In uscita dal 25 ottobre, in contemporanea mondiale, il diario di Yeva Skaletskaya intitolato Tu non sai cos’è la guerra, edito in Italia da DeAgostini. Una storia intensa che la ragazza dodicenne ucraina descrive nel suo quaderno dorato: 160 pagine di pensieri, in cui il dolore e il coraggio si mescolano continuamente in questa ragazzina che scrive dentro un rifugio antiaereo nei bombardamenti incessanti a Kharkiv, la sua città d’origine.
Ma, oltre al dolore, dalla penna di Skaletskaya esce con forza la speranza, una nuova vita presso una famiglia che l’ha accolta con generosità a Dublino e la promessa di tornare presto a casa. Vediamo ora la sinossi di questo diario!
Tu non sai cos’è la guerra di Yeva Skaletskaya
Yeva è una ragazzina ucraina di dodici anni. Vive con nonna Irina in una grande casa dal soggiorno luminoso e l’arredamento italiano, affacciata sulla città di Kharkiv da un lato, con il suo delfinario dove nuotano i beluga, le piazze e i parchi, e i campi vuoti che proseguono fino al confine russo dall’altro. La mattina del suo compleanno, il 14 febbraio, una sorpresa la aspetta sopra al letto: cinque palloncini colorati! Le voci che parlano della Russia sono ancora solo un sottofondo.
In queste pagine Yeva ha riversato il drammatico racconto della sua vita precipitata all’improvviso sotto le bombe, momento dopo momento, durante la guerra con la Russia, e il suo successivo viaggio verso la salvezza. Un diario iniziato per resistere e compilato al rifugio, di notte, registrando incessantemente quanto stava accadendo ma anche le emozioni e i pensieri: gli scoppi, i morti, la distruzione attorno a sé, e poi la fuga dal suo Paese devastato e l’epopea che ha condotto lei e la coraggiosa nonna Irina fino in Irlanda, la terra che le ha generosamente accolte.
Yeva Skaletskaya: una nuova vita in Irlanda
Il mio viaggio è iniziato quando è iniziata la guerra. E poi quando ho incontrato un giornalista dalla Gran Bretagna sono andata a Budapest e da Budapest sono venuta in Irlanda.
Yeva Skaletskaya racconta di come il suo viaggio sia iniziato dal momento in cui, insieme alla nonna Irina con cui vive, è dovuta scappare dalla loro casa di Kharkiv, distrutta completamente dai bombardamenti russi.
La nonna della dodicenne si prende cura di lei, mentre il padre vive in Russia; la dodicenne ha deciso così di iniziare a scrivere tutto quello che provava e stava vivendo fino a quando un giorno gli insegnanti Catherine Flanagan e Gary Abrahamian, grazie ad una giornalista che cercava loro una sistemazione per ricominciare, li hanno accolti all’aeroporto di Dublino e aperto la loro casa per ospitarli a Glasnevin.
Il volto della ragazza si è illuminato vedendo l’accoglienza e il supporto della famiglia ospitante. La ragazzina ucraina ha finalmente una nuova opportunità per ricostruire la serenità di una vita normale con la speranza che la guerra prima o poi finisca.