Lo Stregone di Daniele Rielli è un romanzo corale ambientato durante una sola notte nel ristorante Bíos. Il protagonista apparente è lo chef Francesco Minervini, venerato da alcuni come un visionario e considerato da altri un manipolatore, ma non è lui a raccontare direttamente la storia: a comporre il suo ritratto sono soprattutto i membri della brigata, ognuno con un punto di vista diverso sullo chef e sul locale.
Il nuovo romanzo di Rielli arriva in libreria per Mondadori il 22 settembre 2026. Prima di iniziarlo, la cosa più utile da sapere è quindi questa: non aspettarti una biografia lineare di un grande cuoco né un semplice romanzo sul mondo della ristorazione. Lo Stregone usa cucina, ambizione, potere e culto della personalità per costruire un mistero raccontato da più voci.

Di cosa parla Lo Stregone di Daniele Rielli?
Il centro della storia è il Bíos, il ristorante fondato da Francesco Minervini, soprannominato “lo Stregone”. Il locale si prepara a una notte decisiva, capace di stabilire se l’impero costruito dallo chef potrà continuare oppure crollare insieme ai segreti del suo fondatore.
La scheda ufficiale dell’autore presenta Minervini come una figura volutamente ambigua. Per alcuni ha cambiato il modo di intendere il cibo; per altri si comporta come un santone. Il romanzo non consegna subito una definizione unica del personaggio: accumula testimonianze, rancori, ammirazione e sospetti fino a costruire un ritratto frammentato.
È proprio questo il motore della lettura. La domanda non è soltanto “che cosa succederà al ristorante?”, ma soprattutto “chi è davvero lo Stregone?” e perché le persone che lavorano con lui lo vedono in modi tanto diversi.
Perché Lo Stregone è un romanzo corale?
Perché la storia viene ricostruita attraverso più narratori e più sguardi. Non c’è una singola voce che possiede tutta la verità. Ogni membro della brigata conosce una parte dello chef, del Bíos e di ciò che sta accadendo quella notte.
- Aurora è la caposala e conosce l’intimità degli ospiti;
- Edoardo è il sommelier, brillante e autodistruttivo, indicato come forse l’unico vero amico dello chef;
- Monica è la compagna dello Stregone e gestisce il fragile impero del Bíos;
- Roberta è una giovane cuoca che ha sacrificato una strada diversa per la cucina;
- Mauro è lo sguattero, entrato in un mondo che fatica a comprendere;
- Gabriele lavora gratis inseguendo un sogno;
- Luciano vive nel ristorante come una seconda occasione.
La pluralità serve a evitare un giudizio semplice sullo chef. Se Minervini fosse raccontato solo da sé stesso, il lettore avrebbe una versione dominante. Rielli sceglie invece di farlo emergere dalle conseguenze che produce sulle persone intorno a lui.
Francesco Minervini è il narratore?
No. Minervini è il centro magnetico del libro, ma il meccanismo annunciato dall’autore consiste proprio nel raccontarlo attraverso gli altri. È una scelta importante perché trasforma il personaggio in un enigma: più testimonianze riceviamo, più dobbiamo decidere quali siano affidabili e quali siano deformate da paura, dipendenza, ammirazione o interesse personale.
Non significa però che il romanzo sia soltanto psicologico. La notte al Bíos crea una pressione narrativa concreta: ai tavoli ci sono clienti, influencer, bottiglie costosissime, rapporti familiari irrisolti e una brigata costretta a funzionare mentre il futuro del locale è in discussione.
Lo Stregone è ispirato a un vero chef?
Le informazioni ufficiali disponibili prima dell’uscita non presentano Francesco Minervini come il ritratto dichiarato di un singolo chef reale. La scheda del libro descrive il personaggio e il suo ristorante come elementi del romanzo, ma non indica un modello biografico preciso.
È quindi meglio non trasformare somiglianze o suggestioni in un’identificazione non confermata. Il tema del grande chef carismatico permette al libro di ragionare sul culto del talento, sulle gerarchie del lavoro, sull’ossessione per l’eccellenza e sul confine tra leadership e manipolazione senza che questo equivalga automaticamente a una storia vera.
Che tono ha il romanzo?
Rielli alterna registri diversi: drammatico, comico, psicologico e surreale. Anche questo elemento è coerente con la struttura corale, perché ogni personaggio entra nella notte del Bíos con un proprio modo di vedere il lavoro e lo Stregone.
Chi conosce già l’autore ritroverà l’interesse per le forze che muovono gruppi e individui. Nel nostro archivio avevamo già presentato Odio di Daniele Rielli, romanzo dedicato a tecnologia, potere, sorveglianza e dinamiche sociali. Lo Stregone cambia ambiente, ma conserva l’attenzione per ciò che succede quando una figura carismatica diventa il centro di un sistema.

Il legame con Il fuoco invisibile e il Premio Strega
Prima di Lo Stregone, Rielli ha pubblicato Il fuoco invisibile, libro sulla devastazione degli ulivi pugliesi causata dalla Xylella e sulle reazioni umane attorno alla crisi. Quel titolo è entrato nella dozzina del Premio Strega 2024.
Su iCrewPlay Libri trovi l’elenco completo nell’approfondimento dedicato ai 12 libri del Premio Strega 2024. Il collegamento è utile perché mostra un tratto della scrittura di Rielli: la tendenza a osservare una comunità o un sistema attraverso prospettive diverse, invece di ridurre tutto a una tesi unica.
Quando esce Lo Stregone?
Lo Stregone esce il 22 settembre 2026 per Mondadori, nella collana Scrittori italiani e stranieri. La pagina ufficiale di Daniele Rielli indica anche l’ISBN 978-88-04-81830-4 e una prima presentazione a Milano, alla Libreria Centofiori, proprio il 22 settembre alle 18:30.
| Titolo | Lo Stregone |
| Autore | Daniele Rielli |
| Editore | Mondadori |
| Collana | Scrittori italiani e stranieri |
| Uscita | 22 settembre 2026 |
| ISBN | 9788804818304 |
| Struttura | Romanzo corale e polifonico |
Serve leggere altri libri di Rielli prima?
No. Lo Stregone è un romanzo autonomo. Non appartiene a una saga e non richiede la lettura di Odio o Il fuoco invisibile. Recuperare i libri precedenti può aiutare a conoscere lo stile dell’autore, ma non è necessario per capire personaggi, ambientazione o mistero del Bíos.
In breve: cosa sapere prima di leggerlo
- È un romanzo corale: più membri della brigata raccontano la stessa notte da prospettive diverse.
- Lo Stregone non è il narratore unico: Francesco Minervini viene ricostruito soprattutto attraverso gli altri.
- L’ambientazione principale è il Bíos: un ristorante alla vigilia di una notte decisiva.
- Non è presentato ufficialmente come una storia vera: non c’è una conferma che Minervini corrisponda a uno chef reale specifico.
- È autonomo: non serve leggere altri libri di Daniele Rielli prima.
- Esce il 22 settembre 2026: Mondadori, collana Scrittori italiani e stranieri.