La mafia nello zaino - Il bimbo, il nano e l'assassino

È una storia ambientata in una delle estati caldissime della Sicilia, in un piccolo paese volutamente non identificato per rappresentare ogni paese, narrata in prima persona da un bambino, il picciriddu: l’autore rilegge, per mezzo dell'innocenza di un bambino, fatti cruenti come omicidi e ricatti, perché soltanto con la fantasia una città controllata dalla mafia può diventare scenario di avventure come in un telefilm. Purtroppo l’amara realtà tracima, rivelando a poco a poco il dramma della vita a scapito della dolcezza dei sogni e delle illusioni. Legando fatti di cronaca a invenzioni romanzesche, con suoni, colori e sapori tipicamente siciliani, l’autore costruisce un ritratto palpitante della sua terra e getta un ponte tra storia, tradizioni e un futuro in cui l’amore è speranza e forza per il cambiamento. È un romanzo teatrale, in cui le maschere indossate dai personaggi sono necessarie per condurre una vita normale solo in apparenza, ma le stesse maschere non possono essere mantenute di fronte allo sguardo ingenuo, sincero e disinteressato di un picciriddu siciliano che diventa grande interrogandosi sulla mafia.

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