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Lettura: Premio Strega 2026: ottant’anni di letteratura italiana e una finale storica
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Notizie

Premio Strega 2026: ottant’anni di letteratura italiana e una finale storica

Dal salotto di Maria Bellonci al Campidoglio: storia, meccanismo e significato del premio letterario più importante d'Italia

Valentina Paradiso 2 giorni fa Commenta! 9
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Il Premio Strega compie ottant’anni. Annunciato il 17 febbraio 1947 nel salotto romano di Maria e Goffredo Bellonci, è diventato nel tempo il riconoscimento letterario più prestigioso d’Italia, capace di influenzare classifiche, orientare i lettori e fotografare ogni anno lo stato della narrativa contemporanea. L’ottantesima edizione, quella del 2026, celebra questo anniversario con una scelta inedita che non è passata inosservata: per la prima volta in settantadue anni, la cerimonia finale abbandona il Ninfeo di Villa Giulia e si sposta in Piazza del Campidoglio.

Contenuti
Origini: un salotto, un liquore e l’Italia del dopoguerraLa prima edizione e i grandi nomi dell’albo d’oroCome funziona il Premio Strega: dalla proposta al vincitoreVilla Giulia: settantadue anni di cerimonie etruschePerché il Campidoglio: la scelta storica dell’ottantesima edizioneIl Premio Strega oggi: Giovani, Europeo, Poesia

Origini: un salotto, un liquore e l’Italia del dopoguerra

La storia del Premio Strega inizia nel giugno 1944, quando Roma viene liberata e un gruppo di scrittori, giornalisti e intellettuali comincia a riunirsi ogni domenica nell’appartamento di Viale Liegi dei coniugi Bellonci. Maria Bellonci, scrittrice e animatrice culturale, e il marito Goffredo, critico letterario, aprono il loro salotto come risposta al bisogno di ritrovarsi dopo anni di guerra e isolamento. Quelle riunioni domenicali danno vita agli Amici della domenica, che di lì a poco diventano la giuria permanente del premio.

Il mecenate è Guido Alberti: attore teatrale, amico dei Bellonci, cresciuto a Benevento e legato all’azienda di famiglia produttrice del Liquore Strega. È lui a sostenere economicamente il progetto e a dare al premio il nome del liquore. L’idea di Maria Bellonci è quella di una giuria «vasta e democratica» che comprenda «tutti gli amici»: una rottura rispetto ai premi letterari dell’epoca, gestiti da ristrette commissioni accademiche. Il 17 febbraio 1947 il premio viene annunciato ufficialmente alla stampa.

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La prima edizione e i grandi nomi dell’albo d’oro

La prima cerimonia si svolge il 5 luglio 1947 nel salotto di casa Bellonci, con un clima quasi domestico. Vince Ennio Flaiano con Tempo di uccidere, pubblicato da Longanesi: un romanzo ambientato in Africa Orientale durante il colonialismo italiano, ancora oggi considerato uno dei capolavori del Novecento. Flaiano riceve il premio con un assegno modesto e una bottiglia di Strega, in una cerimonia lontana anni luce dallo spettacolo mediatico che diventerà decenni dopo.

Nei decenni successivi l’albo d’oro si arricchisce di nomi che segnano la storia della letteratura italiana. Vincono Cesare Pavese nel 1950 con La bella estate, Alberto Moravia nel 1952 con I racconti, Elsa Morante nel 1957 con L’isola di Arturo, Natalia Ginzburg nel 1963 con Lessico famigliare, Giorgio Bassani nel 1956 e Umberto Eco nel 1981 con Il nome della rosa.

Seguono, tra gli altri, Dacia Maraini, Sandro Veronesi (vincitore due volte, nel 2006 e nel 2020), Niccolò Ammaniti e, nella stagione più recente, Andrea Bajani, vincitore dell’edizione 2025 con L’anniversario. Al 2024, l’albo conta 13 donne e 65 uomini vincitori: una disparità che negli anni ha generato dibattito e analisi sul peso delle dinamiche di genere all’interno della giuria. Per una panoramica dei premi e dei festival letterari dell’anno, sul sito è disponibile il calendario completo degli eventi letterari 2026.

Come funziona il Premio Strega: dalla proposta al vincitore

Il meccanismo del Premio è rimasto sostanzialmente fedele all’impostazione originaria, con alcune modifiche nel tempo. Ogni anno gli Amici della Domenica, oggi circa quattrocento tra scrittori, critici, giornalisti, editori e personalità della cultura, propongono titoli con un breve giudizio critico e il consenso dell’autore. I titoli proposti vengono vagliati dal Comitato Direttivo, che seleziona la dozzina: i dodici romanzi ammessi alla competizione. Quest’anno erano 79 i titoli inizialmente in gara, selezionati tra le opere di narrativa italiana pubblicate nel periodo ammesso.

Dalla dozzina si passa alla cinquina: i cinque finalisti vengono annunciati in giugno, tradizionalmente a Benevento, la città di Guido Alberti, in un appuntamento che da anni apre la stagione del Strega Tour. La finale si svolge nella prima settimana di luglio: gli Amici della Domenica votano e il romanzo che ottiene più voti vince. Dal 2014 la cerimonia è trasmessa in diretta su Rai 3, portando la letteratura in prima serata. Il vincitore riceve una somma in denaro e la celebre bottiglia di Liquore Strega, simbolo invariato dall’edizione inaugurale.

Villa Giulia: settantadue anni di cerimonie etrusche

Dal 1953, la cerimonia finale si svolge al Ninfeo di Villa Giulia, sede del Museo Nazionale Etrusco di Roma. Il Ninfeo è un capolavoro del Rinascimento cinquecentesco: una struttura a tre livelli affacciata su un giardino all’italiana, progettata da Jacopo Barozzi da Vignola per papa Giulio III. Inserita tra architetture rinascimentali e collezioni etrusche, la finale del Premio Strega costruiva ogni anno un dialogo implicito tra la letteratura contemporanea e la profondità storica del territorio italiano. Non uno sfondo decorativo, ma un controcanto: l’antico come misura del presente.

Nel tempo, la serata di Villa Giulia è diventata uno degli appuntamenti più mondani e seguiti della stagione culturale romana: il caldo di luglio, i tavoli sotto le stelle, gli scrittori, gli editori, i giornalisti, le telecamere. Una ritualità che si è ripetuta per settantadue edizioni consecutive, costruendo un legame quasi inscindibile tra il premio e quel luogo. Fino al 2026. Per approfondire i favoriti di quest’anno, sul sito è disponibile anche l’analisi delle dinamiche e dei favoriti al Premio Strega 2026.

Perché il Campidoglio: la scelta storica dell’ottantesima edizione

Per l’ottantesima edizione, la Fondazione Bellonci ha deciso di spostare la cerimonia finale in Piazza del Campidoglio, l’8 luglio 2026. La motivazione ufficiale richiama l’eccezionalità dell’anniversario e la volontà di rendere omaggio a Roma nel contesto più istituzionale e rappresentativo della città. Il Campidoglio, progettato da Michelangelo nel Cinquecento sul colle più antico di Roma, è lo spazio del potere civico per eccellenza: sede del Comune, luogo dei riti repubblicani, scenografia di cerimonie di Stato.

Il cambio non è passato senza discussioni. Villa Giulia aveva costruito nel tempo un equilibrio raro: mondanità e cultura, archeologia e letteratura contemporanea, un museo vivo che si prestava ogni anno a diventare teatro civile. Il Campidoglio sposta l’asse verso una solennità più istituzionale, più ufficiale. La critica mossa da alcuni osservatori è che si perda qualcosa di quell’equilibrio. La risposta della Fondazione è che ottant’anni meritano una sede all’altezza della storia. Chi ha ragione lo dirà la serata dell’8 luglio, quando le telecamere di Rai 3 inquadreranno per la prima volta la statua equestre di Marco Aurelio mentre si proclama il vincitore del Premio Strega.

Il Premio Strega oggi: Giovani, Europeo, Poesia

Il Premio Strega originario si è moltiplicato nel tempo in una famiglia di premi collaterali che ne hanno esteso il raggio. Il Premio Strega Giovani, istituito nel 2014, affida la votazione a oltre mille studenti delle scuole secondarie italiane e straniere: un segnale di come il premio abbia cercato di aprirsi a nuove generazioni di lettori. Il Premio Strega Europeo, nato nello stesso anno grazie alla collaborazione con la Commissione Europea, premia ogni anno un romanzo straniero tradotto in italiano, costruendo ponti tra la letteratura italiana e quella europea. Il Premio Strega Poesia, il più recente, è stato istituito nel 2023 per colmare una lacuna storica: il premio originario riguarda solo la narrativa in prosa, lasciando fuori la tradizione poetica italiana.

Ottant’anni dopo quella prima bottiglia consegnata a Ennio Flaiano in un salotto dei Parioli, il Premio Strega è un’istituzione culturale a tutti gli effetti: quattrocento giurati, milioni di telespettatori, classifiche che si muovono al ritmo delle cinquine, editori che costruiscono strategie attorno alle candidature. Rimane però anche qualcosa di quella vocazione originaria: l’idea che la letteratura sia una conversazione collettiva, e che valga la pena riunirsi ogni anno per scegliere insieme il libro che ha saputo dire qualcosa di vero sul tempo in cui viviamo.

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