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Lettura: Giangiacomo Feltrinelli, 100 anni: l’editore che ha cambiato la letteratura italiana
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Giangiacomo Feltrinelli, 100 anni: l’editore che ha cambiato la letteratura italiana

Il 19 giugno 1926 nasceva l'uomo che pubblicò Il dottor Živago, Il Gattopardo e il Diario del Che: un profilo dell'editore più rivoluzionario del Novecento italiano

Valentina Paradiso 1 settimana fa Commenta! 11
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Il 19 giugno 2026 sono cento anni dalla nascita di Giangiacomo Feltrinelli. Un editore che ha cambiato la storia della letteratura italiana e internazionale, portando in libreria libri che nessun altro voleva pubblicare, sfidando censure, pressioni politiche e l’ostilità del partito a cui era iscritto. Un uomo contraddittorio, figlio di una delle famiglie più ricche d’Italia che scelse di militare nel PCI e poi di fondare una delle prime organizzazioni armate della sinistra italiana. Una figura che a cinquant’anni dalla morte divide ancora, e che il centenario della nascita riporta al centro del dibattito su cosa significhi fare editoria con una visione.

Contenuti
Un’infanzia ricca e un padre assenteIl PCI, la Biblioteca e la nascita della casa editriceIl dottor Živago: il libro che cambiò tuttoIl Gattopardo, Tropico del Cancro, il Diario del CheLa deriva armata e la morte a SegrateIl centenario 2026: il graphic novel di Toffolo e D’AntonaPerché Feltrinelli resta una figura centrale
Giangiacomo Feltrinelli, 100 anni: l'editore che ha cambiato la letteratura italiana

Un’infanzia ricca e un padre assente

Giangiacomo Feltrinelli nacque a Milano il 19 giugno 1926 da Carlo, industriale del legname e presidente di Edison e del Credito Italiano, e da Giannalisa Gianzana. Di famiglia ricchissima, era l’erede di una grande fortuna. Una tradizione forse attendibile racconta di un’infanzia opulenta ma triste, affidata alle cure di severe nurses svizzero-tedesche, funestata dalla drammatica morte del padre nel 1935, quando Giangiacomo aveva nove anni. La madre si risposò con Luigi Barzini, celebre inviato del Corriere della Sera. La famiglia aveva una villa a Gargnano, sul Garda, che durante la guerra divenne residenza di Mussolini: i Feltrinelli non erano fascisti convinti ma, come molte grandi famiglie industriali italiane, con il regime convivevano per convenienza.

Nel giugno 1944, con la famiglia a Roma, Giangiacomo si arruolò nel Gruppo di Combattimento Legnano, un’unità italiana in forza presso la 5ª Armata americana, con la quale risalì lentamente la penisola fino a entrare a Milano con la Liberazione nell’aprile 1945. Ha vent’anni, ha combattuto contro il fascismo, e porta con sé una domanda che lo accompagnerà per tutta la vita: come usare il privilegio della ricchezza per costruire qualcosa di diverso.

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Il PCI, la Biblioteca e la nascita della casa editrice

Nel 1947 si iscrisse al Partito Comunista Italiano, iniziandovi una militanza di base nella quale, forse per sciogliere la diversità sociale, profuse un impegno totalizzante. È un gesto che sconcerta l’ambiente borghese milanese da cui proviene e che non convincerà mai del tutto i vertici del partito, diffidenti verso quel milionario che si presenta nelle sezioni operaie. Ma Feltrinelli non è il tipo che si lascia scoraggiare dalle perplessità altrui.

Prima ancora della casa editrice, fonda la Biblioteca Feltrinelli: un istituto di ricerca dedicato alla storia sociale e del movimento operaio, uno dei più importanti d’Europa, che diventerà poi Fondazione Feltrinelli e sopravvive ancora oggi. Nel 1954 fonda l’omonima casa editrice, con una convinzione che rimarrà il filo rosso di tutta la sua attività: attraverso i libri è possibile costruire le fondamenta di una società nuova e più equa. Non è solo uno slogan: è un programma editoriale. E nei successivi diciotto anni Feltrinelli lo attua con una coerenza che lascia il segno.

Il dottor Živago: il libro che cambiò tutto

La storia che più di ogni altra definisce Feltrinelli come editore inizia nel 1956, quando un emissario gli recapita a Milano il manoscritto di un romanzo russo che in URSS non può essere pubblicato. L’autore è Boris Pasternak, il romanzo è Il dottor Živago. Feltrinelli lo pubblica nel 1957 nella traduzione italiana di Pietro Zvetermich: nel giro di tre anni vende oltre 150.000 copie. Pasternak, nel 1958, grazie ad esso conquista il Premio Nobel per la Letteratura.

La pubblicazione del romanzo provoca però diversi problemi a Feltrinelli: il PCI, che in Italia aveva condotto una prepotente campagna contro la pubblicazione del libro per non imbarazzare Mosca, gli ritira la tessera. Feltrinelli non si scusa, non torna sui suoi passi. È il primo di una lunga serie di scontri in cui si trova tra due fuochi: troppo radicale per la borghesia milanese, troppo indipendente per il partito. La pubblicazione del Živago dimostra che un editore può cambiare la storia: quel romanzo, uscito per la prima volta in italiano da Feltrinelli, contribuirà alla caduta progressiva dell’immagine internazionale del socialismo reale.

Il Gattopardo, Tropico del Cancro, il Diario del Che

Il catalogo Feltrinelli degli anni Cinquanta e Sessanta è un elenco di operazioni editoriali coraggiose. Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa viene pubblicato nel 1958, dopo essere stato rifiutato da Mondadori ed Einaudi: diventa il romanzo italiano più venduto del dopoguerra. Tropico del Cancro di Henry Miller viene pubblicato nonostante la censura, in un’Italia in cui il libro è considerato osceno. Il Diario del Che in Bolivia di Ernesto Guevara viene pubblicato da Feltrinelli nel 1968, pochi mesi dopo la morte del guerrigliero: un atto editoriale che è anche un atto politico, la trasformazione del Che in icona globale passa anche attraverso quel libro.

Non è solo radicalismo politico: è un fiuto editoriale straordinario. Feltrinelli capisce prima degli altri che certi libri non sono solo libri, sono eventi. Che pubblicare il manoscritto di Pasternak non è solo fare un favore a uno scrittore russo, è cambiare il discorso sulla libertà di espressione nell’Europa divisa dalla Guerra Fredda. Che pubblicare il Diario del Che non è solo commerciare con la memoria di un rivoluzionario, è entrare nel cuore di un decennio che sta cercando nuovi miti. Per chi vuole approfondire il rapporto tra letteratura e storia, sul sito è disponibile l’approfondimento sulle storie nei libri come chiavi per leggere il mondo.

La deriva armata e la morte a Segrate

Nella seconda metà degli anni Sessanta, mentre il mondo brucia tra Praga, Parigi e la guerra del Vietnam, Feltrinelli radicalizza la sua traiettoria. Nel 1970 fonda i GAP, Gruppi d’Azione Partigiana, una delle prime organizzazioni armate di sinistra della stagione degli anni di piombo. Vive clandestinamente, si muove tra Cuba, l’Algeria e l’Europa sotto falsi nomi. Questa fase della sua vita ha sempre diviso la critica storica: c’è chi vi legge il tragico epilogo di un percorso coerente, e chi una deriva paranoica mai integrata nella realtà politica italiana.

Il 14 marzo 1972 il suo corpo viene trovato dilaniato ai piedi di un traliccio dell’alta tensione a Segrate, vicino a Milano. La dinamica della morte rimase controversa per decenni: l’ipotesi più accreditata è che stesse preparando un attentato al traliccio e che sia rimasto vittima di un incidente durante le operazioni. Aveva quarantacinque anni. La casa editrice che aveva fondato continuò senza di lui, guidata prima dalla moglie Inge Schönthal e poi dal figlio Carlo Feltrinelli, che nel 2001 ha scritto la biografia paterna Senior Service, il testo di riferimento per chiunque voglia capire questa figura.

Il centenario 2026: il graphic novel di Toffolo e D’Antona

Per il centenario della nascita, Feltrinelli Comics ha pubblicato Giangiacomo Feltrinelli. Rivoluzione permanente, il graphic novel di Davide Toffolo e Giulio D’Antona. La narrazione è condotta in prima persona e utilizza esclusivamente materiali d’archivio, interviste, lettere e dichiarazioni, restituendo direttamente la voce di Feltrinelli. Lungo un monologo in prima persona, Feltrinelli ripercorre alcuni episodi chiave: la pubblicazione del Živago, la battaglia contro la censura per Tropico del Cancro, i controversi Gattopardo e Diario del Che in Bolivia, la fondazione della Biblioteca e della casa editrice.

Il volume, 144 pagine, 20 euro, distribuito dal 28 aprile 2026, è opera di Davide Toffolo, maestro riconosciuto del fumetto italiano già autore di una acclamata biografia di Pasolini, qui affiancato dallo sceneggiatore e saggista Giulio D’Antona. È stato presentato al Salone del Libro di Torino 2026 e alla Milano Comics Week, dove Toffolo e D’Antona hanno dialogato con il pubblico in una serata che ha riportato Feltrinelli al centro dell’attenzione culturale italiana. La scelta del fumetto non è casuale: è il formato che meglio sa tenere insieme documento e narrazione, rigore storico e immaginazione visiva, esattamente quello che Feltrinelli faceva con i libri.

Perché Feltrinelli resta una figura centrale

A cento anni dalla nascita, Feltrinelli rimane una figura centrale non per nostalgia ma per quello che rappresenta come modello, e come problema. Il modello: un editore che usa la casa editrice come strumento di trasformazione culturale, che sceglie i libri non solo per il loro valore letterario ma per quello che possono fare nel mondo, che non ha paura di scontrarsi con il potere politico o con i gusti del mercato. Un editore con una visione, in un’epoca in cui la grande editoria tende sempre più verso la logica finanziaria dei gruppi internazionali.

Il problema: quella stessa coerenza lo ha portato a scelte che la storia ha giudicato tragicamente sbagliate. Le organizzazioni armate degli anni Settanta hanno prodotto morte, e la responsabilità di chi le ha finanziate o fondate non si cancella con il fascino della figura. Il dibattito su Feltrinelli è ancora aperto perché è ancora irrisolto: si può separare il grande editore dall’attivista armato? La risposta dipende da cosa si cerca nella biografia di un uomo. Chi cerca un eroe troverà il fondatore della Biblioteca e il pubblicatore del Živago. Chi cerca un uomo completo, contraddittorio e tragico, troverà entrambe le cose insieme. La voce Wikipedia dedicata a Giangiacomo Feltrinelli offre il quadro biografico più completo e aggiornato.

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