Max, Mischa e l’offensiva del Tet arriva in Italia il 21 luglio 2026 per Sellerio. Il romanzo di Johan Harstad, pubblicato per la prima volta in Norvegia nel 2015, è un’opera ampia e stratificata che attraversa decenni, paesi e linguaggi artistici. Al centro ci sono un uomo emigrato negli Stati Uniti, il rapporto con la propria origine e una domanda difficile: è possibile costruire una casa nuova senza smettere di appartenere a quella lasciata?
Non è un romanzo storico tradizionale sulla guerra del Vietnam, nonostante il titolo, ma una storia di formazione, amore, arte e memoria in cui il conflitto continua a produrre conseguenze nelle vite dei personaggi. L’edizione italiana supera le milleduecento pagine e si presenta come una delle uscite internazionali più ambiziose dell’estate.
Max, Mischa e l’offensiva del Tet: edizione italiana

La scheda ufficiale di Sellerio conferma la pubblicazione nella collana Il contesto, numero 182, con la traduzione dal norvegese di Maria Valeria D’Avino e Sara Culeddu. Le schede librarie indicano 1242 pagine, formato brossura, prezzo di copertina di 28 euro e ISBN 9788838949968.
Sono dati che chiariscono subito la natura del progetto: Max, Mischa e l’offensiva del Tet è un romanzo costruito per accompagnare il lettore a lungo, non per essere attraversato in fretta. L’edizione originale uscì con il titolo Max, Mischa & Tetoffensiven e nel tempo è diventata un caso letterario internazionale.
La presentazione realizzata da NORLA per l’edizione norvegese riassume il libro attraverso cinque elementi: amicizia, esilio, amore, guerra e arte. Nel 2018 la traduzione olandese ha ricevuto il Premio europeo per la letteratura, riconoscimento ricordato anche dall’editore italiano.
Di cosa parla il romanzo di Johan Harstad
Max è un regista teatrale che vive e lavora negli Stati Uniti. Da adulto guarda indietro all’estate del 1990, quando, non ancora tredicenne, lascia con la famiglia un sobborgo della costa occidentale norvegese per trasferirsi a Long Island. Il padre ha ottenuto un nuovo lavoro e il ragazzo si ritrova in un paese di cui deve imparare la lingua, i codici e la geografia emotiva.
Intorno a lui, però, la famiglia comincia lentamente a disgregarsi. Nella nuova vita americana Max incontra Mordecai, amico carismatico e compagno di esplorazioni, e attraverso di lui conosce Mischa, canadese, creativa e più grande di sette anni. Il loro rapporto diventa uno degli assi del romanzo, insieme alla presenza irregolare dello zio Ove.
Ove ha lasciato Oslo per Manhattan inseguendo il sogno di diventare musicista, ma la sua storia ha preso una direzione diversa. È finito in Vietnam mentre la guerra si avvicinava alla conclusione e per Max rappresenta insieme una figura affascinante, un enigma familiare e una ferita mai davvero chiusa.
Il Vietnam e il significato dell’offensiva del Tet
Il titolo può suggerire un libro concentrato sull’offensiva del Tet del 1968, ma la guerra del Vietnam non viene proposta soltanto come ricostruzione storica. Entra nella storia attraverso Ove, i movimenti di protesta, le conseguenze politiche del conflitto e il modo in cui il passato continua a infiltrarsi nel presente dei personaggi.
Chi vuole approfondire un’altra rappresentazione narrativa di quel periodo può leggere su iCrewPlay Libri l’articolo dedicato a Le donne di Kristin Hannah e alla guerra del Vietnam. Il romanzo di Harstad sceglie però una prospettiva differente: la guerra è anche un linguaggio per parlare di resistenza quotidiana, identità, memoria e rapporti familiari.
Il lettore deve aspettarsi salti temporali, digressioni e numerosi riferimenti alla musica, al cinema, alla pittura e al teatro. La storia sentimentale tra Max e Mischa non è isolata dal resto, ma cresce dentro un percorso artistico e politico fatto di aspirazioni, fallimenti e tentativi di trasformare l’esperienza in creazione.
Esilio, nostalgia e ricerca di una casa
Uno dei nuclei più forti del romanzo è l’esilio, inteso non soltanto come distanza geografica. Max vive negli Stati Uniti per decenni e può sembrare ormai americano, ma il rapporto con la Norvegia resta irrisolto. La lingua imparata dopo il trasferimento gli permette di costruire una nuova identità senza cancellare completamente quella precedente.
La casa diventa così qualcosa che si cerca, si ricorda e forse si inventa, più che un luogo al quale sia davvero possibile tornare. Harstad segue una generazione cresciuta prima dell’era digitale, tra lettere inviate dai campi estivi, videocassette e riferimenti culturali condivisi, osservando come quei ricordi continuino a definire l’età adulta.
Per avvicinarsi alla tradizione letteraria da cui proviene l’autore, su iCrewPlay Libri è disponibile anche l’approfondimento I giorni norvegesi di Angelo Ferracuti e Dag Solstad. Harstad appartiene a un immaginario differente, nel quale convivono cultura alta e popolare, musica, arti visive e grandi domande sull’appartenenza.
Cosa aspettarsi dalle 1242 pagine
La lunghezza non deve essere interpretata come una semplice promessa di quantità. La forma estesa serve a seguire i personaggi nel tempo, mostrare come cambiano le relazioni e lasciare spazio alle deviazioni culturali. È un romanzo-mondo adatto a chi ama le narrazioni corali, le saghe familiari non convenzionali e le storie in cui l’America viene osservata da uno sguardo europeo.
Il ritmo potrebbe invece risultare impegnativo per chi cerca una trama lineare, capitoli brevi o un romanzo bellico centrato soprattutto sull’azione. Max, Mischa e l’offensiva del Tet richiede disponibilità alle digressioni, ai cambi temporali e ai riferimenti culturali. In cambio promette un mondo narrativo nel quale l’arte non è una decorazione, ma il modo attraverso cui i personaggi comprendono ciò che hanno perduto.
- Un racconto che attraversa più decenni tra Norvegia e Stati Uniti
- Una storia d’amore intrecciata alla formazione artistica di Max
- Il Vietnam osservato attraverso memoria familiare e trasformazione politica
- Numerosi riferimenti a teatro, musica, cinema e arti visive
- Una struttura ampia, digressiva e lontana dal romanzo storico convenzionale
Chi è Johan Harstad
Johan Harstad è nato a Stavanger nel 1979 e ha esordito nel 2001 con una raccolta di prose brevi. In Italia è già conosciuto per Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?, pubblicato da Iperborea, mentre il romanzo per ragazzi Darlah – 172 ore sulla Luna ha ottenuto il Brage Prize. È anche autore teatrale e grafico, attività che aiutano a spiegare la centralità della scena, dell’immagine e della musica nella sua narrativa.
L’edizione Sellerio rappresenta dunque un’uscita insolita nel calendario estivo: un libro imponente, pensato per chi vuole restare a lungo con i personaggi. Dal 21 luglio Max, Mischa e l’offensiva del Tet porterà in libreria una storia sul tempo, sull’appartenenza e sulla possibilità di continuare a vivere e creare anche quando il ritorno alle origini non offre una vera riconciliazione.