Public Access Afterworld di Jane Schoenbrun doveva essere una storia per la televisione, ma è diventato il primo romanzo dell’autrice e regista di I Saw the TV Glow. Il progetto nacque sotto forma di sceneggiature per una serie; anni dopo, Schoenbrun ha scelto la narrativa per raccontarlo senza i vincoli creativi che avrebbe incontrato nella produzione televisiva. Non è corretto descriverlo come una serie già girata e poi cancellata: il dato verificato è che la storia era stata concepita inizialmente per la TV.
Perché Public Access Afterworld è diventato un libro invece di una serie TV?
In un’intervista pubblicata da Publishers Weekly il 25 settembre 2026, Schoenbrun ha raccontato di aver cominciato a scrivere Public Access Afterworld come sceneggiatura televisiva, prima ancora di proporre I Saw the TV Glow ai produttori. Quando ha ripreso in mano quei copioni, però, ha capito di essere troppo legata alla storia per affidarla a un percorso che avrebbe probabilmente comportato note e richieste di modifica da parte dei produttori.
La scelta del romanzo non è quindi un semplice ripiego dopo un insuccesso: è anche una decisione artistica. La pagina può contenere le molte voci, i salti temporali e le deviazioni del racconto senza dover adattare ogni passaggio a un episodio, a un budget o alle esigenze di una produzione. La differenza tra una sceneggiatura e un libro, per Schoenbrun, riguarda soprattutto quanto controllo mantenere sul mondo immaginato.
Di cosa parla il romanzo? La trama senza spoiler
Una misteriosa rete televisiva pirata, chiamata Public Access Afterworld, trasmette immagini che sembrano provenire da un’altra dimensione. Nel 2009 David Sawyer ed Erin Morrison assistono al passaggio della televisione americana dal segnale analogico a quello digitale; nel disturbo del segnale Erin intravede trasmissioni impossibili. Anni dopo Bethany Peters, una moderatrice di contenuti che lavora di notte in una grande azienda tecnologica, si imbatte in altri segnali della stessa rete.
Il romanzo intreccia horror, fantascienza e complotto, passando tra epoche, personaggi e realtà. Non è la novelization di un film già uscito e non è l’adattamento ufficiale di I Saw the TV Glow: è una storia originale che condivide con il cinema di Schoenbrun l’interesse per immagini, identità e schermi. La scheda ufficiale Penguin Random House descrive questo intreccio e conferma i dati dell’edizione.
Che cosa cambia quando un’idea nata per lo schermo finisce sulla pagina?
C’è un paradosso al centro della vicenda: un libro ossessionato da televisori, video e piattaforme digitali ha trovato la propria forma definitiva fuori dallo schermo. La televisione rimane nella storia come oggetto narrativo, ma la sua costruzione non dipende più dai meccanismi della serialità televisiva.
Questo percorso rovescia quello più conosciuto, in cui è un romanzo a diventare film o serie. Su iCrewPlay Libri abbiamo raccontato, per esempio, come The Boogeyman passi dal racconto di Stephen King al cinema e quali siano le differenze tra il romanzo Carrie e il suo adattamento televisivo. Per Schoenbrun, la direzione è l’opposta: prima l’idea per una serie, poi il libro che la sviluppa.
Public Access Afterworld è il primo libro di una saga?
Sì, almeno nelle intenzioni dichiarate dall’autrice: nell’intervista a Publishers Weekly, Schoenbrun presenta Public Access Afterworld come il primo volume di una trilogia progettata. Questo non equivale ad avere già tre romanzi pubblicati né autorizza a indicare date per i seguiti. I capitoli successivi del progetto, secondo quanto descritto dall’autrice, dovrebbero continuare a esplorare identità, possibilità di vivere dopo una trasformazione e costruzione di mondi nuovi.
Quando esce Public Access Afterworld e si trova in italiano?
L’edizione originale statunitense di Public Access Afterworld è pubblicata da Hogarth il 27 ottobre 2026. Il volume in copertina rigida conta 608 pagine e reca l’ISBN 9780593978382; esistono anche formati digitali e audio per il mercato anglofono. Alla data di questo articolo non abbiamo una conferma ufficiale di un’edizione italiana: non bisogna confondere la data dell’uscita inglese con un’eventuale pubblicazione in Italia.
Chi segue Jane Schoenbrun per I Saw the TV Glow troverà dunque un’opera originale, non un tie-in cinematografico. E chi è incuriosito dai retroscena della scrittura ha qui una storia singolare: un mondo concepito per vivere dentro gli schermi è approdato alla letteratura proprio per poter essere raccontato con maggiore libertà.




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