Il Gatto del Cheshire e il Cappellaio Matto non comparivano nella prima versione di Alice nel Paese delle Meraviglie. I due personaggi sono arrivati dopo, quando Lewis Carroll ha trasformato un racconto nato per tre bambine in un romanzo destinato alla pubblicazione. Non si tratta di una leggenda: lo documenta la British Library, che conserva e studia la storia del manoscritto originale.
Prima di Wonderland c’era Alice’s Adventures Under Ground
Il 4 luglio 1862 Charles Lutwidge Dodgson, il matematico che avrebbe firmato i propri racconti come Lewis Carroll, intrattenne le sorelle Liddell durante una gita in barca nei pressi di Oxford. Da quella storia improvvisata nacque Alice’s Adventures Under Ground, trascritta e illustrata a mano dall’autore per Alice Liddell. Il manoscritto fu consegnato alla bambina nel novembre 1864.
Quell’oggetto esiste ancora: la scheda d’archivio della British Library descrive il volume autografo, completo di trentasette illustrazioni disegnate da Carroll. Non era semplicemente un libro con un titolo diverso, ma una versione più breve, legata anche a riferimenti comprensibili alla famiglia che aveva ascoltato il racconto.
Quando arrivarono il Gatto del Cheshire e il Cappellaio Matto?
Quando gli amici lo incoraggiarono a pubblicare la storia, Carroll la riscrisse e la ampliò, più che raddoppiandone la lunghezza. Nella versione destinata ai lettori aggiunse due capitoli e con essi la Duchessa, il Gatto del Cheshire, il Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina. Personaggi oggi inseparabili da Alice non erano dunque presenti nel dono manoscritto del 1864.
Il passaggio cambia il modo in cui guardiamo al classico. Le figure diventate più celebri, riprese continuamente da illustratori e adattamenti, sono il risultato di una seconda fase creativa: la trasformazione di un racconto privato in un mondo narrativo capace di vivere fuori dal suo primo pubblico.
Perché Carroll cambiò anche le illustrazioni?
Carroll aveva disegnato personalmente le immagini di Under Ground, ma per la pubblicazione volle affidarsi a un professionista: John Tenniel, noto per le vignette su Punch. La scelta contribuì in modo decisivo a fissare l’aspetto dei personaggi nella memoria collettiva.
E la prima edizione ebbe a sua volta un destino inatteso. Nel 1865, dopo le obiezioni di Tenniel alla qualità di stampa delle figure, le copie furono ritirate e l’opera venne ristampata. La Lewis Carroll Society ricostruisce questa vicenda, ricordando che della tiratura originale del 1865 sopravvivono pochissime copie note.
Si può leggere ancora la prima Alice?
Sì. La British Library ha pubblicato anche una riproduzione del manoscritto originale, che permette di incontrare un’Alice precedente al Cappellaio Matto e al Gatto del Cheshire, con la calligrafia e i disegni dell’autore. È una lettura complementare al romanzo canonico, non un suo seguito.
Se vuoi ritrovare invece la storia nella forma più conosciuta, sul sito puoi leggere il nostro approfondimento su Alice nel Paese delle Meraviglie e il suo significato. E per vedere quanto quel mondo continui a essere trasformato, c’è la rilettura dark fantasy Tagliatele la testa di Zoe Hana Mikuta.
Il dettaglio più sorprendente resta questo: una parte fondamentale di ciò che oggi chiamiamo «il mondo di Alice» non apparteneva alla prima Alice. È nata perché Carroll ha deciso che una storia raccontata in barca poteva diventare molto più grande.




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