Le cose che non diciamo di Elizabeth Strout uscirà in Italia il 13 ottobre 2026 per Einaudi, nella collana Supercoralli, con traduzione di Susanna Basso. Il romanzo, pubblicato in inglese come The Things We Never Say, è una storia autonoma: non devi leggere prima Lucy Barton, Olive Kitteridge o I ragazzi Burgess per seguirla.
Il protagonista è Artie Dam, insegnante di storia rispettato e apparentemente saldo nella sua vita familiare. Un incidente e un segreto custodito per decenni costringono però Artie a rimettere in discussione il matrimonio, il rapporto con gli altri e l’idea che ha costruito di sé. Il libro è stato pubblicato negli Stati Uniti il 5 maggio 2026 ed è entrato nella longlist del Booker Prize 2026.

Quando esce Le cose che non diciamo in Italia?
La data italiana è il 13 ottobre 2026. L’edizione Einaudi è annunciata nei Supercoralli, conta 208 pagine ed è tradotta da Susanna Basso. Il codice ISBN/EAN dell’edizione cartacea è 9788806274528.
La data è riportata anche nei cataloghi librari italiani e nell’edizione digitale distribuita da Einaudi. Per chi vuole leggerlo in lingua originale, Penguin Random House indica invece il 5 maggio 2026 come data di pubblicazione statunitense e 224 pagine per l’hardcover Random House.
Di cosa parla Le cose che non diciamo?
Artie Dam è un insegnante che sembra avere una vita ordinata: è apprezzato dagli studenti, presente in famiglia e riconosciuto dalla comunità. La stabilità è però solo una parte della storia. Dietro l’immagine pubblica esistono silenzi e verità mai affrontate che cominciano a incrinarsi.
Un incidente in barca diventa il punto di rottura. Artie è costretto a guardare ciò che ha evitato per anni e a interrogarsi su matrimonio, identità e responsabilità. Intorno a lui Strout costruisce una rete di personaggi imperfetti e un’America attraversata da divisioni politiche e sociali che entrano nella vita privata senza trasformare il romanzo in un semplice commento d’attualità.
Le cose che non diciamo fa parte della serie di Lucy Barton?
No: il romanzo mette al centro Artie Dam e può essere letto senza conoscere Lucy Barton. Non è un nuovo capitolo numerato della sequenza che comprende My Name Is Lucy Barton, Oh William! e Lucy by the Sea.
Se vuoi orientarti nella bibliografia completa, la nostra guida all’ordine di lettura di Elizabeth Strout separa i libri di Lucy, quelli di Olive Kitteridge e i romanzi leggibili in autonomia. Le cose che non diciamo rientra proprio in quest’ultima categoria.

Perché il libro è legato al Booker Prize 2026?
The Things We Never Say è stato selezionato nella longlist del Booker Prize 2026. È quindi uno dei titoli che hanno accompagnato la stagione dei principali premi internazionali prima dell’uscita italiana.
Se vuoi confrontarlo con gli altri candidati, abbiamo raccolto i titoli nella guida alla longlist del Booker Prize 2026. L’interesse del premio è utile soprattutto perché porta il romanzo all’attenzione dei lettori italiani poche settimane prima dell’edizione Einaudi.
Quale edizione comprare?
Se leggi in italiano, la scelta più lineare è l’edizione Einaudi del 13 ottobre 2026. È la traduzione ufficiale di Susanna Basso e permette di affrontare il romanzo senza dover recuperare altre opere. Chi preferisce l’inglese può invece scegliere l’edizione Random House già pubblicata dal 5 maggio.
Non c’è quindi un “volume precedente” da comprare insieme. I lettori che dopo Artie Dam vogliono esplorare il resto dell’opera di Strout possono poi scegliere tra Lucy Barton, Olive Kitteridge e i Burgess in base al percorso che preferiscono.