Festivaletteratura 2026 torna a Mantova dal 9 al 13 settembre e per il suo trentesimo compleanno mette insieme più di 300 autrici e autori provenienti da tutto il mondo. Cinque giornate in cui narrativa, saggistica, storia, scienza, giornalismo, teatro e musica tornano a occupare piazze, palazzi e cortili della città. Il programma è così ampio che scegliere diventa inevitabile: meglio quindi individuare in anticipo gli appuntamenti davvero irrinunciabili.
Il trentennale porta a Mantova nomi come Niccolò Ammaniti, Alessandro Barbero, Tim Berners-Lee, Emmanuel Carrère, Amitav Ghosh, Siri Hustvedt, Lorrie Moore, Daniel Pennac, Irvine Welsh e Douglas Stuart. Accanto ai grandi ospiti internazionali trovano spazio riflessioni su identità, disuguaglianze, tecnologia, memoria, conflitti e sul significato stesso di avere trent’anni oggi. Una prima panoramica organizzativa è già disponibile nella nostra guida a Festivaletteratura 2026.
Festivaletteratura 2026 festeggia trent’anni a Mantova
L’edizione numero trenta non è costruita soltanto come celebrazione del passato. Il Festival utilizza l’anniversario per interrogare il presente e per riprendere quella formula di «divertimento culturale» con cui si presentava già nel 1997. Tra i fili conduttori ci sono l’essere stranieri nel mondo, le nuove questioni di classe, la tecnologia, le forme contemporanee dell’odio e il rapporto tra memoria e identità. Ippolito Nievo e H.P. Lovecraft diventano inoltre due riferimenti letterari trasversali del programma. ([Festivaletteratura][1])
Il risultato è un calendario che mescola incontri tradizionali, reading, spettacoli, progetti partecipativi e appuntamenti gratuiti. Per consultare orari ed eventuali modifiche conviene fare riferimento al programma ufficiale di Festivaletteratura 2026, perché in cinque giorni sovrapposizioni e cambi di sede possono fare la differenza nella costruzione del proprio itinerario.
9 e 10 settembre: Daniel Pennac e Alessandro Barbero
Tra gli appuntamenti che caratterizzano subito l’edizione c’è quello con Daniel Pennac. Mercoledì 9 settembre alle 21:30, in Piazza Castello, lo scrittore francese sarà protagonista di Un lupo in paradiso: benvenuti a Stranalandia, reading teatrale tratto dall’universo creato da Stefano Benni e Pirro Cuniberti. Pennac sarà in scena insieme a Gigio Alberti e Pako Ioffredo, in un omaggio che mette in comunicazione due autori legati da una lunga affinità letteraria.
Giovedì 10 settembre, invece, uno degli incontri destinati ad attirare maggiore pubblico è Va’ e ripara la mia Chiesa. Alle 18:45 in Piazza Castello, Alessandro Barbero torna sulla figura di san Francesco, protagonista della sua biografia pubblicata nel 2025. Il Festival presenta il santo mettendo in evidenza soprattutto la dimensione inquieta, carismatica e difficilmente addomesticabile della sua vicenda umana e spirituale. Per chi segue Barbero nella sua attività di storico e divulgatore, è uno degli appuntamenti più immediatamente riconoscibili del programma.
11 settembre: Ammaniti, Pitzorno e Amitav Ghosh
Venerdì 11 settembre concentra diversi incontri interessanti. Alle 18:30 Palazzo Te ospita Amitav Ghosh con Barbara Furlotti e Guido Rebecchini per La natura nostra contemporanea, dialogo inserito nel percorso idee naturali e dedicato al rapporto tra essere umano, ambiente e modi diversi di pensare la natura. Ghosh tornerà poi sabato 12 alle 19:00 in Piazza Castello per La lunga scia del colonialismo, questa volta in dialogo con Matteo De Giuli.
Alle 19:30 di venerdì, in Piazza Castello, Maria Attanasio e Bianca Pitzorno incontrano Melania G. Mazzucco in Maestre di storie. Pitzorno arriva a Mantova nell’anno in cui La sonnambula è stata finalista al Premio Strega 2026, ma l’incontro promette soprattutto di diventare un confronto sul raccontare, sulla memoria e sulle protagoniste femminili che attraversano le opere delle due scrittrici.
La serata culmina alle 21:30 ancora in Piazza Castello con Niccolò Ammaniti e Gaia Manzini. Un certo senso oscuro parte dalla lunga carriera dello scrittore, dalla narrativa degli esordi fino al più recente Il custode, per attraversare cinema, fantastico, adolescenza e il valore della lettura. È anche un ritorno simbolico: Ammaniti partecipò per la prima volta al Festival nel 2001, l’anno di Io non ho paura.
12 settembre: dal World Wide Web alla narrativa più popolare
Sabato 12 settembre offre probabilmente uno dei programmi più eterogenei. Alle 12:15 in Piazza Castello arriva Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, intervistato da Riccardo Luna in A chi appartiene Internet?. Il punto di partenza è la rete immaginata come spazio aperto e bene comune, per arrivare alla concentrazione del potere nelle grandi piattaforme, all’intelligenza artificiale, ai bot e agli effetti degli algoritmi sulla società. L’incontro sarà in inglese con interpretazione consecutiva in italiano.
Nel pomeriggio Piazza Castello cambia completamente registro. Alle 14:45 Luciana Littizzetto dialoga con Chiara Valerio in Un po’ Queen e un po’ teenager, prendendo spunto anche da Il tempo del la la la, pubblicato nel 2026. Alle 17:00 arriva Felicia Kingsley con Chiara Codecà per L’amour toujours: un appuntamento che porta nel cuore del Festival una delle autrici italiane più popolari della narrativa romantica contemporanea.
Chi preferisce una narrativa più aspra può puntare sulla sera: alle 21:30, a Palazzo San Sebastiano, Douglas Stuart incontra Mario Desiati in Forse Glasgow non voleva bene a me. Lo scrittore scozzese, vincitore del Booker Prize 2020 con Shuggie Bain, arriva a Mantova mentre è atteso per settembre il suo nuovo romanzo John figlio di John.
13 settembre: una domenica tra Welsh, Pelicot, Hustvedt e Carrère
La giornata conclusiva è quella in cui diventa davvero necessario scegliere. Alle 12:15 a Palazzo San Sebastiano Irvine Welsh incontra Carlo Mazza Galanti in Choose Life. L’autore di Trainspotting torna anche ai personaggi che hanno segnato il suo immaginario con Men in Love. Il ritorno di Trainspotting, pubblicato nel 2026. Welsh sarà inoltre protagonista la sera precedente, sabato 12 alle 22:00 in Piazza Alberti, dell’appuntamento gratuito Volume!.
Alle 14:30 in Piazza Castello Gino Cecchettin e Gisèle Pelicot dialogano con Ilenia Caito in La vergogna deve cambiare lato. L’incontro mette a confronto due testimonianze diventate centrali nel dibattito sulla violenza contro le donne e sulla necessità di spostare la responsabilità sociale dalla vittima a chi esercita la violenza. Pelicot ha raccontato la propria esperienza nel memoir Un inno alla vita, pubblicato in Italia nel 2026.
Poco dopo, alle 15:00, la Basilica Palatina di Santa Barbara ospita Lorrie Moore con Claudia Durastanti in Manuali di auto aiuto per cuori ammaccati. Alle 16:30 Siri Hustvedt incontra Gaia Manzini in Piazza Castello per Nelle segrete della memoria, conversazione che attraversa identità, neuroscienze e ricordo fino al recente Storie di fantasmi, memoir dedicato anche alla lunga vita condivisa con Paul Auster. La vicinanza degli orari rende impossibile seguire tutto senza una selezione preventiva.
La chiusura ideale per chi ama la grande letteratura europea contemporanea arriva alle 18:30 in Piazza Castello: Emmanuel Carrère dialoga con Gabriele Romagnoli in Memoir genealogico. Al centro c’è Kolchoz, il libro con cui l’autore francese torna sulle proprie origini familiari materne e intreccia memoria privata e storia. È uno degli incontri internazionali più attesi dell’intero Festival.
Gli incontri da segnare subito in agenda
Se il tempo a disposizione è limitato, una selezione ragionata permette di attraversare quasi tutte le anime del trentennale: narrativa italiana e internazionale, divulgazione storica, tecnologia, questioni sociali e nuove forme di racconto. Questo è un possibile percorso costruito sugli appuntamenti ufficialmente annunciati.
- 9 settembre, ore 21:30: Daniel Pennac, Piazza Castello
- 10 settembre, ore 18:45: Alessandro Barbero, Piazza Castello
- 11 settembre, ore 18:30: Amitav Ghosh, Palazzo Te
- 11 settembre, ore 19:30: Maria Attanasio e Bianca Pitzorno, Piazza Castello
- 11 settembre, ore 21:30: Niccolò Ammaniti, Piazza Castello
- 12 settembre, ore 12:15: Tim Berners-Lee, Piazza Castello
- 12 settembre, ore 17:00: Felicia Kingsley, Piazza Castello
- 12 settembre, ore 21:30: Douglas Stuart, Palazzo San Sebastiano
- 13 settembre, ore 12:15: Irvine Welsh, Palazzo San Sebastiano
- 13 settembre, ore 14:30: Gino Cecchettin e Gisèle Pelicot, Piazza Castello
- 13 settembre, ore 16:30: Siri Hustvedt, Piazza Castello
- 13 settembre, ore 18:30: Emmanuel Carrère, Piazza Castello
Come prepararsi a Festivaletteratura 2026
La regola più utile è non costruire un programma troppo serrato. Gli appuntamenti sono distribuiti in più sedi e alcuni degli incontri più attesi si susseguono a distanza di pochi minuti. È quindi meglio scegliere due o tre priorità per giornata e lasciare spazio a eventi gratuiti, passeggiate e scoperte impreviste. Per biglietti, modalità di acquisto e aggiornamenti conviene controllare sempre la biglietteria ufficiale del Festival poco prima della visita.
Festivaletteratura apre inoltre un settembre particolarmente fitto per chi segue l’editoria. Solo pochi giorni dopo Mantova, dal 16 al 20 settembre, sarà il momento di Pordenonelegge: abbiamo già selezionato 8 libri da leggere prima di Pordenonelegge 2026. Due festival molto diversi, ma abbastanza vicini nel calendario da trasformare settembre in un vero percorso attraverso libri, autori e nuove uscite.
Per Mantova, però, il 2026 ha un significato particolare. Trent’anni dopo la prima edizione, Festivaletteratura continua a puntare sull’incontro diretto tra chi scrive e chi legge, ma usa l’anniversario soprattutto per parlare del presente. Ed è proprio questa combinazione di festa, memoria e domande contemporanee a rendere il programma dal 9 al 13 settembre molto più di una semplice successione di presentazioni.