Il Canto 1 dell’Inferno è il proemio dell’intera Divina Commedia. Dante si ritrova smarrito nella selva oscura, tenta di salire verso un colle illuminato dal sole, viene fermato da tre fiere e incontra Virgilio. Il canto introduce così il problema centrale del poema: l’uomo ha perso la via della salvezza e non può ritrovarla senza una guida.
Secondo la cronologia tradizionale più diffusa, l’azione si svolge tra la notte del 7 aprile 1300 e l’alba dell’8 aprile, nel periodo del Venerdì Santo. Dante ha circa 35 anni e trasforma una crisi personale in un viaggio allegorico che riguarda l’intera umanità. La Società Dante Alighieri ricostruisce il canto proprio a partire da questa scansione.
| Cantica | Inferno |
| Canto | I |
| Luogo | Selva oscura e colle |
| Personaggi | Dante, Virgilio, lonza, leone, lupa |
| Figura annunciata | Il Veltro |
| Funzione | Proemio generale della Commedia |

Inferno Canto 1: riassunto breve
Dante si trova in una selva oscura e non sa spiegare con precisione come vi sia entrato. Ha smarrito la strada corretta e prova paura. Quando riesce a uscire dalla zona più buia vede un colle illuminato dal sole e tenta di raggiungerlo, convinto che la salita possa portarlo fuori dal pericolo.
La strada viene però bloccata da tre animali: una lonza, un leone e una lupa. L’ultima è la più minacciosa e costringe Dante a tornare indietro. Proprio mentre sta precipitando di nuovo verso la selva compare Virgilio, il poeta latino autore dell’Eneide.
Dante riconosce in Virgilio il proprio maestro e gli chiede aiuto. Virgilio gli spiega che non può superare direttamente la lupa e che deve scegliere un’altra strada. Gli annuncia inoltre l’arrivo futuro di un Veltro capace di sconfiggere la cupidigia simboleggiata dalla lupa.
La vera via di salvezza sarà quindi un viaggio attraverso Inferno e Purgatorio, con Virgilio come guida, e poi attraverso il Paradiso con una guida più degna. Dante accetta e il canto termina con l’inizio del cammino.
La selva oscura: cosa significa
La selva è il primo grande simbolo della Commedia. Sul piano letterale Dante è perduto in un luogo selvaggio e minaccioso. Sul piano allegorico la selva rappresenta lo smarrimento morale, il peccato e la perdita della direzione spirituale.
La formula della strada smarrita è decisiva: Dante non racconta soltanto di avere perso un sentiero fisico. Sta dicendo che l’uomo può perdere la capacità di distinguere ciò che lo conduce al bene. La selva diventa così una condizione interiore prima ancora che geografica.
Il canto costruisce fin dall’inizio una forte opposizione tra basso e alto, buio e luce, paura e speranza. La selva è in basso e priva di luce; il colle si trova in alto ed è illuminato dal sole. La direzione del viaggio ha quindi anche un significato morale.
Il colle e il sole: perché rappresentano la salvezza
Quando Dante vede il colle illuminato, la paura diminuisce. Nella lettura allegorica più comune, il colle indica la possibilità della salvezza e il sole rappresenta la luce divina capace di orientare l’uomo.
Dante prova però a raggiungere il colle da solo e fallisce. Questo passaggio è fondamentale: la buona intenzione non basta. Il protagonista ha bisogno di comprendere il male, attraversarlo e riconoscerlo prima di poter arrivare alla piena salvezza.

Le tre fiere: lonza, leone e lupa
Le tre fiere sono uno dei passaggi più studiati del Canto I. Nella tradizione scolastica più diffusa vengono associate a tre grandi forme del peccato:
- lonza: sensualità o lussuria;
- leone: superbia e violenza;
- lupa: cupidigia e avidità.
Le interpretazioni critiche non sono però tutte identiche. Il punto più stabile è la funzione complessiva delle fiere: sono ostacoli morali che impediscono a Dante di raggiungere direttamente il bene. La lupa è la più pericolosa perché rappresenta una fame che aumenta invece di essere soddisfatta.
Perché compare Virgilio nel Canto 1
Virgilio appare quando Dante non riesce più a proseguire da solo. È il poeta dell’Eneide e uno dei massimi modelli letterari di Dante, ma nel sistema allegorico della Commedia assume un ruolo più ampio: rappresenta la ragione umana.
La ragione può riconoscere il peccato, guidare l’uomo e aiutarlo a correggere la propria direzione. Non può però condurlo fino alla visione di Dio. Per questo Virgilio accompagnerà Dante attraverso Inferno e Purgatorio, ma non sarà la guida definitiva del Paradiso.
La scelta di Virgilio lega inoltre la Commedia all’Eneide. Anche Enea aveva compiuto un viaggio nell’aldilà. Dante riprende quel modello, ma lo inserisce in un disegno cristiano nel quale il viaggio diventa un percorso di conversione e conoscenza.
La profezia del Veltro: cosa significa
Virgilio spiega che la lupa non sarà sconfitta da Dante. Sarà necessario l’arrivo di un Veltro, cioè una figura capace di ricacciare il male da cui nasce la cupidigia. L’identità del Veltro è uno dei grandi problemi interpretativi della Commedia e non esiste una soluzione unanimemente accettata.
È quindi più corretto distinguere il dato certo dall’ipotesi: il Veltro rappresenta una forza di rinnovamento morale e politico, mentre l’identificazione con una persona storica precisa resta discussa. Anche la Società Dante Alighieri invita a non trasformare la profezia in un’identificazione sicura priva di prove definitive.
Perché il Canto I è il proemio di tutta la Divina Commedia
Il primo canto non introduce soltanto l’Inferno. Presenta già l’intero percorso narrativo: perdita della strada, bisogno di una guida, attraversamento dei regni ultraterreni e ricerca della salvezza. Per questa ragione viene considerato il proemio generale dell’opera.
La struttura numerica conferma questa funzione. La Divina Commedia ha 100 canti: l’Inferno ne conta 34, mentre Purgatorio e Paradiso ne hanno 33. Il Canto I funziona quindi come canto introduttivo, seguito idealmente da tre blocchi di 33 canti.
Personaggi del Canto 1 dell’Inferno
- Dante personaggio: è l’uomo smarrito che deve intraprendere il viaggio.
- Dante narratore: racconta a posteriori ciò che ha vissuto e ne comprende il significato.
- Virgilio: maestro poetico e guida razionale.
- Le tre fiere: ostacoli allegorici sulla strada verso la salvezza.
- Il Veltro: figura profetizzata, legata al futuro superamento della cupidigia.
I temi principali del Canto I
Il canto concentra già molti temi destinati a tornare in tutta la Commedia: peccato, libertà, ragione, salvezza, paura, speranza e necessità della guida. Il viaggio di Dante ha una dimensione personale, ma assume subito un valore universale.
La lettura di Rai Scuola sottolinea proprio la funzione del poema come cammino verso la salvezza attraverso i tre regni dell’aldilà.
Cosa succede dopo il Canto 1?
Il viaggio non entra ancora materialmente nell’Inferno. Nel Canto II dell’Inferno Dante viene assalito dai dubbi e teme di non essere degno dell’impresa. Virgilio gli spiega allora che il viaggio è sostenuto da una volontà superiore e racconta l’intervento di Beatrice.
Solo nel Canto III Dante attraversa la porta dell’Inferno, incontra gli ignavi e arriva davanti all’Acheronte con Caronte.
Domande frequenti sul Canto 1 dell’Inferno
Cosa succede nel Canto 1 dell’Inferno?
Dante si perde nella selva oscura, tenta di salire verso un colle, viene fermato dalle tre fiere e incontra Virgilio, che gli propone il viaggio attraverso Inferno e Purgatorio.
Cosa rappresenta la selva oscura?
Rappresenta lo smarrimento morale e spirituale di Dante e, in senso più ampio, dell’essere umano che perde la via del bene.
Cosa rappresentano le tre fiere?
Sono ostacoli allegorici legati al peccato. Nella lettura scolastica più comune la lonza è associata alla sensualità, il leone alla superbia e la lupa alla cupidigia.
Chi è il Veltro?
È una figura profetica destinata a sconfiggere la lupa. Il suo significato generale è legato a un rinnovamento morale, mentre l’identificazione con una persona storica precisa resta discussa.