Monica Kristensen alla ricerca della verità sulla scomparsa di Amundsen…
Pensavo di dover solo segnalare un libro di narrativa scientifica rispolverando eventi tragicamente lasciati alla memoria collettiva e di cui lo ammetto, avevo solo sentito parlare da mio padre o dalle frammentarie notizie in circolazione sui testi didattici. Mi sono dovuta ricredere, non solo per l’incredibile ricostruzione degli eventi che segnarono i primi del novecento, ma per lo stile narrativo che circonda il libro stesso in un atmosfera di mistero. Perchè di mistero in fondo si è sempre trattato. La tragica vicenda infatti riguarda il viaggio esplorativo del Dirigibile Italia guidato dall’imprenditore, generale Umberto Nobile, partito dall’Italia con l’obiettivo di sorvolare il Polo Nord e arrivare fin alle coste dell’Alaska, terra intorno alla quale si pensava si ergessero catene montuose e non distese di acqua come invece si scoprì successivamente.
I memoriali parlano di una tragedia quasi annunciata per l’imprudenza nel provare una tecnologia che, in qualche modo, doveva fornire nuove opportunità per esplorare e tracciare percorsi scientifici ma anche commerciali. Strumenti, tuttavia, non collaudati per sostenere e garantire una stabilità nel tempo in presenza di condizioni atmosferiche avverse come quelle in qualche modo annunciate. Perfino Mussolini, amico di Nobile, si spese per impedire la partenza ritenuta pericolosa.
Il fallimento della spedizione di Nobile è collegato alla tragica scomparsa di un’altro grande esploratore norvegese Roald Amundsen, figura esteticamente non bella, dal carattere schivo, ombroso e poco comunicativo, partito con il Latham 47, un prototipo di aereo ancora non collaudato, in soccorso della spedizione italiana e considerato amico nemico del generale italiano, ma soprattutto in antitesi rispetto alle motivazioni che, all’epoca, spinsero Nobile a sorvolare con i propri dirigibili il Polo Nord. I quesiti sollevati relativi a probabili spiegazioni plausibili, nel capire cosa sia davvero accaduto, sono stati molti ma le risposte sono sempre rimaste evasive e senza una vera base scientifica e pratica a supportarle.
Ci prova, a mio avviso con cognizione di causa e con una narrazione impeccabile, Monica Kristensen scienziata teorica, con l’ultimo viaggio di Admundsen, il suo ultimo libro documentario edito da Iperborea, un libro scritto con la capacità narrativa dello scrittore ma con lo sguardo attento e osservatore del giornalista. La scrittrice norvegese, nella sua ricerca, cerca di dare un’interpretazione personale dei fatti, partendo da ciò che è realmente accaduto e scientificamente provato, scavando in quelle che all’epoca condizionarono le decisioni dei personaggi rispetto a motivazioni che di scientifico non avevano nulla.
Vediamo insieme la trama

Il 25 maggio 1928 il dirigibile Italia, tornando da una spedizione al Polo Nord, si schianta sulla banchisa a nord delle Isole Svalbard Il generale Umberto Nobile e gli altri otto sopravvissuti, malati, affamati e sull’orlo della follia, resistono quasi cinquanta giorni in un deserto di ghiaccio, chi aspettando i soccorsi, chi tentando una marcia disperata verso la terraferma. Per salvarli, ma anche per difendere interessi politici e territoriali, si mobilitano Italia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Francia e Unione Sovietica, dando inizio a una complessa e spettacolare operazione di soccorso seguita reporter e cineoperatori di tutto il mondo. Il 18 giugno, a bordo di un idrovolante francese, parte anche il grande eroe polare norvegese Roald Amundsen. Con Nobile, nel 1926, aveva compiuto il primo sorvolo del Polo Nord a bordo del dirigibile Norge. Tra loro era esploso subito uno scontro di personalità e di potere, lasciando strascichi di offese reciproche.

Eppure Amundsen è impaziente di volare a salvare il rivale, forse anche per il timore di essere stato messo in ombra dalle esplorazione dei tempi nuovi, ormai in mano agli eroi dell’aria. Ma il Latham 47, che è solo un prototipo mai collaudato, una volta partito scompare per sempre. Amundsen si rendeva conto dei rischi che correva? E cos’è successo all’aereo e al suo equipaggio? Monica Kristensen mette in campo sia le sue competenze scientifiche sia la sua esperienza di narratrice per ricostruire la vicenda con commossa accuratezza, arrivando, ragionamento dopo ragionamento, ad avanzare una sua originale interpretazione. E ci regala il ritratto emozionante di un grande eroe al tramonto.
Conosciamo meglio Monica Kristensen
La segnalazione di oggi è davvero da prendere al volo! Oltre che ad essere molto interessante, il volume della Kristensen vi coinvolgerà per le tensioni narrative, aiutandovi a scoprire fatti ed eventi sconosciuti che fanno parte della nostra storia ma che la storia non ha mai realmente svelato.