Il primo romanzo completato da Charlotte Brontë fu rifiutato da diversi editori. Si intitolava The Professor, ma proprio uno di quei rifiuti aprì la porta a Jane Eyre. Nel 1847 la casa editrice Smith, Elder & Co. non volle pubblicare The Professor; invitò però l’autrice, che firmava Currer Bell, a inviare un altro romanzo. Brontë aveva già lavorato a Jane Eyre: lo spedì, fu accettato e uscì nello stesso anno. Il libro respinto, invece, arrivò in libreria soltanto nel 1857, due anni dopo la sua morte.
Il manoscritto che nessuno voleva pubblicare
Quando Charlotte Brontë cercò un editore per il suo primo romanzo completo, non era ancora la scrittrice famosa che oggi associamo a Jane Eyre. Tornata in Inghilterra dopo il soggiorno a Bruxelles, aveva elaborato una storia di formazione e di lavoro ambientata anche in Belgio. Al centro c’è William Crimsworth, un giovane inglese che cerca indipendenza e una posizione come insegnante.
La Morgan Library & Museum di New York, che conserva il manoscritto originale, documenta una prima redazione iniziata probabilmente nel 1844 o all’inizio del 1845 e una copia destinata agli editori completata il 27 giugno 1846. Brontë la firmò con lo pseudonimo Currer Bell, scelta condivisa con le sorelle che pubblicavano come Ellis e Acton Bell.
Tra il 1846 e il 1847 il manoscritto passò attraverso più case editrici senza trovare un accordo. Non è corretto dire che nessuno lo lesse: alcune risposte furono piuttosto articolate. Ma il risultato, per l’autrice, restò sempre lo stesso: niente pubblicazione.
Il rifiuto che cambiò tutto: la lettera di Smith, Elder & Co.
L’episodio decisivo arrivò quando The Professor raggiunse l’editore londinese Smith, Elder & Co. Anche questa casa editrice lo rifiutò, ma la lettera non chiudeva ogni possibilità. George Smith e il suo ambiente editoriale fecero capire che avrebbero preso in considerazione un’altra opera dell’autore, in particolare un romanzo in tre volumi.
Questa distinzione è il cuore della storia: non fu The Professor a convincere immediatamente l’editore a pubblicarlo, ma il manoscritto rifiutato fece arrivare Charlotte Brontë alla persona che avrebbe poi pubblicato Jane Eyre. All’epoca Smith non conosceva ancora l’identità femminile nascosta dietro Currer Bell.
Charlotte non dovette inventare Jane Eyre da zero in risposta alla lettera. Aveva già iniziato a scriverlo mentre cercava invano una casa editrice per The Professor. Dopo quel segnale di apertura, inviò il nuovo lavoro. Smith, Elder & Co. lo accettò e lo pubblicò in tre volumi nell’ottobre 1847.
Il colpo di scena nascosto sotto il titolo The Professor
Il manoscritto conservato alla Morgan custodisce un’altra sorpresa concreta. Il titolo originario era The Master. Charlotte Brontë lo modificò incollando un piccolo foglietto con la dicitura The Professor sopra il titolo precedente. Il museo permette di osservare digitalmente le pagine e la copertina del documento.
Non si tratta dunque di una semplice leggenda tramandata dagli appassionati: esiste una traccia fisica del ripensamento. Anche la data di completamento è scritta sull’ultima pagina, accanto alla parola Finis. Il testo conservato conta 339 fogli autografi, secondo la descrizione del museo.
Perché The Professor uscì dopo la morte di Charlotte Brontë?
Il successo di Jane Eyre non portò automaticamente alla pubblicazione del romanzo precedente. Charlotte continuò a difendere alcuni aspetti di The Professor, soprattutto quelli ispirati alla vita quotidiana e all’esperienza di Bruxelles; ma l’opera rimase inedita durante la sua vita. Pubblicò invece Shirley nel 1849 e Villette nel 1853.
Dopo la morte della scrittrice, avvenuta nel 1855, il marito Arthur Bell Nicholls autorizzò la pubblicazione postuma di The Professor nel 1857. Il catalogo archivistico della Morgan conserva anche la nota con cui Nicholls spiegò la decisione e ricordò che alcuni materiali della storia erano confluiti in Villette.
Dire che The Professor venne semplicemente trasformato in Jane Eyre sarebbe quindi inesatto: sono romanzi distinti, con protagonisti e percorsi narrativi propri. È più preciso affermare che il rifiuto del primo contribuì alla vicenda editoriale che rese possibile l’accettazione del secondo.
The Professor e Jane Eyre: quale leggere per primo?
Per scoprire Charlotte Brontë come narratrice, Jane Eyre resta la porta d’ingresso più immediata. The Professor è invece particolarmente interessante per chi vuole conoscere la sua formazione, i temi del lavoro e dell’indipendenza e i legami con Villette. Non sono volumi di una saga e non richiedono un ordine di lettura obbligatorio.
Per conoscere le tre autrici della famiglia e distinguere i loro romanzi puoi leggere anche il nostro approfondimento sulle sorelle Brontë. Se ti incuriosisce il destino materiale degli scritti dell’autrice, abbiamo raccontato anche la ricomparsa del suo manoscritto giovanile di poesie.
La vera lezione di quel manoscritto respinto
La storia non dimostra che ogni rifiuto nasconda un futuro bestseller. Mostra qualcosa di più concreto: una risposta negativa può contenere un giudizio sul testo e, allo stesso tempo, aprire una strada per un progetto diverso. Charlotte Brontë ricevette un no per The Professor, ma anche un invito a ripresentarsi. Fu capace di coglierlo quando aveva già un altro romanzo da proporre.
Oggi possiamo osservare il manoscritto originale di The Professor e seguire quasi pagina dopo pagina il percorso di un’opera che arrivò tardi ai lettori. Il suo destino rimane legato a quello di Jane Eyre: non perché raccontino la stessa storia, ma perché il rifiuto dell’una contribuì a cambiare la storia editoriale dell’altra.




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