Altaforte e il Salone del Libro, quando un libro diventa un caso e mette in crisi alcune nostre certezze.

Ciao, oggi mi appresto ad affrontare un argomento spinoso, non lo affronterò nella sua totale complessità perché non è il mio obiettivo, ma mi concentrerò su due cose: una particolare citazione e sua sensatezza e i libri e la nostra concezione di essi.

Ma prima un breve ripasso…

La prima dichiarazione

Vertici del Salone complici se non cacciano i fascisti

Halina Birenbaum (sopravvissuta campi di concentramento)

Comune e Regione hanno scritto in una nota congiunta

è necessario tutelare il Salone del Libro, la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone

Repubblica scrive che la richiesta è arrivata

dopo una lunga giornata di trattative fra gli organizzatori, il prefetto e il questore [perché] alla luce della situazione che si è venuta a creare, che rende impossibile lo svolgimento della prevista lezione agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, e alla forti criticità e preoccupazioni espresse dagli espositori in relazione alla presenza e al posizionamento dello stand di Altaforte

Queste una serie di dichiarazioni che sono state fatte e di cui abbiamo discusso più o meno tutti fino a circa una settimana fa. Come si è conclusa la vicenda lo sappiamo, la casa editrice Altaforte è stata estromessa dal Salone Internazionale del Libro di Torino. Goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbero state le parole di Polacchi Francesco, editore di Altaforte, che alla trasmissione radiofonica “La zanzara” avrebbe affermato con decisa fierezza di essere fascista.

Per poi dichiarare che l’esclusione del libro “Io sono Matteo Salvini” di Chiara Giannini ed edito da Altaforte.

Devo dire che è un attacco a salvini, è un attacco ad altaforte e al libero pensiero

Proprio questa dichiarazione analizzerò, per quanto riguarda il mito di cui siamo spesso convinti dovrai attendere un po’.

Perché secondo me non ha senso…

devo dire che è un attacco a salvini

Lo è davvero?

Non direi, Salvini non viene mai citato, se facciamo eccezione per i comunicati della stessa Altaforte. Tutta la questione non verteva su di un singolo libro, ma sulla linea editoriale seguita. Il problema risiedeva nel catalogo e nelle idee che una simile proposta porta con sé.

Questo tienilo a mente perché dopo ci ritorniamo.

è un attacco ad altaforte e al libero pensiero

Se valutiamo che è stata esclusa per quel che è, questo è un chiaro attacco ad Altaforte e a ciò che rappresenta. Giusto o meno che sia lo è. Quindi sono d’accordo con lui sulla prima parte, ma la seconda?

Davvero è un attacco al libero pensiero?

Lasciando perdere la mancanza di solidità del concetto “Libero pensiero” detta da chi sostiene idee che di liberale non hanno nulla. No, non è un attacco al libero pensiero, non è stato censurato il libro, semplicemente l’organizzazione del Salone Internazionale del Libro di Torino, ha deciso che Altaforte non era in linea con l’evento in sé. Cosa che condivido e che trovo abbastanza ovvia, infatti il Salone ha invitato Halina Birenbaum, mentre Altaforte ha dovuto pagare per esserci. Questo è di per sé un forte segnale delle idee che vuole trasmettere, che sono in contrasto con quelle che di Altaforte e Polacchi Francesco.

Insomma, ma di cosa ti stupisci?

Il mito di cui siamo spesso convinti

Qua torno a parlare del nostro rapporto con i libri (se ti interessa puoi recuperarti un mio vecchio articolo al riguardo “Mc Donald la futura più grande libreria d’Italia e la sacralità del libro”).

“Il fascismo si batte con la cultura”

Quante volte l’abbiamo sentita facendo un lento cenno della testa in segno d’assenso? Peccato che poi arriva il guastafeste che ti dice “E D’Annunzio?”

Siamo davvero sicuri che tutta la cultura vada bene? Io non credo.

Altaforte ha una sua linea e produce una certa cultura. Ho usato produce apposta, se vai sul loro sito noterai come la sua identità editoriale sia molto ben definita. Questo fa si che un ipotetico lettore che si rifornisse solo da loro verrebbe incanalato nel loro tipo di pensiero, perché qualsiasi cosa legga sarebbe sempre in linea con il pensiero fascista. Quindi questa persona probabilmente diverrebbe lei stessa fascista, visto che tutta la sua cultura lo spinge in quella direzione.

Potremmo dire che anche se la cultura è una buon’arma contro il fascismo, essa può essere anche la sua più strenua difesa.

Quindi la cultura non serve?

Ovvio che serve, ma bisogna ricordarsi che è solo uno strumento e non ne esiste solo una. Quindi come esiste la cultura della tolleranza e del dialogo, esiste pure quella dell’intolleranza e della violenza.

E indovina un po’, vi sono libri ed intellettuali da entrambe le parti. Se stai leggendo sicuramente hai un rapporto particolare con i libri e probabilmente pensi di loro solo del bene, ma essi sono oggetti molto potenti ma rimangono tali, quello che li farà agire nel bene o nel male sarà la mano di chi li scrive e l’occhio di chi legge.

Ed ecco il mito di cui siamo, o almeno io lo sono stato per molto, convinti: la cultura va sempre bene e i libri sono buoni (no, non vale non considerare alcuni libri come tali). Essi hanno il grande potere di traghettarci su terre lontane o farci vedere la nostra realtà in maniera diversa, ma in che terre ci portino, come ci facciano vedere le cose o come noi cambieremo dopo queste esperienze, non c’è garanzia ne regola.

Per quanto riguarda: come noi cambieremo dopo queste esperienze; magari ne parlerò un’altra volta, perché a volte il problema non sta nel libro, ma nei nostri personali filtri attraverso i quali viviamo il mondo.

 

 

 

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