Antologia della poesia giapponese, poesia e vita

Antologia della poesia giapponese, dal 2 dicembre in libreria

In libreria dal prossimo 2 dicembre, il primo volume di un interessante progetto letterario: l'Antologia della poesia giapponese

Fra le prossime pubblicazioni del mese di dicembre, relative alla poesia, una dal sapore esotico ha attirato in particolare la mia attenzione: Antologia della poesia giapponese. Dai canti antichi allo splendore della poesia di Corte, un corposo volume di 480 pagine curato da Edoardo Gerlini per Marsilio Editore, il libreria dal prossimo 2 dicembre 2021.

Sarà perchè la terra e la cultura del Paese del Sol Levante emanano ed esercitano su di me un fascino particolare, sarà perchè i versi Haiku mi hanno da sempre appassionata con la loro essenziale poetica fatta di pochi e stringati versi densi di profondo significato, ma scorrendo le pagine sulle prossime pubblicazioni di poesia, la nuova antologia dedicata alla poesia giapponese ha catalizzato totalmente la mia attenzione…

Per questo motivo ti segnalo, l’Antologia della poesia giapponese caro iCrewer, chissà magari anche tu sei interessato alla poetica dagli occhi a mandorla…

Da un punto di vista strettamente metrico lo Haiku, di stretta matrice giapponese, è una brevissima poesia, solo tre versi, che segue uno schema 5-7-5 (primo verso 5 sillabe, secondo verso 7 sillabe, terzo verso 5 sillabe) rigidamente costruito. La sua origine pare derivi dal Renga, una specie di gara o gioco poetico nel quale i partecipanti, stabilito un primo verso come tema, aggiungevano altri versi di 14 o 21 sillabe che, composti indipendentemente o associati a catena, dovevano riprendere il primo della composizione precedente mentre l’ultimo doveva essere l’anticipo del successivo.

Roba che adesso fa venire il mal di testa al solo pensiero ma che ai poeti giapponesi di allora veniva spontanea, suppongo. I temi in un primo tempo furono satirici, comici o burleschi, in seguito diventarono amorosi e lirici… Questo piccolo assaggio serve soltanto a far capolino nel complesso mondo della poesia giapponese antica, argomento che l’Antologia della poesia giapponese, curata da Edoardo Gerlini, approfondisce in maniera totale e particolareggiata.

Fin dai primi contatti con l’Occidente la poesia giapponese non ha smesso di colpire l’immaginazione degli europei per via delle sue peculiari caratteristiche come la brevità dei componimenti, il costante riferimento agli elementi naturali, la particolare importanza data alla calligrafia, la sostanziale assenza di rima compensata dalla scelta di strutture ritmiche e prosodiche estremamente durature: caratteristiche queste spesso fraintese o deformate da una visione tipicamente orientalista ed eurocentrica di stampo novecentesco.

Antologia della poesia giapponese, poesia e vita

Antologia della poesia giapponese, primo volume

L’Antologia della poesia giapponese è un progetto editoriale inedito che Marsilio Editore si propone di articolare in tre volumi che vedranno luce a partire dal 2 dicembre data in cui è prevista la pubblicazione del primo che tratterà il periodo antico, dagli albori al 1185; il secondo che sarà pubblicato in seguito, tratterà il periodo medievale che arriva fino al 1868.

Il terzo volume infine, illustrerà il periodo moderno che arriva fino alla fine del secolo scorso. Un’antologia quindi che si prefigge come obbiettivo la conoscenza di un mondo poetico antico e nuovo, nel dipanarsi di ben diciotto secoli di storia letteraria e poetica, in un Paese totalmente diverso, per cultura e per pensiero, da quello occidentale.

Il primo volume dell’Antologia, Dai canti antichi allo splendore della poesia di corte (VIII-XII secolo), raccoglie più di trecento componimenti scaturiti dal pennello di circa un centinaio tra i più rappresentativi poeti dei periodi Nara (710-794) e Heian (794-1185). Le venti sezioni che compongono il volume corrispondono alle più importanti raccolte e antologie compilate nei primi secoli della storia della letteratura giapponese, come il Man’yoshu, il Kokinshu, il Kaifuso, ma anche opere mai tradotte in italiano come il Kudai waka o lo Honcho monzui.

Canti religiosi, struggenti poesie d’amore, elaborati giochi di parole e artifici retorici che diventeranno modello imprescindibile per tutta la successiva storia letteraria dell’arcipelago. Un’attenzione particolare è stata inoltre dedicata alla poesia in cinese composta da giapponesi, che rappresenta l’altra faccia di questa tradizione poetica, spesso sconosciuta al lettore europeo.

Le premesse sono interessanti e ci sono tutti i tasselli per scoprire un universo poetico, quello giapponese, che oltre ad essere poco conosciuto nasconde piccoli tesori di alta poesia che aspettano soltanto di essere scoperti.

 

 

 

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La storia giapponese è stata descritta più volte come un succedersi di periodi in cui il paese si abbevera con foga giovanile alle sorgenti straniere, seguiti da altri in cui invece si ripiega su se stesso per digerire ed elaborare. -Fosco Maraini-

Pina Sutera
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