Nella letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, non sono i personaggi perfetti a lasciare il segno, ma spesso quelli più veri: personaggi che sbagliano, esitano, tornano sui propri passi e cambiano idea. Sono storie che parlano ai bambini e ai ragazzi senza chiedere loro di essere pronti subito, offrendo invece uno spazio in cui riconoscere l’errore come parte del percorso di crescita. Per genitori, insegnanti e tutor, questi libri diventano alleati preziosi per accompagnare lo sviluppo emotivo attraverso la lettura, senza forzare risposte né imporre modelli.
Perché proporre libri con personaggi che sbagliano
Nella letteratura per bambini e ragazzi, i personaggi più educativi non sono sempre quelli che “fanno la cosa giusta” al primo tentativo. Al contrario, le storie più efficaci dal punto di vista educativo sono spesso quelle che raccontano errori, ripensamenti e cambi di direzione.
I libri con personaggi che sbagliano aiutano bambini e ragazzi a normalizzare l’errore, a tollerare la frustrazione e ad accettare l’incertezza come parte dell’esperienza quotidiana. Attraverso queste storie diventa più facile comprendere che crescere non è un percorso lineare, ma un processo fatto di tentativi, ripensamenti e aggiustamenti continui. Per genitori, insegnanti e tutor, queste letture diventano così strumenti preziosi per accompagnare lo sviluppo emotivo e cognitivo dei più giovani, senza aggiungere pressioni inutili o aspettative rigide.
Personaggi imperfetti nella letteratura per l’infanzia e l’adolescenza
Nella buona letteratura per l’infanzia, i protagonisti non sono semplicemente modelli da imitare, ma veri e propri compagni di strada per i giovani lettori. Sono bambini e ragazzi che prendono decisioni sbagliate, si fermano a riflettere, esitano di fronte alle difficoltà e, talvolta, tornano indietro per riprovare o cambiare direzione. Sono personaggi che cambiano idea senza essere giudicati, mostrando che l’errore e il ripensamento non sono segni di debolezza, ma passi naturali del percorso di crescita. Leggere le loro storie permette ai bambini di riconoscersi, di sentirsi compresi nelle proprie esitazioni e di comprendere che crescere significa spesso navigare tra dubbi, tentativi e aggiustamenti continui. Allo stesso tempo, questi personaggi diventano uno strumento prezioso per genitori, insegnanti e tutor, che possono accompagnare i ragazzi nel riconoscere e accettare la complessità delle proprie emozioni e delle proprie scelte, senza pressioni né aspettative irrealistiche.
Queste storie permettono ai lettori di riconoscersi senza sentirsi sbagliati e offrono agli adulti uno strumento per accompagnare, non correggere.
Il valore educativo dell’errore e dell’esitazione
In un contesto educativo sempre più orientato alla performance, i libri che raccontano l’esitazione svolgono una funzione controcorrente ma necessaria.
Dal punto di vista pedagogico, queste storie insegnano che sbagliare non equivale a fallire, e che rimandare una decisione può essere un atto di consapevolezza piuttosto che un segno di indecisione. Cambiare idea, inoltre, non è un errore o una debolezza, ma un chiaro indice di crescita e maturazione. Questi libri non offrono soluzioni immediate né ricette pronte, ma invitano i bambini e i ragazzi a restare nel processo, ad accettare l’incertezza e a comprendere che ogni passo, anche quello apparentemente sbagliato, fa parte del percorso di apprendimento e di scoperta di sé.
Libri consigliati per fascia d’età
Albi illustrati (3–6 anni)
Libri ideali per introdurre il tema dell’errore e del cambiamento in modo visivo e simbolico.
- Il punto – Peter H. Reynolds
Una storia sull’errore come inizio, non come fallimento. - Il libro degli errori – Corinna Luyken Fatatrac
Albo illustrato in cui da piccoli sbagli nel disegno nascono figure nuove e inattese; l’errore è mostrato come punto di partenza creativo, con immagini che si trasformano davanti agli occhi dei bambini. - Che sbaglio! – Erik Kessels Phaidon
Libro-gioco fotografico che mostra come fallimenti e scatti “venuti male” possano diventare successi, con un forte impatto visivo e ironico; può essere semplificato verbalmente per i 5–6 anni.
Prime letture (6–8 anni)
Storie brevi che parlano di tentativi, cambi di idea e soluzioni non immediate.
- La grande fabbrica delle parole – Agnès de Lestrade
Una riflessione delicata su ciò che si dice, si trattiene e si ripensa. - Capitomboli e bernoccoli – G. Quarenghi, C. Carrer (Rizzoli)
Una serie di episodi quotidiani fatti di cadute, piccoli incidenti, rallentamenti: il protagonista impara a rialzarsi e a stare “in piedi” nel mondo, non al primo tentativo. Ottimo per mostrare che imparare richiede tempo, prove, errori e aggiustamenti successivi. - Lezioni di volo – Pirkko Vainio (Clavis)
Un uccellino prova a volare in diverse situazioni, spesso con esiti goffi, finché trova il suo modo, i suoi tempi e il suo coraggio.Il focus è proprio sul riprovare e sul trasformare la paura iniziale in azioni via via più sicure.

Bambini 8–10 anni
Romanzi e racconti che introducono l’errore come parte della crescita personale.
- Matilde – Roald Dahl
Una protagonista che impara anche sbagliando e ribellandosi. - Il club dei perdenti – Andrew Clements
Una storia su scelte difficili, ripensamenti e identità. - Il libro degli errori – Gianni Rodari
Racconti brevi e ironici in cui sbagli linguistici e di comportamento diventano occasioni per pensare, cambiare punto di vista e crescere.
Ragazzi 11–14 anni
Libri che affrontano il tema del cambiamento di idea come costruzione dell’identità.
- Wonder – R.J. Palacio
Personaggi che rivedono i propri giudizi e crescono attraverso l’errore. - Il bambino con il pigiama a righe – John Boyne
Una storia di scelte, incomprensioni e consapevolezze tardive. - Ascolta il mio cuore – Bianca Pitzorno
Crescere significa anche rimettere in discussione ciò che si crede giusto.
Il diritto di non essere pronti
I libri che raccontano personaggi che sbagliano, rimandano e cambiano idea offrono ai bambini e ai ragazzi una competenza fondamentale: imparare a darsi tempo. Tra le righe, queste storie mostrano che l’errore non definisce il valore di una persona, che il dubbio è una parte naturale della crescita e che cambiare direzione è sempre possibile. Educare attraverso la lettura significa anche questo: riconoscere e difendere il diritto di non sapere ancora, permettendo ai più giovani di esplorare, sperimentare e crescere senza fretta né giudizio.