I Ciconi sono il primo popolo che Ulisse affronta dopo la partenza da Troia. Nel libro IX dell’Odissea gli Achei assaltano Ismaro, saccheggiano la città e restano sulla costa più a lungo del necessario. I Ciconi dell’entroterra arrivano in rinforzo, contrattaccano e costringono Ulisse alla fuga. Il bilancio è pesante: muoiono sei uomini per ciascuna nave, cioè 72 compagni se si considerano le dodici navi della flotta.
L’episodio è breve ma fondamentale. Mostra subito che il ritorno da Troia non sarà una semplice navigazione verso Itaca e introduce due elementi che torneranno poco dopo: l’incapacità dei compagni di fermarsi al momento giusto e il vino di Marone, che Ulisse userà contro Polifemo.
Per collocare Ismaro nella rotta completa puoi partire dalla nostra guida al viaggio di Ulisse e alle tappe dell’Odissea in ordine. I Ciconi vengono prima dei Lotofagi e dei Ciclopi.
Chi sono i Ciconi nell’Odissea?
I Ciconi sono un popolo della Tracia associato alla città di Ismaro. Nell’Odissea compaiono all’inizio del racconto delle peregrinazioni che Ulisse fa ai Feaci. Dopo dieci anni di guerra a Troia, l’eroe e i suoi uomini salpano verso casa ma la prima tappa si trasforma immediatamente in un nuovo scontro.
A differenza di Polifemo, Circe o dei Lestrigoni, i Ciconi non appartengono a un mondo mostruoso o magico. Sono avversari umani, organizzati e capaci di mobilitare rinforzi. Proprio per questo l’episodio ha un tono ancora vicino alla guerra di Troia: Ulisse si comporta inizialmente come un comandante che continua una razzia militare.

Cosa fa Ulisse quando arriva a Ismaro?
Ulisse racconta di avere attaccato Ismaro, ucciso gli uomini della città e distribuito bottino e prigionieri tra i compagni. È un comportamento che riflette ancora la logica della guerra appena conclusa: la costa viene trattata come territorio nemico da saccheggiare.
Dopo la vittoria iniziale, però, Ulisse capisce che bisogna ripartire. Ordina agli uomini di salire sulle navi e lasciare la zona prima che i Ciconi possano organizzarsi. I compagni non obbediscono abbastanza in fretta.
Perché i compagni non ripartono subito?
Dopo il saccheggio, gli uomini si fermano a mangiare, bere e godersi il bottino. Il problema non è che Ulisse non percepisca il rischio: il comandante vuole partire, ma l’equipaggio prolunga la sosta.
Questa dinamica anticipa una tensione che tornerà più volte nel poema. Ulisse può dare un ordine, ma non sempre riesce a controllare le decisioni dei compagni. Più avanti saranno loro ad aprire l’otre dei venti di Eolo e a violare altri divieti decisivi.
Come reagiscono i Ciconi?
I superstiti di Ismaro chiedono aiuto ai Ciconi che vivono nell’entroterra. Il poema li descrive come più numerosi e preparati al combattimento. Arrivano al mattino e affrontano gli Achei sulla spiaggia.
All’inizio lo scontro rimane equilibrato, ma con il passare delle ore la superiorità numerica dei Ciconi diventa decisiva. Gli uomini di Ulisse devono ritirarsi e raggiungere le navi mentre subiscono perdite.
Perché si parla di 72 morti?
Ulisse dice che sei compagni per ogni nave vengono uccisi nello scontro. La flotta con cui era partito da Troia comprende dodici navi: sei uomini moltiplicati per dodici dà 72 morti.
È una perdita enorme per essere appena all’inizio del ritorno. E soprattutto non nasce da un mostro o da una maledizione: è la conseguenza di una permanenza troppo lunga dopo il saccheggio. Per questo l’episodio può essere letto come il primo avvertimento sulla necessità di disciplina.

Chi è Marone e perché Ulisse lo risparmia?
Durante il saccheggio Ulisse risparmia Marone, sacerdote di Apollo, insieme alla sua famiglia. Il gesto viene ricompensato con doni, tra cui un vino eccezionalmente forte e prezioso.
Questo dettaglio collega direttamente Ismaro a una delle scene più famose del poema. Ulisse porta con sé quel vino e lo userà nella grotta di Polifemo per ubriacare il Ciclope prima di accecarlo. Il dono ricevuto a Ismaro diventa quindi uno strumento di salvezza nella tappa successiva.
Nel nostro approfondimento su Polifemo e l’inganno di “Nessuno” puoi seguire l’intero piano, dal vino alla fuga sotto gli arieti.
I Ciconi sono responsabili del lungo viaggio di Ulisse?
No. Lo scontro causa molte vittime ma non spiega da solo i dieci anni del ritorno. Dopo la fuga, Zeus scatena una tempesta che costringe le navi a fermarsi e in seguito venti contrari le spingono fuori rotta. Da lì iniziano le tappe più lontane e mitiche del viaggio.
L’episodio dei Ciconi è importante soprattutto perché mostra il passaggio dalla guerra al nostos. Ulisse non si trova più sotto le mura di Troia: ogni scontro e ogni ritardo ora allontanano la possibilità di rientrare a casa.
Cosa succede dopo Ismaro?
Dopo avere lasciato la terra dei Ciconi, la flotta viene colpita dal maltempo. Quando sembra possibile riprendere la rotta, un nuovo vento porta le navi lontano dal percorso previsto. Dopo nove giorni gli uomini raggiungono la terra dei Lotofagi.
Lì il pericolo cambia completamente: non c’è una battaglia, ma il rischio di dimenticare il desiderio di tornare. La nostra guida sui Lotofagi e sul loto che fa dimenticare Itaca ricostruisce il passaggio successivo.
Qual è il significato dell’episodio dei Ciconi?
I Ciconi mostrano che non tutte le disgrazie di Ulisse dipendono dagli dei. Qui la causa della perdita è soprattutto umana: dopo la vittoria iniziale, i compagni non seguono l’ordine di ripartire abbastanza rapidamente e offrono al nemico il tempo per organizzare un contrattacco.
L’episodio mette anche in discussione la continuità tra guerra e ritorno. Saccheggiare una città può sembrare un gesto normale per guerrieri appena usciti da Troia, ma nel nuovo viaggio ogni bottino trattenuto troppo a lungo ha un costo. Per tornare a casa bisogna imparare a lasciare qualcosa alle spalle.
Ismaro è un luogo reale?
Ismaro viene collegata alla Tracia e l’episodio dei Ciconi appartiene alla parte del viaggio con riferimenti geografici più riconoscibili rispetto a luoghi come Ogigia o Scheria. Ciò non significa però che ogni dettaglio dell’itinerario omerico possa essere tradotto in una mappa moderna esatta.
Per questo nella ricostruzione generale del viaggio distinguiamo sempre tra localizzazioni plausibili, associazioni della tradizione e luoghi apertamente mitici.
Dove leggere l’episodio dei Ciconi?
La battaglia di Ismaro è raccontata all’inizio del libro IX dell’Odissea su Perseus Digital Library. Per il contesto generale del poema e delle sue tappe puoi consultare anche la voce Odissea di Treccani.
Risposta rapida
I Ciconi sono il popolo di Ismaro che contrattacca Ulisse dopo il saccheggio della città. I compagni si fermano troppo a lungo, i rinforzi arrivano dall’entroterra e gli Achei devono fuggire. Muoiono sei uomini per ciascuna delle dodici navi, cioè 72. Ulisse aveva però risparmiato il sacerdote Marone, ricevendo il vino che userà poco dopo contro Polifemo.