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Novità in libreria: Nulla da invidiare di Barbara Demick

Vite normali in Corea del Nord

nulla da invidiare barbara demick iperborea
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Dal 27 maggio arriva in libreria per la collana I Corvi, curata da Iperborea, Nulla da invidiare. Vite normali in Corea del Nord, scritto da Barbara Demick. Un ritratto rivelatore e sconvolgente del paese meno ordinario che c’è,  la Corea del Nord, attraverso le vite ordinarie di chi è riuscito a sopravvivere.

Nulla da invidiare: il contenuto

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Come si vive in una distopia? Niente elettricità né internet, una vita pubblica di rituali e marce, un delatore in ogni vicino, un sistema di caste che distribuisce privilegi e miseria. È la Corea del Nord, un paese barricato e inaccessibile. Tra i pochissimi che l’hanno visitato c’è Barbara Demick, di base a Seul per un decennio, che è riuscita a vedere nell’oscurità di una dittatura capace di mostrare al mondo solo le messinscene di benessere della capitale. Fuori la realtà è ben diversa: Chongjin, terza città del paese, è stata devastata dalla carestia dei tardi anni Novanta, quelli cruciali del passaggio di consegna tra Kim Il-sung e Kim Jong-il.

È a quella città, e a quegli anni, che guarda Demick, intervistando i sopravvissuti: come Mi-ran e Jun-sang, che di notte si tenevano per mano tra le vie buie sognando un amore impossibile e di giorno tramavano una fuga che non potevano confessarsi per paura della delazione. La signora Song, lealissima al regime ma costretta a seppellire marito e figlio e a inventarsi un’impresa commerciale di fortuna per non nutrirsi solo di radici. Kim Ji-eun, pediatra che ha assistito impotente agli orrori della fame e alla carenza di medicinali.

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E molti altri, oggi al sicuro nel Sud della penisola coreana, che provano a adattarsi alla democrazia. Ma com’è possibile, dopo anni all’ombra di un potere assoluto, venerando un leader divinizzato? Come si sopravvive quando si scopre che il migliore dei mondi possibili è solo propaganda, e la realtà è fame e ideologia? Nulla da invidiare è un reportage di orrore e rinascita, una storia corale su un regime che tutti si aspettavano cadesse e si assimilasse presto al mondo occidentale, quando forse è successo il contrario.

L’autrice

Scrittrice e giornalista americana, lavora per il Los Angeles Times e collabora con il New Yorker. Con i suoi reportage ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Samuel Johnson Prize, ed è stata finalista al National Book Award. I mangiatori di Buddha è stato finalista al Baillie Gifford Prize e all’Orwell Prize for Political Writing. I suoi libri sono stati tradotti in più di venticinque paesi.

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