È in libreria Il gatto che risolveva delitti impossibili di Iacopo Cellini, pubblicato da Newton Compton nella collana Grandi Manuali Newton (n. 1131, ISBN 9791224203889). Il volume conta 320 pagine a 12,90 euro. Il libro è un giallo con struttura interattiva: ogni scelta del lettore cambia la storia, ogni errore ha conseguenze. Il protagonista non è un detective umano, ma Bruno, un gatto tricolore con caratteristiche del tutto fuori dall’ordinario.

Il gatto che risolveva delitti impossibili: Bruno, l’investigatore felino di Calaferro
A Calaferro, decadente città portuale, la giornalista Noemi Balestri scompare nel mezzo di una grossa inchiesta sulla criminalità locale. Le indagini ufficiali girano a vuoto. Franco, zio di Noemi ed ex poliziotto radiato dalle forze dell’ordine, sprofonda in una spirale di depressione e sensi di colpa. A prendere in mano la situazione è un personaggio inaspettato: Bruno, il gatto tricolore che Franco ha trovato per strada tre anni prima.
Bruno non è un gatto comune. È dotato di intelletto umano e di capacità sensitive che lo mettono in contatto con le sue vite precedenti. Sfrutta queste abilità feline per infiltrarsi nelle scene del crimine, fiutare indizi e pedinare i sospettati senza dare nell’occhio: vantaggi che nessun investigatore umano potrebbe mai avere. La struttura narrativa mette il lettore nei panni di Bruno: ogni bivio della storia richiede una scelta, e la direzione dell’indagine dipende dalle decisioni prese pagina dopo pagina.
Un giallo interattivo: ogni scelta cambia la storia
Il formato del romanzo a bivi è una delle strutture narrative più antiche del gioco e della letteratura per ragazzi, resa celebre dalla serie italiana Librogame negli anni Ottanta. Cellini lo applica qui al giallo per adulti con una protagonista felina, combinando la tradizione del gamebook con quella del cozy mystery, il sottogenere del giallo che privilegia protagonisti non professionisti, atmosfere leggere e detective insoliti. La particolarità di Bruno, con le sue vite precedenti come risorsa investigativa, aggiunge una componente soprannaturale che avvicina il libro ai mystery con elementi paranormali.
La tradizione del gatto investigatore nella letteratura giallistica ha radici solide: dalla serie americana The Cat Who di Lillian Jackson Braun ai romanzi italiani con gatti detective come il Mycroft di Serena Venditto, protagonista de L’ultima mano di burraco. Cellini porta la formula su un piano diverso grazie alla struttura interattiva, che trasforma la lettura in un’esperienza partecipativa: non si segue l’indagine di Bruno, ci si mette nei suoi artigli. Il gatto che risolveva delitti impossibili è disponibile in libreria.