove andiamo se ci togli la speranza?

Lo sai vero che stai raccogliendo un’eredità alquanto pesante? Il tuo predecessore, il 2020, non è stato clemente con la razza umana. Te lo ha detto, passandoti le consegne che ti lascia una bella gatta da pelare con un nome che non si sentiva più da diverso tempo? Pandemia. Qualcosa che ci sembrava appartenesse soltanto ai secoli passati.

Noi, che credevamo la scienza capace di sconfiggere in breve tempo ogni nemico piccolo e grande, abbiamo fatto i conti e ancora li facciamo, per un intero anno con un nemico invisibile ed insidioso che ha rivoltato tutte le nostre abitudini. E ci siamo necessariamente adattati, però  ti assicuro caro 2021, che il pensiero di Fabrizio Caramagna, riguardo a tuo fratello 2020, è di tutti noi, nessuno escluso:

Certi anni andrebbero accorciati. Gennaio. Dicembre. E il niente in mezzo./ Per lasciarseli alle spalle il più velocemente possibile.

Ora ciò che mi preme raccomandati, caro 2021, è di fare in modo che nessuno ti dedichi mai pensieri di questo genere. Tu, per favore, comportati bene e non farti venire idee strane. Lo so cosa stai pensando. E ti dico che è vero, hai ragione: gli anni difficili, controversi, stimolano il cambiamento, la maturazione. Ti costringono a trovare soluzioni nuove e forse non tutti i mali vengono per nuocere.

Si impara dalle difficoltà: si impara ad essere migliori, più  forti e consapevoli; si impara più dal dolore che dalla gioia; si impara nelle privazioni ad apprezzare ciò che si ha e a ringraziare Dio per ciò che si degna di concedere; si impara la fragilità di un’esistenza appesa al soffio di un respiro; si impara quanto è importante poter stringere una mano, donare un sorriso a volto scoperto e un abbraccio caloroso, senza schermi di plastica.

Tutto questo e molto altro abbiamo imparato, caro 2021, nell’anno appena trascorso, un 2020 doloroso che l’umanità non dimenticherà facilmente. E per questo ti chiedo di non fare scherzi. Comportati come si deve, in te stiamo riponendo molte speranze. Non ci deludere. Adesso meritiamo un po’ di tregua, non credi?

2021

Dedicato al 2021

Per quello che verrà dopo./ Per quello che faremo insieme./ Per quello che avrai solo rimandato, spostato./ Per quello che costruirai./ Per il sole che continuerà a regalarci tramonti e albe tutte nuove./ Per tutto quello che questa esperienza, a tratti catastrofica, a tratti surreale ci lascerà dentro./ Per i segni che resteranno indelebili nel cuore./

Per il ricordo di chi purtroppo non è riuscito a farcela./ Per il rispetto che meritiamo tutti quanti./ Per il non aver potuto prevedere nulla./ Per il non essere stati in grado di gestire tutto e bene nei tempi giusti./ Per gli errori che purtroppo abbiamo commesso ma possiamo rimediare, basta metterci il cuore ed il senno./ Per tutto questo./ Per tutto il resto. Resisti./

È questo che avevo nel cuore di dirti, caro 2021 e curiosando in rete, ho visto che un certo/a Gin, lo aveva già espresso. In maniera semplice, discorsiva, senza tante metafore o infiocchettamenti: un brano che non è poesia nella forma ma lo è nell’essenza. Lo dedico a te 2021, lo dedico a tutti noi. Spero di sapere, prima o poi, chi c’è dietro questo nomignolo Gin: probabilmente non lo sa ma a mio avviso, ha interpretato il pensiero di tutti.

Alla fine di questa improbabile lettera, consentimi caro 2021, di usare ancora la poesia per un augurio che ritengo sia il migliore che posso fare. Uso le parole di una Santa, Madre Teresa di Calcutta che magari non conosceva la metrica e le regole poetiche ma non importa: i suoi auguri a base speranza e amore valgono tutte le metriche e le regole del mondo.

Cosa posso dirvi per aiutarvi/ a vivere meglio in quest’anno?/ Sorridetevi/ gli uni gli altri;/ sorridete a vostra moglie/ a vostro marito/ ai vostri figli/ alle persone con le quali lavorate/ a chi vi comanda;/ sorridetevi a vicenda; questo vi aiuterà a crescere/ nell’amore/ perché il sorriso è il frutto/ dell’amore.

Ancora benvenuto con tanti sorrisi, caro 2021!

 

 

 

 

 

 

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