Geopolitica dell’intelligenza artificiale di Alessandro Aresu torna in libreria il 1 settembre 2026, ma c’è una precisazione importante: non si tratta di un’opera completamente nuova. Feltrinelli pubblicherà infatti una nuova edizione del saggio già apparso nel 2024, questa volta nella collana Universale Economica Saggi Rossi. Un’occasione per recuperare un libro che prova a leggere l’intelligenza artificiale non soltanto come innovazione tecnologica, ma come fenomeno capace di modificare rapporti economici, politici e strategici su scala globale.
Geopolitica dell’intelligenza artificiale, l’uscita del 1 settembre

La scheda ufficiale Feltrinelli della nuova edizione indica come data d’uscita il 1 settembre 2026. Il volume conta 576 pagine, ha ISBN 9788807951176 ed entra nella collana Universale Economica Saggi Rossi. L’editore indica un prezzo di copertina di 16 euro, con il consueto prezzo promozionale di prenotazione mostrato sul proprio store al momento della verifica.
La distinzione rispetto all’edizione precedente è essenziale per orientarsi. Geopolitica dell’intelligenza artificiale era stato pubblicato da Feltrinelli il 22 ottobre 2024 nella collana Scintille, sempre in 576 pagine, con ISBN differente. L’appuntamento di settembre 2026 è quindi il ritorno del saggio in una veste editoriale più economica, non il debutto assoluto del libro.
Di cosa parla il libro di Alessandro Aresu
Il punto di partenza del saggio è una domanda apparentemente semplice: come siamo arrivati alle macchine che oggi definiamo intelligenti e quali conseguenze avrà la loro diffusione? Aresu allarga subito la prospettiva. Il tema non riguarda soltanto chatbot, algoritmi o applicazioni con cui gli utenti interagiscono ogni giorno, perché alle spalle dell’intelligenza artificiale si trova un’enorme infrastruttura di ricerca, potenza di calcolo, capitale, energia, semiconduttori e competenze specialistiche.
Il libro ricostruisce così le radici filosofiche e scientifiche del dibattito sull’AI, affrontando questioni come l’origine dell’intelligenza, ciò che conosciamo del cervello, i limiti del calcolo e il problema dell’allineamento delle macchine ai valori e agli obiettivi umani. Ma è soprattutto quando questi interrogativi incontrano economia e politica internazionale che emerge la dimensione indicata dal titolo: la geopolitica dell’intelligenza artificiale.
Stati Uniti, Cina e la competizione per la tecnologia
Per Aresu lo sviluppo dell’AI non può essere separato dalla competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. La capacità di progettare sistemi sempre più avanzati dipende infatti da risorse materiali e industriali che non sono distribuite uniformemente: chip, infrastrutture di calcolo, investimenti, competenze e catene di fornitura diventano elementi di potere. La corsa all’intelligenza artificiale si inserisce quindi in una rivalità molto più ampia per il controllo delle tecnologie decisive del XXI secolo.
È un approccio coerente con il percorso dell’autore. Nella biografia ufficiale di Alessandro Aresu, Feltrinelli ricorda tra i suoi lavori anche Il dominio del XXI secolo. Cina, Stati Uniti e la guerra invisibile sulla tecnologia, pubblicato nel 2022. Geopolitica dell’intelligenza artificiale prosegue quella riflessione concentrandosi su un settore nel quale competizione industriale, sicurezza nazionale e sviluppo scientifico diventano sempre più difficili da separare.
Da NVIDIA a DeepMind e OpenAI: i protagonisti del saggio
Aresu non costruisce il libro come una semplice esposizione teorica. Una parte importante del racconto passa attraverso persone, aziende e reti di relazioni che hanno contribuito alla crescita dell’intelligenza artificiale contemporanea. Tra i protagonisti indicati dalla stessa presentazione editoriale troviamo Jensen Huang, fondatore di NVIDIA, l’informatico Bill Dally, DeepMind e diversi esponenti legati a OpenAI. Nella nuova presentazione compare inoltre Palantir.
Questo metodo permette di osservare la tecnologia come il risultato di decisioni concrete: investimenti, intuizioni scientifiche, strategie aziendali, disponibilità di semiconduttori e rapporti con i governi. Dietro quella che spesso viene raccontata come una corsa astratta verso modelli sempre più potenti ci sono quindi aziende, scienziati, manager e istituzioni che competono per risorse e capacità tecnologiche.
Perché il saggio resta attuale nel 2026
La scelta di riportare il volume in libreria nel 2026 è significativa proprio perché i nodi affrontati da Aresu non riguardano una singola generazione di strumenti. Il saggio prova a fornire una struttura con cui interpretare un processo più lungo: chi controlla l’infrastruttura necessaria all’AI, chi finanzia la ricerca, quali Stati possono sostenere investimenti di questa scala e in che modo le imprese tecnologiche entrano nella politica internazionale.
Il risultato è una lettura che si rivolge anche a chi vuole andare oltre il dibattito sulle capacità immediate dei sistemi generativi. L’interrogativo centrale diventa quello del potere tecnologico: non soltanto cosa può fare l’intelligenza artificiale, ma chi possiede gli strumenti per svilupparla, indirizzarla e trasformarla in vantaggio economico o strategico.
Cosa sapere prima di leggere Geopolitica dell’intelligenza artificiale
Geopolitica dell’intelligenza artificiale non è dunque un manuale per utilizzare strumenti di AI e nemmeno un’introduzione tecnica alla programmazione. È un saggio che collega storia delle idee, industria tecnologica e relazioni internazionali, cercando di ricostruire le forze che stanno dietro alla trasformazione in corso. Le 576 pagine indicano inoltre un’opera di ampio respiro, pensata per seguire personaggi e sviluppi attraverso numerosi livelli di analisi.
- la nuova edizione è prevista per il 1 settembre 2026 nella collana Universale Economica Saggi Rossi;
- il libro era già stato pubblicato da Feltrinelli nel 2024;
- il volume affronta l’AI attraverso filosofia, scienza, industria e politica internazionale;
- uno dei temi centrali è la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina;
- tra i protagonisti del racconto figurano NVIDIA, DeepMind, OpenAI e altri attori dell’ecosistema tecnologico globale.
Per chi cerca un libro capace di spiegare perché l’intelligenza artificiale sia diventata contemporaneamente una questione tecnologica, economica e geopolitica, il saggio di Aresu offre quindi una prospettiva molto più ampia delle sole applicazioni del momento. L’edizione del settembre 2026 permette soprattutto di recuperare a un prezzo più accessibile un’opera che Feltrinelli aveva pubblicato per la prima volta due anni prima.