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Alice Urciuolo

Sogni di carta: Alice Urciuolo, intervista con l’autrice di Adorazione

Alice Urciuolo intervista a Lecce con l'autrice finalista al Premio Strega 2021

L’occasione di intervistare Alice Urciuolo l’h0 avuta partecipando ad un festival letterario qui a Lecce e devo dire che è stata una piacevolissima sorpresa.

Alice Urciuolo

Alice, oltre che bella e brava, risplende di una positività tutta personale, una qualità che, in tempi non sospetti, l’ha spinta a percorrere strade nuove ma estremamente costruttive e gratificanti come quella della sceneggiatura.

La luce dei suoi occhi tradisce una tenacia e una forza di volontà come pochi, e non è un caso che  Adorazione, il suo primo romanzo, edito da 66thand2nd  sia stato già inserito quest’anno, tra i finalisti del Premio Strega. Insomma, che Alice sia di una spiccata personalità e abbia sempre avuto le idee chiare è un dato di fatto!

Alice Urciuolo In compagnia della finalista al Premio Strega 2021

Ti ho ascoltata durante la serata, mi hanno colpito in merito alla preparazione alla bellissima esperienza della scrittura, nel tuo caso cosa ti ha spinto a scrivere il libro?

Ci sono dei motivi di cui neanche io sono cosciente e scrivere questo libro è servito in parte, a svelarmi questi motivi, in parte credo che rimangano un mistero per me.

Sicuramente mi hanno attirato i temi delle dinamiche del potere tra gli gli uomini e le donne e l’elaborazione di una eredità di tipo culturale di stampo patriarcale e anche fascista con cui si ritrova a fare i conti questa piccola cittadina in cui è ambientato il romanzo che è il simbolo di una società più grande. 

Sono certamente queste alcune delle cose sulle quali io mi stavo molto interrogando nella vita e per fortuna sono anche dei temi che sono entrati a far parte del dibattito culturale più ampio. Credo che io abbia scritto questo romanzo proprio perché stavo interrogandomi su queste cose.

Tu sei una sceneggiatrice, lo fai come professione, alla base quindi  tanta passione nel raccontare qualcosa. Quanto di te c’è nel romanzo come professionista di un linguaggio scritto per il mondo cinematografico?

Alice Urciuolo

Nel mio modo di scrivere è inevitabilmente entrato il linguaggio cinematografico, ho molto bisogno di vedere le cose prima di scriverle. Sento la necessità di immaginarle, di vedere i personaggi che si muovono nello spazio, anche solo se parlano o pensano nello spazio.

C’è da dire che aver lavorato molto come sceneggiatrice mi ha dato gli strumenti che sono la base nell’esercitazione di costruzione di trame e anche il fatto di essermi molto esercitata nella scrittura di dialoghi.

Questi strumenti mi sono serviti per scrivere con più facilità questa storia ma è vero anche che la scrittura letteraria non è solo fatta da questi due elementi, anzi, è possibile scrivere opere letterarie di grande valore che non contengano dialoghi o una trama.

Il fatto che all’interno di un testo letterario ci siano tanti altri elementi come lo stile, il linguaggio, ha fatto si che io abbia dovuto trovare una strada nuova, ragionare in modo diverso rispetto alle situazioni sulle quali mi ero interrogata o esercitata di meno.

Parto dal titolo del libro, Adorazione, (66thand2nd ) tu, all’inizio hai detto che al di là del significato, nella realtà c’è sempre un adorato e chi adora. C’è qualcosa di te nel libro? chi è Alice in questo momento, l’adorata o chi adora? 

Si c’è assolutamente qualcosa di me, tuttavia penso che il punto di questo romanzo si applichi non solo a me ma a tutte le persone. In qualche modo, ci ritroviamo a ricoprire entrambi i ruoli anche nello stesso tempo e magari nei confronti di persone diverse.

L’adorazione è un sentimento che nel mio romanzo non si declina solo all’interno delle relazioni romantiche ma anche nel rapporto tra i genitori e i figli o tra fratelli e sorelle, come dire sono dei ruoli che nella vita poi ci ritroviamo a ricoprire in modi, dinamiche e relazioni diverse.

Alice Urciuolo, “l’importante è mettersi sempre in discussione”

Alice Urciuolo Adorazione

Questo è il tuo primo romanzo, oltre alle sceneggiature, cosa consiglieresti a chi vorrebbe accostarsi alla scrittura?

Si è parlato di modelli, struttura e architettura della scrittura, non è sempre facile così come non è scontato che frequentare una scuola possa dare l’input giusto. Cosa ne pensi?

I consigli sono sempre molto banali.  Lo sappiamo, bisogna leggere, scrivere io consiglio comunque di frequentare delle scuole di scrittura anche se ovviamente non è obbligatorio ne garantisce qualche tipo di esito, non c’è una formula precisa.

 L’unica cosa che mi sento di suggerire è di continuare a mettersi sempre in discussione, essere molto aperti a critiche costruttive, essere molto curiosi e continuare, essere disciplinati e non desistere mai, perché se si è guidati fortemente dalla propria passione e da una volontà di fare qualcosa che abbia un senso, probabilmente da qualche parte si esce, da qualche parte si arriva.

E tu ci sei riuscita! Brava Alice continua così e mi raccomando continua a scrivere! 

Ti ringrazio, assolutamente, lo farò!

Ho pensato che fosse doveroso lasciare Alice libera di gustare la cena salentina e con il mio solito savoir-faire, oltre che ringraziarla per la disponibilità, le ho chiesto gentilmente di personalizzare una copia del suo romanzo. Tra un richiamo ed un altro degli ospiti ci siamo salutate con la promessa di ritornare a Lecce quanto prima, spero davvero che la mantenga. Alice Urciuolo, oltre che una scrittrice interessante è davvero una bella persona!

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Alice Urciuolo nella sua intervista ha espresso un pensiero fondamentale:, per arrivare, qualunque sa l’obiettivo,è importante essere curiosi della realtà , mettersi in discussione e avere una grande volontà, io la penso come lei e tu?
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