Un piccolo frammento dell’Odissea, rimasto per decenni nelle collezioni della Biblioteca dell’Università di Utrecht, è stato identificato come una copia del III-IV secolo d.C. del Libro XII di Omero. A riconoscerlo è stato il ricercatore Mark de Kreij durante un progetto di studio dei manoscritti antichi conservati dall’ateneo olandese.
La scoperta è particolarmente rara: secondo Utrecht University, nel mondo sono noti soltanto circa trenta frammenti comparabili dell’Odissea risalenti a quell’epoca. E il passaggio conservato non è casuale: racconta uno dei momenti decisivi del viaggio di Ulisse.

Che cosa contiene il frammento dell’Odissea trovato a Utrecht?
Il frammento, catalogato come Utrecht Gr. Ms. B6.39a, contiene versi del Libro XII dell’Odissea. È il punto in cui Helios scopre che i compagni di Ulisse hanno ucciso e mangiato le sue vacche sacre, nonostante il divieto dell’eroe.
La conseguenza è devastante: Helios chiede a Zeus di punire l’equipaggio e la nave viene distrutta da una tempesta. Ulisse resta l’unico sopravvissuto. Se vuoi riprendere esattamente questo episodio, sul sito abbiamo già una guida dedicata alle vacche di Helios nell’Odissea e al motivo per cui i compagni le uccidono.
Perché il Libro XII è così importante?
Il Libro XII chiude la lunga narrazione con cui Ulisse racconta ai Feaci le avventure vissute dopo la partenza da Troia. È qui che confluiscono alcuni degli episodi più celebri del poema: le Sirene, Scilla e Cariddi e infine l’isola di Trinacia con il bestiame del dio Sole.
Il frammento di Utrecht conserva proprio il punto in cui la storia precipita verso la perdita definitiva della nave e dell’equipaggio. Da quel momento Ulisse deve proseguire da solo e il racconto si avvicina al ritorno a Itaca.
Come ha fatto un testo del III-IV secolo a restare nascosto per decenni?
La storia del reperto è quasi interessante quanto il testo che conserva. A metà del Novecento Utrecht University acquistò dagli eredi dello studioso tedesco Carl Schmidt una raccolta di antichi manoscritti provenienti dall’Egitto. La maggior parte era composta da testi cristiani in copto, insieme ad alcuni papiri greci ed egizi.
Tra questi materiali c’era anche il piccolo pezzo di pergamena, danneggiato e scolorito. Inizialmente era stato considerato un frammento poco significativo del VII secolo. Durante il nuovo progetto di catalogazione, però, Mark de Kreij ha riconosciuto alcune parole tipiche dell’epica omerica e ha ricostruito la loro provenienza dal Libro XII.
Quanto è antico il frammento?
Gli studiosi lo datano al III o IV secolo d.C., quindi a circa 1.700 anni fa. Non è ovviamente vicino all’epoca in cui l’Odissea iniziò a circolare nella tradizione greca, ma è comunque una testimonianza molto antica della diffusione del poema in età romana.
Secondo la ricostruzione dell’Università di Utrecht, il foglio faceva parte di una piccola edizione portatile dell’intera Odissea, grande più o meno come un moderno e-reader. Il libro sarebbe appartenuto a un lettore dell’area dell’oasi del Fayyum, in Egitto, attorno al 300 d.C.

Perché è una scoperta rara?
Il dato più sorprendente è il numero: Utrecht University parla di circa trenta frammenti simili conosciuti nel mondo. I testi letterari antichi ci sono arrivati infatti in condizioni molto diverse e spesso attraverso copie molto più tarde rispetto all’epoca della loro composizione.
Un frammento del III-IV secolo permette quindi agli studiosi di osservare come il poema circolava materialmente nell’antichità: non soltanto come testo da citare o studiare, ma come libro posseduto e letto da una persona.
Perché se ne parla proprio ora?
L’annuncio dell’Università di Utrecht è arrivato il 14 settembre 2026, in un momento in cui l’Odissea è tornata fortemente al centro della cultura popolare anche grazie all’adattamento cinematografico di Christopher Nolan. L’ateneo stesso collega il rinnovato interesse per Omero alla nuova attenzione verso il reperto.
Per chi vuole confrontare il poema con il nuovo adattamento, abbiamo già raccolto in un approfondimento le differenze tra l’Odissea di Omero e il film di Nolan e quale edizione leggere.
Che cosa ci racconta davvero questo piccolo pezzo di pergamena?
Più che cambiare il testo dell’Odissea, il frammento racconta quanto il poema fosse già diffuso e letto nel Mediterraneo tardoantico. Una copia portatile, arrivata fino all’Egitto e usata da un lettore quasi diciassette secoli fa, restituisce una dimensione concreta alla fortuna di Omero.
È anche un promemoria di quanto materiale possa ancora essere riconosciuto all’interno di biblioteche e collezioni già note. In questo caso il reperto non è stato scavato oggi: era già conservato a Utrecht, ma soltanto un nuovo esame ne ha rivelato l’identità.
In breve
- Il frammento è datato al III-IV secolo d.C.
- Contiene versi del Libro XII dell’Odissea.
- Racconta il momento in cui Helios scopre l’uccisione delle vacche sacre.
- Era conservato da decenni nella Biblioteca dell’Università di Utrecht.
- Farebbe parte di una piccola edizione portatile del poema usata in Egitto attorno al 300 d.C.
- Nel mondo sono noti soltanto circa trenta frammenti comparabili.