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Finale dell’Odissea spiegato: cosa succede nel Libro XXIV

Il ritorno a Itaca non chiude tutto: il Libro XXIV, la pace imposta da Atena e il nuovo viaggio annunciato da Tiresia spiegano il vero destino finale di Odisseo.

5 min di lettura
Odissea

Il finale dell’Odissea non coincide soltanto con il ritorno di Odisseo da Penelope. Dopo la strage dei pretendenti, il poema conduce il protagonista al riconoscimento con la moglie, alla riunione con il padre Laerte e infine a un nuovo scontro che Atena e Zeus devono interrompere. Nel frattempo resta aperta la profezia di Tiresia: Odisseo dovrà ripartire ancora una volta.

Il film di Christopher Nolan, arrivato nei cinema italiani il 16 luglio 2026, ha riacceso le ricerche sul poema e sul destino del suo protagonista. Se vuoi confrontare direttamente testo e adattamento puoi leggere anche la nostra guida su Odissea di Nolan e Omero: differenze e quale edizione leggere. Qui ci concentriamo invece su come finisce il poema.

Odissea illustrata e finale del poema di Omero

Dove finisce l’Odissea: Libro XXIII o Libro XXIV?

Prima di spiegare la conclusione bisogna ricordare un antico problema filologico. Gli studiosi alessandrini Aristarco e Aristofane di Bisanzio individuavano nel verso 296 del Libro XXIII un punto di chiusura particolarmente forte: Odisseo e Penelope si ritrovano nel letto nuziale e si raccontano ciò che hanno vissuto durante la lunga separazione.

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Il testo che leggiamo oggi comprende però anche il Libro XXIV, che completa la vicenda con le anime dei pretendenti nell’Ade, il riconoscimento fra Odisseo e Laerte e la reazione delle famiglie degli uomini uccisi. Per il lettore moderno la conclusione canonica del poema è quindi quella del ventiquattresimo libro.

Il riconoscimento tra Odisseo e Penelope

Dopo la strage dei pretendenti, Penelope non accetta immediatamente che l’uomo davanti a lei sia suo marito. La prudenza è coerente con il suo personaggio: per anni ha dovuto difendersi da pressioni, menzogne e richieste di nuove nozze. Serve quindi una prova che soltanto Odisseo possa conoscere.

Penelope ordina di spostare il loro letto fuori dalla camera. Odisseo reagisce perché sa che è impossibile: ha costruito quel letto intorno al tronco vivo di un ulivo, trasformandolo in parte della stanza stessa. Il segreto appartiene soltanto ai due coniugi e permette a Penelope di riconoscere definitivamente l’uomo che ha davanti.

La scena chiude il lungo tema dei riconoscimenti che attraversa il ritorno a Itaca. Odisseo recupera la propria identità di marito e re non grazie a una prova di forza, ma attraverso una memoria privata condivisa con Penelope.

La profezia di Tiresia: perché Odisseo deve ripartire

La pace domestica non significa che il viaggio sia terminato per sempre. Nel Libro XI, durante la discesa nell’Ade, Tiresia aveva annunciato a Odisseo un compito successivo al ritorno e alla vendetta contro i pretendenti.

L’eroe dovrà prendere un remo sulle spalle e camminare verso l’interno finché non incontrerà persone che non conoscono il mare e che scambieranno il remo per uno strumento agricolo. In quel luogo dovrà piantarlo nel terreno e compiere un sacrificio a Poseidone. Soltanto dopo potrà tornare a casa e attendere una morte serena in età avanzata.

Questo passaggio è fondamentale perché il nostos, cioè il ritorno, non chiude completamente il destino di Odisseo. Itaca è raggiunta, ma la riconciliazione con Poseidone richiede un ultimo movimento lontano dal mare.

L'Odissea di Omero e il destino finale di Ulisse

Cosa succede nel Libro XXIV

Il Libro XXIV si apre nell’Ade. Ermes accompagna le anime dei pretendenti nel regno dei morti, dove incontrano Achille e Agamennone. Anfimedonte racconta ciò che è successo a Itaca: l’attesa di Penelope, l’arrivo del mendicante, la prova dell’arco e la strage.

Agamennone reagisce lodando la fedeltà di Penelope, in contrasto con il proprio ritorno tragico da Troia. Il confronto richiama due esiti opposti del nostos: Agamennone viene ucciso nella sua casa, mentre Odisseo recupera moglie, figlio, regno e identità.

Odisseo ritrova suo padre Laerte

Odisseo raggiunge poi il podere di campagna dove vive il vecchio Laerte. Anche qui il riconoscimento non è immediato. Il figlio racconta al padre dettagli che appartengono alla loro memoria familiare, compresi gli alberi ricevuti quando era bambino.

Il ricongiungimento completa un’altra parte del ritorno: dopo Telemaco e Penelope, Odisseo recupera anche il legame con la generazione precedente. Laerte non resta però una figura passiva, perché avrà un ruolo nello scontro conclusivo.

Le famiglie dei pretendenti chiedono vendetta

La morte dei pretendenti non può restare senza conseguenze politiche. I loro parenti si riuniscono e una parte decide di vendicarsi. A guidarli è Eupite, padre di Antinoo. Il conflitto minaccia quindi di trasformare la vendetta privata di Odisseo in una nuova faida interna a Itaca.

Nel combattimento Laerte uccide Eupite, mentre Odisseo e Telemaco sono pronti a proseguire. È qui che intervengono gli dei: Atena ordina di fermare lo scontro e Zeus rafforza la decisione con un segno dall’alto. La pace finale non nasce da una vittoria militare di Odisseo, ma dall’interruzione del ciclo della vendetta.

Come finisce l’Odissea in una frase

L’Odissea finisce con Odisseo ristabilito a Itaca e una tregua imposta tra lui e le famiglie dei pretendenti, mentre la profezia di Tiresia lascia aperto un futuro viaggio necessario per placare Poseidone.

Il ritorno è quindi compiuto sul piano familiare e politico, ma non è una chiusura assoluta. Odisseo ha ritrovato Penelope, Telemaco e Laerte, eppure il poema conserva l’idea che la sua storia continui oltre l’ultima scena.

Cosa succede a Ulisse dopo l’Odissea?

Il poema di Omero non racconta direttamente il viaggio annunciato da Tiresia. La tradizione successiva, però, ha immaginato più volte ciò che accade dopo Itaca. La nostra guida su cosa succede a Ulisse dopo l’Odissea ricostruisce la Telegonia e le principali continuazioni antiche del mito.

La forza del finale sta anche qui: Omero porta a compimento il ritorno che ha guidato il poema, ma non trasforma Odisseo in un personaggio immobile. Itaca è la meta raggiunta, non la cancellazione di tutto ciò che viene dopo.

Perché il finale dell’Odissea conta ancora

La conclusione non è soltanto il premio concesso all’eroe dopo vent’anni di guerra e viaggio. Mostra anche quanto sia difficile rientrare pienamente nella propria vita. Odisseo deve farsi riconoscere, ristabilire i legami familiari, affrontare le conseguenze della propria vendetta e accettare che persino il ritorno comporta nuovi obblighi.

È per questo che il Libro XXIV resta essenziale anche per chi considera il riconoscimento con Penelope il vertice emotivo della chiusura. Il poema passa dalla casa alla comunità e dalla vendetta alla necessità di fermarla, lasciando il protagonista finalmente a Itaca ma non del tutto libero dal proprio destino.

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