Dal 19 maggio 2026 è disponibile in libreria “Alberi” di Kōda Aya, pubblicato da Mondadori nella collana Oscar Cult con la traduzione di Alice Massa e la postfazione di Saeki Kazumi. Il lancio italiano segue di pochi giorni quello dell’edizione inglese, in uscita per Penguin UK il 14 maggio, a conferma dell’interesse internazionale rinnovato intorno a questo titolo.

Il libro che Hirayama non smette di leggere
Chi ha visto “Perfect Days” di Wim Wenders ricorderà Hirayama, l’addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo che conduce una vita scandita da piccoli rituali quotidiani: il caffè dal distributore automatico, le fotografie alla luce che filtra tra gli alberi, i libri tascabili che porta sempre con sé. Tra i volumi che il protagonista legge e rilegge nel corso del film compare proprio “Alberi” di Kōda Aya. La sensibilità di Hirayama verso i dettagli del mondo naturale e verso il komorebi, la luce del sole che filtra tra i rami degli alberi, trova la sua origine letteraria in queste pagine.
Il film di Wenders, presentato in concorso al Festival di Cannes 2023 e vincitore del premio per la miglior interpretazione maschile con Kōji Yakusho, ha riportato all’attenzione internazionale questo classico della letteratura giapponese, pubblicato postumo nel 1992. L’edizione italiana di Mondadori è la prima traduzione del libro nella nostra lingua.
Quindici saggi, quattro stagioni, una filosofia di vita
“Alberi” raccoglie quindici saggi scritti a partire dal 1971, nei quali Kōda Aya accompagna il lettore alla scoperta degli alberi più straordinari del Giappone: dai ciliegi in fiore ai cedri millenari, dai pini agli aceri. Ma il libro non è un semplice catalogo naturalistico. Gli alberi sono presentati come specchi dell’esistenza umana, compagni di vita con cui è necessario trascorrere tutte e quattro le stagioni per comprenderli davvero.
Kōda Aya osserva foglie, radici e rami con la devozione di chi sa aspettare, trasmettendo una filosofia basata sulla pazienza, sulla cura e sull’umiltà verso la natura. È la stessa filosofia che Wim Wenders ha tradotto in immagini nel suo film: la convinzione che la bellezza del quotidiano si riveli solo a chi è disposto a fermarsi e guardare.
Chi è Kōda Aya
Kōda Aya nacque a Tokyo nel 1904 e morì a Ibaraki nel 1990. Era figlia del celebre scrittore Kōda Rohan, e cominciò a scrivere nel 1947, inizialmente su sollecitazione di editori e giornalisti che le chiedevano ricordi del padre da poco scomparso. Da quell’esordio quasi involontario, Kōda Aya sviluppò una voce letteraria del tutto originale, dedicandosi a saggi, romanzi e racconti in cui esplora la vita delle donne, i legami familiari e la cultura tradizionale giapponese. Nel corso della sua carriera ricevette alcuni dei riconoscimenti più importanti del panorama letterario giapponese: lo Yomiuri Prize, il premio dell’Accademia delle Arti Giapponese e l’Ordine del Sacro Tesoro.
Un libro per chi ama la letteratura giapponese e il cinema di Wenders
“Alberi” si rivolge a lettori con sensibilità diverse: a chi ama la letteratura giapponese e la sua capacità di trovare profondità nelle cose semplici, a chi ha amato “Perfect Days” e vuole riscoprirne le radici culturali, e a chi cerca un libro capace di rallentare il ritmo della lettura e dello sguardo. La rubrica Libri e Cinema di iCrewPlay è il luogo ideale per esplorare i legami tra pagina e schermo, e “Alberi” è uno degli esempi più felici di come un libro possa continuare a vivere attraverso il cinema, e viceversa.
“Alberi” di Kōda Aya è disponibile dal 19 maggio 2026 nella collana Oscar Cult di Mondadori.